Minube: l'app per ispirare i viaggiatori [INTERVISTA]

La "rivoluzione social dei viaggi": ecco come un'app cambia il modo di viaggiare!

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Se siete ancora indecisi sulla destinazione delle vostre vacanze, potreste chiedere ispirazione alla community di Minube: una piattaforma mobile e web che aiuta i viaggiatori a scegliere la loro meta sulla base dei consigli di chi ci è già stato.

Ci sarà l’imbarazzo della scelta: attualmente, Minube contiene recensioni su più di 570.000 luoghi e 22.000 città, con le raccomandazioni di un milione di utenti. In occasione del lancio dell’applicazione per tablet Android e iOS (la versione per iPhone è già presente dal 2011, e quella per smartphone Android dal 2013) intervistiamo Ciro Gechelin, Country Manager Italiano di Minube.

Minube è piú una community o un servizio? Sulla base della tua avventura in Minube, come sono cambiati i confini tra “community” e “servizio” in questi ultimi 3 anni?

In origine minube è nata come una community di viaggiatori dove gli stessi potessero condividere le proprie raccomandazioni per esplorare le destinazioni. Oggi minube è una piattaforma globale che aiuta i viaggiatori lungo tutto il ciclo del viaggio, permettendo loro di ispirarsi, organizzarsi, confrontare prezzi, prenotare voli e hotel, godere appieno del proprio viaggio e infine condividerlo.

Pertanto è passata ad essere uno spazio di utilità per il viaggiatore dall’inizio alla fine del viaggio. Per noi dunque è difficile dare una definizione univoca in quanto continuamente cerchiamo di realizzare nuovi servizi per il viaggiatore. D’altra parte la community continua a crescere: oggi abbiamo più di 1 milione di utenti iscritti che generano raccomandazioni, ma non possiamo dimenticare che abbiamo oltre 55 milioni di visitatori l’anno che usufruiscono del contenuto di minube per rendere il proprio viaggio migliore.

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In questo senso in minube non esiste una demarcazione tra community e servizio, perché tutto è integrato. Mentre prima gli utenti erano abituati a utilizzare diversi servizi per ogni fase del viaggio, con minube è possibile compiere questo percorso in un’unica piattaforma.

Si può parlare, dunque, di “turismo partecipativo”?

Nel caso di minube non possiamo parlare di “turismo partecipativo”, ma piuttosto di un utilizzo di internet, dei social network e delle applicazioni mobile per accedere a delle informazioni e raccomandazioni che prima non si potevano avere (in precedenza l’unica fonte informativa era quella istituzionale degli enti di turismo, a cui si è ora affiancata quella esperienziale degli utenti). Non è partecipativo perché ogni viaggiatore in minube costruisce il proprio viaggio, pur facendolo con le raccomandazioni di tutti.

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Foto: “Two girls Talking, Cerro San Cristóbal, Santiago, Chile. © Szymon Kochanski

Il concetto che invece domina in minube è quello di “rivoluzione social dei viaggi”, una rivoluzione in cui le fonti dell’informazione si rompono, in cui otteniamo accesso a luoghi che non escono normalmente nelle guide tradizionali, grazie soprattutto ai progressi della tecnologia. In quest’ultimo ambito minube è stata sempre una specialista e una pioniera, sia in web che mobile, e ha saputo fornire strumenti validi agli utenti come per esempio la sezione “ispirami” per colori ed emozioni che si trova all’interno del nostro sito e dell’applicazione.

Di recente è stata implementata una novità nell’app di minube: si tratta della sezione “il meglio”. Di cosa si tratta? Sarà personalizzabile sulla base dei propri gusti?

Le diverse sezioni incluse in minube mirano a fornire le migliori informazioni possibili ai viaggiatori. Il fatto di avere migliaia di raccomandazioni di tutto il mondo e di ogni tipo fa sì che sia personalizzabile, nel senso che ciascuno può trovare raccomandazioni di viaggiatori simili a lui: backpaper, viaggi in famiglia, romantici etc. Come sempre avere accesso alle informazioni si traduce in libertà per l’utente, in questo caso libertà di costruire il proprio viaggio in maniera personale.

