Social media e brand di lusso: 5 case history di successo

User generated content e geolocalizzazione: ecco come i brand di lusso coinvolgono gli utenti sui social media!

Elisa Marino
Elisa Marino

Marketing Manager @ Nuna Lie

social media lusso kenzo

Il secondo trimestre del 2014 è ormai terminato da tempo e, oltre alle tendenze che vi avevamo già anticipato a inizio anno, i diversi dipartimenti marketing dei brand di lusso si sono attivati in una lotta all’ultima iniziativa per coinvolgere consumatori e prospect sul mondo dei social media. Ecco 5 iniziative che hanno visto come protagonisti social media e brand di lusso in questi mesi appena trascorsi.

1) Mercedes Benz USA

Il brand ha invitato i suoi fan a esprimere se stessi attraverso la condivisione di immagini che rispecchiassero come vorrebbero riempire lo spazio disponibile nella nuova GLA. Coinvolgendo prima grafici, fotografi e influencer, Mercedes Benz è riuscita a dare ampio eco alla sua iniziativa alla quale oggi può partecipare chiunque lo desideri.

social media mercedes benz

Ecco quindi fiorai, campeggiatori, modaioli e sportivi incalliti condividere le proprie passioni attraverso una foto. Un’attività decisamente coinvolgente – spinta anche dalla possibilità di vincere un viaggio a bordo dell’auto – che riesce a far parlare del brand non nominando necessariamente aspetti tecnici o qualitativi del prodotto.

2) Berluti

La compagnia francese di prodotti in pelle, ha sfruttato invece i contenuti generati dagli utenti anche per il suo diretto sito web. Come? Attraverso le immagini presenti su Instagram.

Berluti ha infatti lanciato una campagna che invitasse i suoi utenti e sostenitori a condividere le proprie foto con i prodotti dell’azienda in modo un po’ diverso dal solito. L’obiettivo della compagnia francese, infatti, non era quello di condividere semplici foto, ma di vedere come gli utenti reinterpretassero il concetto della scarpa in proprie fotografie creative.

berluti social media lusso

Non era chiesto infatti che le scarpe venissero indossate. Ne è nata così una galleria che è riuscita a conquistare lettermalmente i propri fan utilizzando un linguaggio comune, quello delle fotografie, mettendoli alla prova a colpi di creatività.

3) Fabergè

Un evento interessante del settore no profit è stato quello sponsorizzato da Fabergè per due organizzazioni benefiche: Studio in a School e Elephant Family. L’evento, organizzato a New York, si fondava sulla geolocalizzazione degli utenti.

Dopo aver fatto dipingere 200 sculture di uovo da artisti, designer e creativi, l’organizzazione ha sparpagliato le uova per la città incoraggiando gli utenti a cercarle e a fare log-in presso i luoghi attraverso l’applicazione The Big Egg Hunt.

Faberge social media lusso

I vincitori della caccia al tesoro hanno vinto un gioiello messo in palio da Fabergè, e le uova sono state esposte al Rockfeller Center.

4) Kenzo

Come comunicare l’atmosfera, i valori, il mondo dietro a un brand evitando di parlare di prodotti e azienda? Kenzo ci è riuscita creando un portale dedicato ad argomenti tutt’altro che vicini al brand.

Si tratta di Kenzodiac, l’oroscopo esilarante della casa di moda che è riuscita in un modo tutt’altro che banale ad avere ogni mese contenuti nuovi, inaspettati e facilmente condivisibili sui social.

5) Giorgio Armani

Per finire, una case history di un brand nazionale, Giorgio Armani, che ha incrementato l’engagement con i consumatori attraverso un video che permettesse di scegliere la prospettiva della scena. Cliccando su una icona, quindi, era possibile scegliere se vedere il video normalmente o se guardarlo dal punto di vista del modello.

giorgio armani video interattivo

Perché questa iniziativa? Perché facendo scegliere al consumatore come guardare il video e quale punto di vista scegliere, sono aumentate le possibilità di coinvolgimento e, di conseguenza, anche di condivisione.

E voi, avete altre case history da segnalare?

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