CaliforniaDreamBig: un controverso case study di Digital PR

Blogger, Visit California e TBD Italy insieme in una operazione di digital PR

Elisa Marino
Elisa Marino

Marketing Manager @ Nuna Lie

california dream big

(c) tbd-italy.com

Avete sentito parlare del contest #californiadreambig? Probabilmente sì, date le tante polemiche scoppiate in rete negli ultimi giorni. Abbiamo sentito le parti coinvolte per capire meglio quanto accaduto.

#CaliforniaDreambig: Riassunto delle ultime puntate

Qualche settimana fa è comparso sul sito del TBD Italy l’evento internazionale dedicato ai travel blogger, il contest #californiadreambig. Secondo quanto scritto,

Visit California in collaborazione con TTG Italia selezioneranno 10 web influencer per un blog trip in California, nella primavera del 2015.”

Sul sito, il post continua con la spiegazione dei termini e condizioni dell’iniziativa, tra cui la necessità, per chi partecipa, di essere blogger, instagramer e videomaker ed esprimere la propria voglia di partire attraverso un post, una foto o un video utilizzando l’hashtag #californiadreambig.

Insomma, la classica iniziativa che coinvolge i blogger nella promozione di una azienda. Niente di nuovo e niente di male, se non fosse che…

Il fatto

Qualche giorno dopo, alcuni blogger hanno affermato di essere stati precedentemente contattati per partecipare a un blog tour in California e che, solo dopo aver accettato seppur senza firmare alcun contratto, hanno scoperto che si trattava di un contest.

La spiegazione sarebbe che alcuni blogger selezionati sono stati invitati, mentre per gli altri posti a disposizione è stato ideato un concorso. Ma la situazione sembra tutt’altro che chiara, e per questo abbiamo provato a fare luce sull’argomento ascoltando le opinioni dei diretti interessati.

Le blogger contattate prima

Abbiamo parlato con Laura Renieri, blogger di The Old Now, che ha lanciato per prima il suo messaggio sulla vicenda attraverso un post su Facebook.

“All’inizio della vicenda sono stata contattata e mi è stato detto che ero stata selezionata per un classico blog tour con destinazione California. Si è trattato di conversazioni telefoniche e scritture personali via e-mail, effettivamente non c’era un vero e proprio contratto, ma personalmente ho partecipato a diversi blog tour senza firmare contratti, quindi mi sono fidata sulla parola. Quando a settembre è uscito l’annuncio del contest, ho subito pensato che la mail arrivata serviva a coinvolgere anche noi già sicuri nella diffusione del concorso. Poi una serie di eventi mi hanno portato a credere di non essere più nella “magica lista rosa” dei partecipanti, e quando ho chiesto chiarimenti mi è stato effettivamente detto che la lista non esisteva più ed eravamo tutte in discussione.

Voglio fare una differenza tra errore e dolo. Ci può stare l’errore umano, magari chi ha gestito il progetto aveva poca esperienza e questo può capitare, ma comunque l’avermi proposto determinate iniziative mi ha portato a rifiutarne altre perché le date c’erano, la conferma che anche chi gestisce il progetto in America ha dato l’ok anche, quindi capisci che anche senza un contratto ci siamo fidate sulla parola. E inoltre il comportamento poco professionale è uscito fuori anche nel momento in cui si è parlato del contest: non è registrato e sono anche cambiate le date in cui annunceranno i vincitori, insomma: tutto un po’ campato in aria. Forse i toni che noi blogger abbiamo usato sono stati forti, però nel momento in cui ti senti ferito, preso in giro e, soprattutto, non ti vengono date spiegazioni sensate, agisci d’istinto. Spero davvero che si riesca a fare chiarezza e che le parti coinvolte prendano una posizione. Basterebbe un comunicato ufficiale o una dichiarazione pubblica per sistemare la situazione, invece nessuno si è occupato di farlo… staremo a vedere!

Visit California Italia

Abbiamo ascoltato anche l’opinione di Visit California, che nella persona di Massimo Loquenzi, alla domanda di chiarire la situazione, ci ha risposto così:

“Da diversi anni gli uffici del turismo, le compagnie aeree e via dicendo organizzano viaggi per far conoscere prodotti turistici a giornalisti e blogger. Non si tratta quindi di un premio ma di viaggi di formazione, viaggi di lavoro. Gli strumenti utilizzati dagli organizzatori per selezionare gli invitati non possono essere concorsi perché non ci sono premi da assegnare, ed è per questo che non si può parlare di truffa. Gli invitati sono scelti dagli organizzatori a loro insindacabile giudizio adottando le modalità che più preferiscono. Noi per questo progetto abbiamo scelto di collaborare con TTG Italia e TBDI per l’autorevolezza della testata, ora l’organizzazione (ovvero Visit California, TTG Italia, TBDI, e British Airways) selezionerà i partecipanti che partiranno per #californiadreambig. Il nostro è stato il primo approccio con il mondo dei blogger e ci impegneremo in futuro a gestire questi progetti sempre meglio, ponendo maggiore attenzione per evitare spiacevoli equivoci.”

