Twitter fatica a crescere. Colpa del processo di registrazione?

La crescita degli utenti sta rallentando e forse una delle cause è il primo approccio che hanno col social i potenziali nuovi utenti.

Chi di noi è iscritto da un po’ di tempo a Twitter ha imparato a conoscerne il vero potenziale; sappiamo muoverci nella giungla di conversazioni, trovare utenti che condividono i nostri stessi interessi, e anche seguire con curiosità ciò che molte celebrità ormai condividono con il mondo intero.

Purtroppo, però, gli ultimi dati mostrano che il fattore di crescita degli utenti sta diminuendo, e a quanto pare continuerà a diminuire. Sicuramente non si può identificare il motivo in una sola causa, ma abbiamo trovato su The Next Web un’analisi di Owen Williams dedicata ad una particolare situazione che ogni potenziale nuovo utente deve obbligatoriamente affrontare e che forse può aiutarci a capire un po’ il motivo di questo trend; stiamo parlando del processo di registrazione.

Per ricordarci quale sia il primo impatto col social abbiamo rieseguito la procedura di registrazione ed ecco cosa abbiamo appurato anche noi:

1 – Nome utente

Trovare un nuovo username è sempre difficile, la consapevolezza che questo ci rappresenterà da lì in avanti provoca sempre un po’ di ansia da prestazione, ed è assolutamente frustrante quando ne abbiamo uno preferito e scopriamo che su quel sistema è già stato usato da qualcun altro.

Per questo Twitter cerca di darci una mano dandoci un consiglio: però, questo consiglio spesso è “nomeutentescelto120983120983“. Forse questo non è il migliore dei consigli da dare ad un nuovo utente che cerca di crearsi un’identità su un nuovo social network, quindi dobbiamo fare uno sforzo e trovare qualcosa di più adatto (e disponibile).

2 – Pubblicità

La seconda cosa che ci propone Twitter una volta iscritti è la possibilità di avere rapido accesso ai contenuti dedicati al Mondiale 2014.

Certo, questa è strettamente legata a questo periodo, e forse non la troveremo sempre, però non ci sembra un ottima idea: un nuovo utente ancora non sa come funziona Twitter, non segue nessuno nè è seguito da nessuno, non ha delineato il suo profilo, e già gli viene proposto qualcosa che più che altro puzza di pubblicità.

Forse sarebbe meglio proporlo al termine della registrazione, quando si interagisce con il social.

3 – Il Maestro Twitter

Il terzo passaggio è dedicato a Il Maestro Twitter, un finto utente che, con un tweet di esempio, ci mostra i principi basilari del social.

Questa è una bella idea, ma è un vero peccato, però, che non venga spiegato cosa sia un hashtag e come funziona, dato che è lo strumento intorno al quale vertono le conversazioni.

4 e 5 – Chi seguire

Il quarto e il quinto passaggio sono dedicati a trovare qualcuno da seguire. Il problema è che, tra quelli che ci consiglia il sistema troviamo principalmente personaggi famosi, che non aiutano il nuovo utente a capire appieno l’utilità di Twitter. Infatti, anche se tutti noi seguiamo qualche personalità su Twitter, sappiamo che questi profili non sono quelli che offrono interazione.

Per i nuovi utenti, invece, questo vuol dire un feed noioso e zero interazione, che porterà inevitabilmente ad abbandonare il social network. Purtroppo offrire questa possibilità come principale – senza nemmeno dare la possibilità di saltarla – allontana un po’ da ciò che è essenzialmente Twitter.

6 – Amici

Il prossimo passaggio ci aiuta a seguire qualcuno che conosciamo, ma come? Ci viene offerta la possibilità di cercare i nostri amici attraverso i maggiori provider di posta elettronica ai quali siamo iscritti.

Sarebbe più facile trovare i propri amici o persone con cui condividiamo interessi su Facebook e Google+ e gli altri social network.

7 – Profilo

L’ultimo passaggio è la possibilità di delineare il nostro profilo aggiungendo una foto ed una descrizione. Paradossalmente questo passaggio si può saltare, il che è un po’ strano visto quant’è fondamentale crearsi un’identità su uno strumento come un social.

Mobile

Se ci registriamo usando le app mobile è ancora peggio: ci viene chiesto il nostro nome, la nostra mail, un username e una password. Dopodiché siamo abbandonati nel deserto, senza un’identità e senza nessuno da seguire. L’unico appiglio è il tab Esplora.

Abbiamo provato cosa si passa quando ci si iscrive a Twitter oggi, e abbiamo capito che il primo approccio, per qualcuno completamente profano ed interessato a provare, non è il massimo.

Spesso i nuovi iscritti si trovano a seguire qualche personaggio famoso, ma nessuno con cui interagire. In questo modo è facile comprendere perché molti nuovi profili vengano abbandonati e perché gli utenti attivi non crescono.

È anche un po’ triste perché Twitter, con tutti i dati delle interazioni che accumula, invece di consigliare utenti attivi ai nuovi iscritti, fornisce solo qualche nome di celebrità che ci fa sembrare il tutto freddo.

Non conosciamo una soluzione precisa per migliorare questo. Secondo noi, però, Twitter non dovrebbe prima di tutto spingere a seguire celebrità. Forse sarebbe utile un sistema per trovare utenti e conversazioni che si basi su argomenti ed interessi. In questo modo sarebbe molto più facile trovare nuovi profili che condividano i nostri interessi e curiosità e cominciare effettivamente ad usarlo.

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