Google: quando la ricerca invade la realtà

Ogni momento è giusto per fare una domanda a Google.

Maria Vittoria Tinti

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

Quante volte, non sapendo una risposta ad una domanda, abbiamo pensato: “Cerchiamo su Google”? Proprio da questa domanda parte la nuova campagna ambient ideata dall’agenzia 72andSunny per il lancio di Google App, disponibile per iOS e Android.

Sono state posizionate diverse installazioni outdoor, a New York, in luoghi non necessariamente famosi, ricreando la stessa situazione che ognuno di noi si trova ad affrontare, anche nella quotidianità, utilizzando il motore di ricerca.

L’idea alla base di questa campagna è uno dei punti cardine del successo di Google: la curiosità. Una ricerca ruota attorno ad essa, al desiderio di scoprire informazioni approfondite su un luogo, una costruzione, o anche semplicemente una nuova parola. L’obiettivo è stato quello di dare nuova luce non solo ad alcuni luoghi di New York, ma anche ad oggetti comuni, come una palla da bowling, oppure una tazzina da caffè, stimolando le persone a ricercare storie comprendendo allo stesso tempo l’utilità di Google che arricchisce il nostro bagaglio di conoscenze.

Voi appassionati di skateboard, non vi siete mai chiesti che forma avesse la prima tavola inventata? Scoprirlo potrebbe rivelarvi nuove tecniche per migliorare le prestazioni e  le vostre acrobazie!

Mentre sorseggiavate, un cappuccino in un bar, non vi siete invece mai chiesti chi possa averlo inventato? Google conoscerà sicuramente la risposta!

Google sceglie l’ambient Marketing proporre una app sul mercato per sottolineare una caratteristica determinante del suo servizio: la necessità.

#1 L’idea diventa realtà

Il concept dell’iniziativa ruota intorno alle domande che le persone si fanno e il motivo per cui utilizzerebbero l’app: per trovare delle risposte. Di sicuro, per un prodotto di mass market, cercare una caratteristica esclusiva del proprio prodotto, è un obiettivo più semplice da raggiungere. Spesso si può però commettere l’errore di non trovare l’elemento “core”, attraverso il quale i consumatori riconoscerebbero e posizionerebbero in modo corretto il prodotto sul mercato.

L’ambient Marketing può trasformare le idee in realtà attraverso un elemento facilmente riproducibile, in modo creativo ed intuitivo. Questa tecnica di comunicazione è, infatti, prettamente visiva: il prodotto, il brand o il riposizionamento che viene proposto deve essere riconoscibile in modo immediato.

#2 Ad ognuno il suo Ambient

Dopo aver identificato il target, Google ha inserito le proprie installazioni nei luoghi di maggior affluenza dei propri consumatori. Punta, infatti, alla totalità delle persone, riconoscendo che ognuno ha bisogno di compiere delle ricerche e tutti, in fondo, siamo inguaribili curiosi da stuzzicare.

L’efficacia dell’ambient marketing è misurabile solo se inserita nei luoghi giusti. La campagna di comunicazione di un brand può colpire il target prefissato sia se riesce a catturarlo negli “habitat naturali” sia se riesce ad inserirsi in modo perfetto. Caratteristica imprescindibile di una campagna ambient deve essere, infatti, quella di modificare elementi già presenti in realtà, in modo originale ma senza snaturarne forma o contenuto.

Deve divertire, incuriosire, ma mai confondere.

#3 Social Ambient

Infine, non dobbiamo dimenticarci che una campagna di comunicazione può essere determinante solo se vengono creati dei contenuti social.

All’interno di una strategia ambient marketing, sono due le strade che si possono seguire: creare installazioni outdoor così impattanti da garantire, in modo spontaneo, un flusso di condivisioni, oppure utilizzare strumenti ad alto livello di interattività, come hashtag o QR code, studiando anche una dinamica più attiva e ludica.

La parola d’ordine deve essere condivisione.

Ed ora… guardatevi in giro: potreste trovare Google nei luoghi più inaspettati della vostra città!

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