Il futuro del retail: 12 modelli vincenti di vendita interattiva

Ecco come alcuni brand rivoluzionari applicano oggi le innovazioni di domani.

Federica Fattori

Marketing and Communication Specialist

Chi ricorda la scena di Minority Report in cui il protagonista entra nel negozio di una famosa catena di abbigliamento americana e, dopo essere stato riconosciuto tramite scansione della retina, viene accolto da un ologramma che gli consiglia come procedere negli acquisti?

Quello che nel 2002 era fantascienza oggi sembra sempre più avvicinarsi alla realtà. La vendita al dettaglio sarà sempre più tecnologica, personalizzata, immediata, divertente. Cambiano gli atteggiamenti di consumo, la comunicazione, i touchpoint del brand con il cliente. Tutto converge in un unico flusso in cui tutti sono always on e le aziende, quindi, devono trovare un modo per rendere indimenticabile l’esperienza di marca.

Ecco alcuni esempi di integrazione tra tecnologia e creatività che ci fanno presagire come saranno i negozi in un futuro sempre più prossimo.

1. Ambient marketing: la casa delle bambole di Target

Per promuovere la linea di home décor Threshold di Target i creativi dell’agenzia Deutsch LA hanno pensato di ricreare una casa delle bambole a grandezza d’uomo all’interno della Grand Central Station di New York. Gli oltre 4.000 prodotti presenti nell’installazione potevano essere acquistati in loco oppure via smartphone.

2.Pop-up store: Nike+ Fuelstation

A Londra gli amanti della corsa possono fare rifornimento nel Nike+ FuelStation, pop-up store sorto nel BOXPARK di Shoreditch, un centro commerciale composto da container assemblabili e rimovibili. L’ambiente non è stato ideato solo per la vendita: l’atleta qui, grazie a schermi interattivi, può integrare al meglio le funzionalità del prodotto hi-tech di punta dell’azienda: Nike+ Fuelband.

3. Flagship store: New balance

Come unico rivenditore di scarpe da ginnastica prodotte interamente negli Stati Uniti, New Balance rivendica la propria autenticità con il flagship store sulla 5th Avenue di New York. Non un negozio ma un vero e proprio calzaturificio in cui il cliente può customizzare il proprio paio di scarpe e riceverlo direttamente a casa dopo pochi giorni.

4. Concept store: NikeLab

Nike in questo caso propone un diverso punto di contatto con il cliente dove lo spazio della vendita e quello digitale si combinano in un’unica soluzione: il NikeLab. Questo laboratorio ospiterà gli articoli più innovativi e avrà lo scopo di mostrare al cliente i processi attraverso i quali nell’azienda vengono elaborate le nuove idee.

5. Vetrine interattive: +rehabstudio

Ecco la proposta del tutto innovativa di +rehabstudio: una vetrina che, interagendo con gli smartphone, riconosce i gusti del cliente e permette di effettuare l’acquisto in pochi semplici gesti.

6. Personal shopper hi-tech: Inspiration Corridor

Le clienti francesi dei centri commerciali Klépierre possono godere di un personal shopper speciale. L’agenzia creativa DigitasLBi di Parigi ha infatti ideato per loro Inspiration Corridor: un corridoio in cui, attraverso body scanner e schermi interattivi, il cliente viene guidato nello shopping e negli abbinamenti con i capi già acquistati.

7. Specchi magici: Mirror Mirror di Topshop

Non è lo specchio magico della strega di Biancaneve bensì un’installazione creata da SHOWstudio per la sede di Oxford Circus della catena di abbigliamento britannica Topshop. Basta rimanere davanti allo specchio per circa un minuto ed ecco che appariranno i commenti di esperti di moda come Nicola Formichetti oppure di Edward Enninful di Vogue US o ancora del fashion blogger Bryanboy.

8. Espositori interattivi: teamLabHanger

Il teamLabHanger è un sistema multimediale che pervade lo spazio espositivo. Non ci sono manichini: ogni volta che un cliente prende un capo dalla stampella il sistema mostra sugli schermi del negozio foto e video del prodotto.

9. Lookbook da vivere: Stylepit.dk

Per il lancio del sito di abbigliamento Stylepit.dk l’agenzia di Copenaghen UncleGrey ha trasformato una delle pagine in un lookbook interattivo. La sensazione mentre si naviga è quella di essere sul set dello shooting fotografico in cui si trovano modelli di ogni età. Il motto del sito è, infatti, Fashion for all kind.

10. Localizzazione: Estimote Beacon

I Beacon sono dei piccoli localizzatori a forma di pietra colorata che, grazie alla tecnologia Bluetooth, individuano chi si trova all’interno di un negozio. A seconda della propria posizione il cliente potrà accedere tramite smartphone a foto, video, recensioni, prezzi speciali e update sui social network relativi ai prodotti a lui vicini.

11.Integrazione social: Vogue e Instagram

Il profilo Instagram di Vogue ha introdotto una nuova funzionalità che sarà molto gradita alle fashion victim più accanite: l’invio ai follower di link per acquistare i prodotti delle foto preferite. Creata in collaborazione con LiketoKnow:IT,  un ramo della piattaforma di acquisti on-line RewardStyle, l’applicazione rappresenta un nuovo livello di integrazione tra social media e retail.

12. Retail e solidarietà: cause.it

Infine un’applicazione che mette in contatto imprese locali, volontari, no-profit e persone ordinarie che intendono dare un contributo alla comunità. Cause.it promuove delle cause sociali a cui chiunque può fornire un apporto utile. Si innesca così un effetto rete che non solo migliora la comunità locale ma dà vantaggi personali a chi vi partecipa (le imprese acquistano nuovi clienti, volontari e no profit ricevono l’aiuto necessario e i semplici individui ottengono premi in forma di sconti).

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