Ninja Social Factory: i vincitori ci raccontano la loro esperienza

La prima edizione della Ninja Social Factory si è conclusa con due team vincitori sul podio: Isola di Ustica, un progetto di Social Media Strategy sull’area marina protetta dell’isola siciliana per promuovere la salvaguardia del mare; e Buoni Dentro, una strategia di Social Media Marketing applicata all’industria artigianale dolciaria.

La giornata conclusiva della Ninja Social Factory ha visto sfidarsi i cinque team di lavoro sul project work sviluppato step by step parallelamente al Master Online in Social Media Marketing & Community Management. Grandi strategie di Social Media Marketing, idee innovative e tanta energia sono stati gli ingredienti per dei progetti di alto livello.
La giuria tecnica, però, ha dovuto scegliere solo due progetti da premiare. Al secondo posto si è posizionata la strategia del team Buoni Dentro, vincendo una maglietta limited edition #BeNinja della Ninja Academy. Il primo posto sul podio, invece, è del team Isola di Ustica, che vince  il “Corso Online in Facebook Marketing – Come progettare campagne e sviluppare business con Facebook” e la maglietta limited edition #BeNinja della Ninja Academy.

Ma chi meglio dei protagonisti può raccontarci l’esperienza ninja? Abbiamo contattato Roberto Ogliari, portavoce del team Isola di Ustica, e Stefano Bernardi, portavoce del team Buoni Dentro.

Ciao Roberto e Stefano! Allora, a conti fatti, come riassumereste l’esperienza della Ninja Social Factory? Ha soddisfatto le vostre aspettative?

Roberto: Un’esperienza faticosa e impegnativa, ma anche eccitante. Una sfida che grazie ad un grande gruppo di lavoro, con me, Cinzia, Elisa e Massimo, ad una tutor, Ginevra, sempre presente e ad un bellissimo progetto siamo riusciti a portare a termine con successo.

Stefano: Né breve, né commuovente, anzi. Direi piuttosto impegnativa: anche se quattro mesi possono all’inizio sembrare pochi, l’abbinamento dei contenuti teorici dei webinar e dell’approccio learning by doing è stato sicuramente molto stimolante e corrispondente alle aspettative, ma anche sfidante. Riuscire a “mettersi in fase” tra gli ottimi membri del team, di fatto sconosciuti prima di allora, non è stata per me cosa da poco: comunque ne è valsa la pena.

Ci raccontate brevemente il concept della vostra Social Community?

Roberto: L’idea del progetto parte dall’Area Marina Protetta dell’Isola di Ustica, la prima fondata in Italia. Da poco meno di due anni è ritornata ad una gestione ordinaria con un nuovo direttore che ha accolto con piacere la proposta di essere oggetto dello sviluppo di una Social Media Stategy per promuovere la salvaguardia del mare.
Un progetto ambizioso che deve soddisfare gli obiettivi di tutela e conservazione, comunicazione e informazione ed educazione di un parco, ma anche di engagement, knowledge sharing, brand awareness, brand Equity e found raising richiesti ad una strategia moderna e innovativa. Per questo motivo abbiamo deciso di suddividere la community in due segmenti diversi per approccio, la ricerca (B2B) e la vacanza (B2C), adottando più linee editoriali sulle diverse piattaforme per ottenere i massimi risultati di coinvolgimento e partecipazione e sviluppando un progetto integrato che porti alla scoperta dell’isola, alle sue storie e alle esperienze ed emozioni da condividere con gli hashtag #usticamiispira e #loveUS.
Promuovere la salvaguardia del mare per noi è una missione social.

