Kilowatt, startup bolognese tra serre e coworking

Metti un giardino di circa 26 ettari e un gruppo di ragazzi pronti a rimboccarsi le maniche, ecco cosa nasce dalla forza della collaborazione

“What’s mine is yours”, così si esprime Rachel Botsman, sostenitrice del potere e della forza della collaborazione e della condivisione, in grado di trasformare il nostro modo di vivere, lavorare e consumare.

Proprio la condivisione ed il cowork sono il filo conduttore dei progetti della startup bolognese Kilowatt, nata dall’idea di tre bolognesi d’adozione, Lorenzo Burlando, Gaspare Caliri e Massimo Tiburli Marini, già attivi nei campi della comunicazione con un’esperienza consolidata  nella gestione di spazi offline e di community online.

Kilowatt, come amano definirla i suoi fondatori, rappresenta un “incubatore di idee, progetti, flussi di lavoro, tra sostenibilità e comunicazione, per l’energia sommersa”, che spazia dai campi della comunicazione a quelli dello sviluppo sostenibile e della progettazione.

Articolata come una cooperativa, si avvale dell’aiuto e dell’ affiancamento di una community attiva e partecipativa  formata da professionisti specializzati in diversi campi e con competenze diversificate, accomunati dal piacere di condividere un spazio e lavorare insieme.

Startup vincitrice nel 2013 di Incredibol! ( l’innovazione Creativa di Bologna, progetto volto a  favorire la crescita e la sostenibilità del settore creativo a Bologna e in Emilia-Romagna) con il progetto “Social Innovation Factory” , si pone l’obiettivo di creare un coworking space di aggregazione e condivisione per professionisti, micro- imprese e istituzioni.

Un nuovo modo di concepire il lavoro legato all’innovazione e alla sostenibilità. Aderendo al progetto “Le Serre” dei Giardini Margherita, polmone verde della città, in collaborazione con il Comune di Bologna, Aster, la redazione Nova del Sole24Ore e co- finanziato dalla Regione Emilia- Romagna, Kilowatt cerca e sembra trovare il modo giusto di rispondere ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, mettendo a disposizione spazi e servizi a favore dei professionisti, che trovano nella sharing economy uno strumento che consente loro di affrontare le difficoltà legate al reperimento di risorse e ambienti in cui svolgere la propria attività.

Condividere spazi e mezzi permette non solo l’accesso ai servizi a prezzi agevolati con conseguente risparmio economico, ma anche la possibilità di far nascere nuove collaborazioni grazie all’ambiente circostante stimolante e interattivo, sfruttando in questo modo la peculiarità e la potenzialità del modello “Glocal”, creando da un lato un forte radicamento del lavoro nel territorio, dall’altro la possibilità di collaborare in rete con professionisti di tutto il mondo.

Le Serre e il Kilowatt Summer

Più specificatamente il progetto “Le Serre”, curato e messo in pratica dalla startup bolognese, prevede una serie di iniziative volte all’innovazione e alla sostenibilità attraverso la creazione sia di HUB,  spazi condivisi coworking, sale riunioni e co-baby quale spazio dedicato ad accogliere bambini, che rappresenta una possibilità in più per chi è genitore di gestire figli e lavoro, sia di CLOUD, servizi condivisi con l’accesso a servizi professionali qualificati, coaching, workshop.

A queste due si aggiungono ART, cioè espressioni condivise attraverso esposizioni d’arte, interaction design, proiezioni ed infine FOOD, servizi di ristorazione sostenibile con ristoranti km 0, bar, piste ciclabili.

Il piano di lavoro si divide in due fasi: la prima vede come protagoniste sia la Fondazione Golinelli con il progetto “Il Vivaio delle imprese”, volto a coltivare il talento di 70 ragazzi provenienti dalle scuole della regione per avvicinarli alla cultura imprenditoriale, sia Kilowatt con il “Kilowatt Summer”, con eventi di contaminazione artistica con musica, natura, proiezioni con i quali si cerca di creare la giusta alternativa a chi rimane in città nel mese di agosto e settembre.

La seconda fase prevede la ristrutturazione di palazzine presenti all’interno dei Giardini Margherita, in cui saranno allestiti spazi dedicati alle startup e di coworking, nonché sarà svolta attività di formazione dedicata all’imprenditoria giovanile e alla comunicazione.

Bologna si dimostra attenta alle esigenze e ai bisogni dei propri cittadini, in termini di sostenibilità e riqualificazione del territorio, trasformandosi da città visibile a città condivisibile.

Scritto da

Annalisa Mancini

Laureata in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità, con tesi di laurea in Psicologia della formazione, "La formazione manageriale attraverso il cinema" ... continua

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