Travel Retail: il sesto continente del business

Gli spazi aeroportuali non sono più solo vetrine ma si trasformano in media per i brand

Check-in effettuato ed è subito shopping! Il travel retail (che comprende scali aerei, ferroviari e marittimi) vale 60 miliardi di dollari, e si prevede che tale cifra possa raddoppiare nel giro di 10 anni, un canale quindi in continua espansione trainato dalle vendite aeroportuali.

Per le grandi aziende il travel retail rappresenta una così ampia fetta del loro fatturato da poter essere considerato un sesto continente. Dal 2009 le vendite crescono di oltre il 12% ogni anno, in parte grazie all’aumento del traffico aeroportuale, in parte sospinte dal desiderio di shopping-on-the-go insito nei viaggiatori. I fatturati di cosmetici e profumi hanno superato le vendite di tabacco ed alcolici, diventando così un business su cui investire.

Lo stretto legame tra travel retail ed il mercato asiatico

Lo scettro del mercato travel retail è nelle mani della regione Asia-Pacifico che detiene quasi il 40% dell’intero giro d’affari, con un turnover che nel 2013 ha raggiunto i 22,3 miliardi di dollari, segnano per l’Asia una crescita del +12% vs 2012. A loro non solo lo scalino più alto del podio, ma ben 7 posizioni nella Top 10 stilata annualmente da Tfwa (associazione mondiale del duty free e del travel retail): al primo posto Seoul Incheon seguito da Dubai International, London Heatrow, Singapore Changi, Hong Kong, Bangkok Suvamabhumi, Shanghai Pudong, Beijing Capital. Paris Charles De Gaulle e Frankfurt. Da solo l’aeroporto Incheon di Seoul rappresenta il 3% del mercato globale travel retail, con ricavi di 1,7 miliardi di dollari.

I ritmi di viaggio del Travel Retail in Italia

Il mercato italiano ha raggiunto i 400 milioni di euro, situazione stabile dal 2012 ma per la quale gli esperti prevedono un incremento grazie ai miliardi di visitatori attesi per l’Expo 2015. L’aeroporto di Milano Malpensa ha già investito 28 milioni di euro per il rinnovo del Terminal 1 affidato all’architetto Gregorio Caccia Dominioni. L’ampliamento del terminal ha previsto anche la realizzazione di una galleria commerciale che trae ispirazione dalla Galleria Vittorio Emanuele e che ospiterà 46 nuovi spazi commerciali, ed il duty-free più grande d’Europa con i suoi 2.550 mq: gli spazi complessivamente destinati al retail raggiungeranno quindi i 23.000 mq. Nella nuova piazza del lusso ai già noti brand del lusso come Bulgari, Hermes, Gucci, Ermenegildo Zegna, Tod’s, si affianca anche il Caffè Oldani che propone piatti firmati dall’omonimo chef stellato.

I paperoni del Travel Retail

Come ogni anno il Moodie Report ha stilato la Classifica Mondiale dei Top 25 Travel Retailler basandosi sul turnover totale del 2013.

Al primo posto DFS con un turnover di 4.065 milioni di euro, performance fortemente sostenuta dai dati di vendita sul suolo asiatico, con particolare riferimento a Hong Kong e Macau. È inoltre interessante notante come i due big player del Medio Oriente, Dubai Duty Free e Qatar Duty, operano entrambi in una location unica, testimoniando così la rapida espansione delle compagnie aeree locali.

Travel Retail non è solo la vendetta aeroportuale

I viaggiatori non acquistano esclusivamente in aeroporto, soprattutto sono clienti anche dei punti di vendita tradizionali. Il travel retail deve diventare per le aziende il momento in cui è possibile avvicinare il consumatore e conquistare così nuovi consumatori, facendo si che questi continuino ad acquistare il brand anche una volta che saranno tornati nelle loro case.

I terminal degli aeroporti diventano media per veicolare il messaggio del brand, ma anche l’occasione per analizzare i propri acquirenti e valutare per l’azienda l’espansione verso nuovi mercati.