Stefano: Beh, abbiamo scelto di lavorare sulla promozione social della Pasticceria Giotto, un’Impresa Sociale che opera all’interno del carcere di Padova e che realizza prodotti di arte bianca di altissima qualità. Obiettivi di marketing e mondo valoriale di riferimento doppia quindi: la pasticceria d’eccellenza e l’impegno nel recupero sociale dei detenuti. Non per nulla abbiamo scelto come claim “L’Arte di Ricominciare”. Un tema quindi articolato e potenzialmente scivoloso, che però ci ha fornito un’incredibile varietà di stimoli, contenuti e idee creative.

Qual è stato il Social Media che vi ha entusiasmato di più per il progetto, e quale invece vi ha dato più filo da torcere?

Roberto: Tutto quanto riguarda il Visual Content ci ha entusiasmato, ma Pinterest è stata la piattaforma che più ci ha dato soddisfazione, le immagini sono l’espressione migliore per rappresentare le emozioni e le storie del mare di Ustica e con le board geolocalizzate possiamo descrivere e creare percorsi, immersioni e itinerari da affrontare con maschera e pinne. Chi, invece, ci ha dato qualche problema è stato Google+ con le sue funzioni automatizzate per creare storys e gif che fanno fatica ad andare d’accordo con sistemi che non siano Android.

Stefano: Dal mio punto di vista non ci sono stati né particolari predilezioni, né bestie nere: la vera sfida è stata quella di declinare in modo coerente e al contempo integrato i vari social. Con il famoso senno del poi, ora, ricominciassimo da capo, forse proprio a questo dedicherei maggiore consapevole attenzione: all’interpretare i vari FB, Twitter, etc… come varianti sul tema, cercando di aumentare la coerenza interna al progetto che ne è scaturito. Un buon insegnamento, quindi.
Giusto a margine aggiungo che forse Google+ mi è apparso come meno chiaro nelle sue implicazioni ed applicazioni: è forse il più giovane dei grandi social network, e in parte ho scontato questa minore familiarità.

Consigliereste l’esperienza del Master Ninja e della Factory? Siate sinceri! E per quale motivo?

Roberto: Il Master Ninja è un corso di ottimo livello: i docenti sono il miglior biglietto da visita e il continuo confronto e la disponibilità al dialogo dimostrata, anche al di fuori dalle ore di lezione, ne fanno il miglior percorso per una crescita professionale di qualità.
La Ninja Social Factory richiede una forte motivazione, si lavora, tanto, ma, come è capitato a noi, può dare molte soddisfazioni.

Stefano: Accidenti, anche sincero devo essere! Vabbeh, se proprio devo: il Master Ninja sicuramente è consigliabile per la sua (forse unica) capacità di una visione olistica ed integrata del mondo dei social, tutto sommato ancora troppo frammentato nell’approccio medio.
La Factory è per certo un incredibile plus, e come tale richiede che ciascuno valuti bene la propria effettiva disponibilità di tempo prima di imbarcarcisi: è oggettivamente impegnativa, anche se il lavoro del team può bene essere strutturato con uno smart office.

Un consiglio per i Guerrieri Ninja che da ottobre intraprenderanno la seconda edizione della Ninja Digital Factory?

Roberto: È un programma impegnativo, le piattaforme sono tante e sempre in evoluzione, e ci sono tante cose da fare. Serve passione e costanza per affrontare i problemi che si incontrano, ma ci si deve anche divertire per fare un buon lavoro, per cui sceglietevi un argomento che vi diverta e in cui vi possiate riconoscere senza però dimenticare la professionalità e la qualità. E poi organizzatevi, i livelli da affrontare sono tanti e incombono uno dietro l’altro, anche se, il nostro gruppo, in quest’ultima cosa non è stato proprio un esempio, ma la disperazione della nostra tutor.

Stefano: Be Ninja!

Un grazie a Roberto e Stefano per la loro testimonianza. In bocca al lupo a tutti i partecipanti alla Ninja Social Factory per il loro futuro!

Non perdetevi la nuova edizione della Ninja Digital Factory, il percorso premium learning by doing parallelo al Master Online in Digital Marketing che inizierà ad ottobre 2014.

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