Angry Birds perde quota: i motivi del declino

Riuscirà il nuovo CEO Rovio a rilanciare i pennuti arrabbiati verso il successo?

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(C) Angry Birds Toons

Dopo aver cavalcato la cresta dell’onda per quasi 5 anni, Angry Birds sta registrando impressionanti cali di profitto.

Le ragioni del successo per la killer app di Rovio sono state molteplici, e Mikael Hed, fondatore ed CEO, le ha sfruttate tutte: gameplay semplice in stile Crush the castle, caratterizzazione dei personaggi accattivante, varietà dei livelli e modello freemium hanno fatto di Angry Birds l’app giusta per i casual gamers.

Aggredendo il mercato per primo con una formula vincente, il gioco degli uccellini arrabbiati ha fatto da apripista ad un intero filone di giochi mobile-based basato più o meno sullo stesso modello di business.

Angry Birds: i motivi del declino

Le note dolenti arrivano con l’esercizio 2013, nel quale si verifica una perdita degli utili netti superiore al 50% rispetto al 2012, cioè da €55,5 milioni a €26,9 milioni (fonte @ValleyWag). Sono proprio le stesse ragioni che hanno favorito una crescita esplosiva nei primi  periodi a minacciare la sostenibilità del prodotto. Vediamoli insieme.

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La diversificazione

Rovio ha deciso di diversificare Angry Birds da app mobile a prodotti reali: peluche, giochi da tavolo, acessori, abbigliamento e persino alimentari (girando per internet abbiamo trovato anche gli ami da pesca). La diversificazione ha senso, ma per mantenere l’awareness necessaria a sostenere il brand “Angry Birds”, Rovio  è stata costretta a rilasciare contenuti gratuiti e free download, favorendo la giocabilità, ma minando il modello freemium.

Troppe versioni e troppe release

Sempre in correlazione all’awareness, sono state rilasciate svariate versioni di Angry Birds multipiattaforma: Rio, Star Wars, Space, Halloween e così via

Il gameplay, di fondo, non cambiava mai, e adesso il tasso di conversione degli utenti (il rapporto tra le persone che iniziano a giocare rispetto quelle che smettono di giocarci) è molto basso. Sono stati fatti degli esperimenti abbastanza ingegnosi, tra cui uno spin-off “Bad Piggies” e un gioco di corse “GO”, ma questi giochi non hanno dato (ancora?) risultati sperati. Adesso è il turno di “Epic”, un RPG con gli stessi personaggi della saga.

L’ambiente competitivo si infittisce

Da pioniere di un nuovo genere (i mobile games), Rovio ha creato un modello al quale più case si sono ispirate: Candy Crush, Cut the Rope e Temple Run ne sono degli esempi. Adesso che la competizione per i giochi sulla memoria del cellulare è più ampia, Angry Birds soffre a causa della sua “anzianità”.

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Le dimissioni del CEO di Rovio e le nuove strategie

Ma la punta di diamante di Rovio non è data per spacciata: vive un momento di contrazione, ma potrà risultare attraente per i mobile gamer della seconda generazione. Almeno questo è il parere di Mikael Hed, che ha deciso, per il 2015, di lasciare la poltrona di CEO a Pekka Rantala, che ha una lunga storia in Nokia (ha lavorato praticamente in tutte le divisioni Marketing di Nokia prima di diventare, a Giugno 2014, Direttore Commerciale in Rovio).

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Sulla questione, Mikael dichiara:

“E’ stato divertente cavalcare l’onda, e nei prossimi mesi sarò molto felice di passare il testimone a Pekka Rantala, che porterà Rovio ad un nuovo livello. Pekka è rinomato per essere un leader con esperienza nella costruzione di brand di condivisione globale. Io continuerò a giocare un ruolo attivo e supporterò Pekka in ogni modo che posso per assicurare il futuro di Rovio verso nuovi successi.”

Dall’inizio del 2015, Mikael resterà in Rovio, ma passerà alla divisione Animation Studios, anche in vista del film d’animazione degli uccellacci arrabbiati che uscirà nel 2016.

In questo modo, Rovio differenzierà il suo prodotto Angry Birds in una nuova dimensione.