TBDI e TTG Italia

A questo punto, abbiamo ascoltato anche l’opinione di TGG Italia e di TBDI: la scelta dei blogger è un contest? Se sì, è legittimo? Come verranno selezionati i blogger che partiranno se anche la lista iniziale è stata messa in discussione?

Ecco come ci hanno ufficialmente risposto:

Abbiamo deciso di ospitare il progetto #californiadreambig perché ci sembrava una iniziativa simpatica e in linea con quelle che sono le iniziative a sostegno della promozione delle destinazioni. Non sapevamo ci fosse già una selezione in atto, e qualunque accordo preso prima del lancio del progetto non andrà ad influire sulla selezione, al massimo ad integrarsi.

Ad ogni modo, ci deve essere stato qualche errore di comprensione dell’iniziativa: #californiadreambig non è un concorso in quanto non esistono premi o remunerazioni in denaro. E’ un viaggio di lavoro, una selezione professionale, e pertanto soggetto ad insindacabile giudizio di chi offre questo viaggio e che ha il pieno diritto di scelta dei partecipanti che dovranno poi onorare delle responsabilità legate appunto al motivo del viaggio. In virtù dei fatti accaduti, gli organizzatori hanno deciso di prendersi qualche giorno in più per effettuare una selezione più chiara e serena, e siamo sicuri che sarà una selezione di valore.

Sicuramente ci sono state delle leggerezze da parte del cliente (Visit California, ndr), ma vogliamo pensare che siano dovute all’inesperienza.

Come TTG Italia stiamo investendo tanto per mettere in risalto e contribuire a professionalizzare il ruolo dei blogger di settore, ci dispiace molto aver visto nascere qualche polemica intorno a questa iniziativa che ha visto una bella e spontanea partecipazione di centinaia di blogger.

Ringraziamo tutti coloro che con entusiasmo hanno creduto in questa iniziativa e voi di Ninja Marketing per averci dato modo di spiegare con toni civili quanto accaduto: speriamo di aver fatto capire come TBDI sia stata in assoluta buona fede nell’accogliere un’occasione da girare ai blogger.”

Il parere legale

Ma siccome noi Ninja siamo un po’… puntigliosi 😀 abbiamo deciso di ascoltare anche un parere legale, per fare la quadra al cerchio. Claudio Partesotti, avvocato del Foro di Milano e partner dello studio ICT Legal Consulting nonché docente della Ninja Academy, ci ha risposto quanto segue:

“Da un punto di vista generale, iniziative di questo tipo non sembrerebbero rientrare nell’ambito di applicazione della normativa sulle manifestazioni a premio, che prevede una disciplina molto articolata (anche per quanto riguarda l’individuazione delle fattispecie che non costituiscono concorsi e operazioni a premio); l’iniziativa in questione sembra piuttosto ricondursi a quelle fattispecie in cui un’impresa seleziona determinati soggetti chiamati a svolgere una determinata attività che, tra l’altro, comporta anche l’assunzione di specifici impegni a carico degli stessi.
L’esperienza comunque insegna che, in questi casi, è sempre opportuno rivolgersi ad un consulente di fiducia, che aiuti l’impresa a formulare un regolamento dettagliato e circostanziato; e a strutturare l’attività in modo tale da fugare ogni dubbio ed evitare interpretazioni erronee in merito alla normativa applicabile.”

Le digital PR

A questo punto, vi chiederete: ma perché Ninja Marketing ha voluto affrontare l’argomento?

Perché crediamo che sia una case history più che rilevante per il mondo delle digital PR. Le relazioni pubbliche sono un argomento delicato, spesso rilegato solo all’ambito giornalistico. Questo evento ci ha dimostrato come, invece, il mondo del blogging è – ovviamente – in primo piano, la rete è community, e soprattutto che non possono più essere presi sotto gamba progetti digitali di questo calibro. L’abbiamo detto più volte: le pr sono il futuro del digital marketing e le relazioni con i media, giornalisti o blogger che siano, vanno curate attentamente.

Vero: le blogger e influencer avrebbero dovuto prestare più attenzione prima di additare l’iniziativa come truffaldina. Ma se il TBDI e Visit California erano perfettamente in regola, perché non hanno preso subito una posizione uffciale? Il “no comment” è la peggiore delle risposte nel mondo della comunicazione, in particolare nelle situazioni di crisi.

Speriamo davvero che queste dichiarazioni possano rispondere a tante domande, ringraziamo le persone che hanno risposto alle nostre domande e Nunzia Falco Simeone, editor della sezione Marketing, per il suo aiuto.