Minube prevede (o prevederà) profili aziendali? Se la risposta è no, qual è il vostro modello di business?

In minube esiste già la possibilità per ogni struttura di creare del contenuto, all’interno del quale spiegare quali sono i vantaggi o i servizi offerti agli utenti. È totalmente gratuito e rappresenta un modo per farsi conoscere. Anche le destinazioni possono avere uno spazio dentro minube in cui dare visibilità alle migliori raccomandazioni che lo riguardano (‘brand channel’).

Il modello di business è duplice. Da una parte, mediante strategie di marketing esperienziale, aiutiamo gli enti di turismo e le compagnie ad entrare in contatto con i viaggiatori creando un ambiente più propizio per la vendita di servizi e di viaggi. Grazie alle nostre azioni di promozione mettiamo in contatto l’offerta con la domanda.

Dall’altra invece il nostro modello di business è complementato dalle commissioni del motore di ricerca, costi che non imputiamo all’utente ma ai nostri partner. Nel 2014 abbiamo potenziato moltissimo la parte transazionale, in quanto gli utenti utilizzano sempre di più minube per quei servizi legati alla prenotazione di voli e hotel.

Con minube è possibile trovare, oltre a nuove ispirazioni, nuove persone con le quali viaggiare?

Non si è mai pensato a minube come uno spazio per far incontrare persone con cui viaggiare. Tuttavia si può pensare a minube come uno spazio per conoscere le forme di viaggiare di altre persone, seguirli, dare ‘like’ alle loro esperienze di viaggio.

Un luogo comune recita: “non puoi sapere com’è un posto se non ci sei stato in prima persona”. I traveller di minube sono capaci di dare consigli esclusivi e aggiornati. Secondo te, però, la classica guida turistica è ancora necessaria?

La guida turistica classica ormai è tramontata: le nuove guide di oggi sono costituite da raccomandazioni di migliaia di viaggiatori di tutto il mondo, non dall’opinione di una sola persona. Ad esempio, le guide di viaggio social di Minube sono il risultato dell’unione della moderna tecnologia con le migliaia di raccomandazioni dei viaggiatori. Poter mostrare una destinazione in modo positivo è una conseguenza di quella ‘rivoluzione social dei viaggi’ di cui abbiamo parlato. Grazie alle raccomandazioni, le esperienze dei nuovi viaggiatori che ne fanno uso ne risulteranno arricchite.

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Sappiamo che di recente hai partecipato a un Minubetrip: di cosa si tratta?

Il minubetrip è parte di una serie di azioni di marketing esperienziale che proponiamo alle destinazioni o alle compagnie per stare vicino ai viaggiatori e per presentar loro la propria offerta e le proprie raccomandazioni.

È uno strumento molto vantaggioso perché consente di promuovere i valori di una destinazione non facendo pubblicità, ma tramite l’esperienza diretta e le parole dei viaggiatori. Diamo naturalmente molta importanza alla qualità dell’itinerario e dei posti visitati, perché vogliamo fornire solo contenuto trasparente e di qualità, mai forzato o ingannevole. Anche in quest’ambito siamo stati pionieri in Europa: ad oggi abbiamo realizzato oltre 150 minubetrip, non solo per enti di turismo ma anche per compagnie come Ford o Canon.

Una domanda a cui non sappiamo resistere: da ispiratore e country manager Italia in minube, quale meta ci consigli quest’anno per le nostre vacanze?

Esistono moltissime destinazioni che sono state poste in particolare risalto dalle raccomandazioni dei viaggiatori, dalla Germania col suo poco noto patrimonio Unesco alla Giordania in cui siamo stati recentemente e che ci ha sorpreso molto. Però tra le raccomandazioni mie personali vi è sempre l’Italia, sia per destinazioni ideali per le vacanze estive come la Puglia, sia per posti più specifici da scoprire fuori porta che ciascuno può trovare navigando in minube.it.

 

Potete scaricare l’app di Minube sul vostri Android o iOS cliccando direttamente sui seguenti banner:

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