Bambini e social network: come educare al digitale?

6 consigli per far convivere serenamente genitori, figli e social network

Elisa Marino
Elisa Marino

Marketing Manager @ Nuna Lie

La maggioranza di voi, che state leggendo questo post, ha vissuto una infanzia senza connessione a internet. Alcuni anche senza pc. Tutti, certamente, senza social network. Una infanzia fatta di giochi analogici e di dinamiche sociali senz’altro differenti da quelle che si presentano oggi ai bambini e ragazzi nati nell’ultimo decennio. A loro, si prospetta davanti una schiera di educatori spesso troppo impreparati a gestire gli strumenti che, invece, stanno diventando pane quotidiano. Tra tutti, i social network.

Se lavorate nel mondo del web, vi sarà probabilmente capitato di ricevere richieste di aiuto da parte di genitori che, preoccupati nel vedere figli che crescono troppo velocemente e con strumenti a loro sconosciuti, si chiedono come possono intervenire sul web almeno in termini di sicurezza, aspetto che non bisogna mai sottovalutare quando si parla di bambini e rete.

Se infatti la crescita del mondo online ha senza dubbio alcuni dei più grandi vantaggi della storia, l’uso improprio di un bambino su un social network può trasformarsi in un problema serio. Con l’approccio giusto, però, i genitori possono diventare esempi positivi e, soprattutto, possono mantenere i propri bambini al sicuro sui social media.

Ecco 6 consigli di educatori esperti per far convivere serenamente genitori, figli e social network.

1) Familiarizzare con i social network

Non è mai stato facile essere genitori, ma forse in questo periodo è ancora più difficile. Per riuscire a cogliere e, quindi, spiegare opportunità e rischi della rete, è importante che i genitori prendano confidenza con quegli strumenti ormai utilizzati da tutti i bambini e adolescenti.

Ogni piattaforma, da Tumblr a SnapChat, da Facebook a Twitter, ha le sue funzionalità e i suoi rischi: è importante conoscerli in prima persona per poterli davvero comprendere e, soprattutto, non bisogna fermarsi davanti ai social più conosciuti.

Una piattaforma che spesso viene tralasciata è, ad esempio, Whatsapp: non riconosciuto ufficialmente come social, può essere uno strumento più pericoloso di Facebook.

2) L’età conta

È una regola vecchia come il mondo: il proibito è eccitante, il proibito è divertente. Negare ai propri figli l’accesso ai social network, non farà che aumentare il desiderio di iscriversi. E, con molta probabilità, riusciranno a farlo da soli, senza problemi e senza essere scoperti.

Decidere insieme, invece, un limite di età, spiegare che gli stessi portali online suggeriscono, anzi, vietano l’iscrizione a ragazzi di età inferiore ai 13 aiuterà loro a capire i rischi che ne potrebbero derivare.

3) Il dibattito è fondamentale

A tutti i bambini, almeno una volta nella vita, è stato detto e ripetuto “non accettare caramelle dagli sconosciuti”. Oggi, è importante che quella frase diventi un motto declinato anche nella rete, che ricordi ai ragazzi come condividere i propri dati o affidarsi a persone conosciute in chat potrebbe scaturire risvolti poco piacevoli.

È importante quindi parlare ai propri ragazzi, discutere insieme di cyberbullismo, ascoltare e chiedere se sono mai venuti a conoscenza di eventi simili a quelli che – nel peggiore dei casi – vengono passati al telegiornale; è importante per capire e crescere insieme.

Ma, soprattutto, è importante non demonizzare lo strumento e soprattutto non vietare di, ad esempio, caricare fotografie perché altrimenti verrebbe meno il senso del social network stesso, ovvero quello di condividere le proprie esperienze in tempo reale. Importante è, invece, spiegare chiaramente i rischi e spiegare anche come caricare immagini e scrivere i propri pensieri restando sereni di non essere importunati da sconosciuti.

4) Tenere il computer in uno spazio condiviso

È vero, ormai con smartphone e tablet è sempre più difficile controllare la postazione di accesso alla rete, ma è bene almeno provare a stabilire dei luoghi in casa dove è possibile connettersi a internet e utilizzare i dispositivi elettronici. Evitate, quindi, di posizionare il computer direttamente in camera dei bambini!

5) Stabilire delle regole

Come sopra, vietare significa invogliare. Ma stabilire delle regole, anche in questo caso, è necessario. Tentare di stabilirle insieme, potrebbe essere la soluzione.

Ad esempio, decidere un tempo massimo di ore da trascorrere sui social media, oppure trovare un orario in cui è possibile andare online insieme, ognuno dal proprio dispositivo, l’uno accanto all’altro. Il segreto è sempre riuscire a trovare regole in cui anche il bambino possa trovarsi a proprio agio, senza sentire la necessità di dover fare qualcosa di nascosto dai genitori.

6) Controllare la privacy

È bene che un genitore controlli chi può effettivamente vedere cosa condividono i propri figli sui social network. Una buona idea è quella di controllare come è settata la privacy dei diversi social network e di ricordare che svelare la propria scuola, l’indirizzo di casa o la propria posizione geolocalizzata potrebbe essere molto pericoloso ed è meglio, quindi, disattivare le funzioni di default.

In conclusione

Ciò che è davvero importante, infine, è capire che il ruolo dei genitori nei confronti di bambini e social network resterà sempre un ruolo fondamentale: nonostante i figli riusciranno a essere più veloci, ad avere maggiore dimenstichezza nell’utilizzo degli strumenti, non dovremo dimenticare che i social network sono solo una naturale estensione dei classici sistemi relazionali, e sarà qui che l’adulto avrà il compito di accompagnare i ragazzi in un percorso educativo, emotivo e relazionale che solo una persona più grande sarà in grado di trasmettere.

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