Dangerdust, la rivoluzione creativa si fa con il gesso [INTERVISTA]

Il duo anonimo statunitense che crea opere d'arte guerrilla con il gesso, utilizzando le lavagne del Columbus College.

Dangerdust

Al Columbus College of Art and Design due ex studenti stanno creando un vero e proprio creative riot.
Il duo è completamente anonimo e ogni domenica notte sgattaiola all’interno del college per creare ogni settimana un’opera d’arte diversa, realizzata sulle lavagne delle aule con nient’altro che gesso: per questo si chiamano Dangerdust.
I due artisti scelgono una frase famosa, una “quote”, e iniziano a disegnare, completando i capolavori d’un fiato, in una notte.
Il loro lavoro può durare fino a 11 ore consecutive.
Si tratta di opere d’arte non convenzionali, ad alto potenziale virale per l’anonimato e le modalità, e dal valore espressivo molto alto.
Il loro nome, Dangerdust, voleva essere inizialmente uno scherzo per far pensare a chi vedeva le loro opere che il loro lavoro fosse vandalismo.
Attualmente il progetto ha quasi 10mila fan su Facebook e sta andando molto bene anche su Instagram. Potete trovarli anche su Behance.

Noi li abbiamo incontrati virtualmente. Ecco la chiacchierata che abbiamo fatto con loro.

1. Da qualche tempo state creando un effetto virale intorno alle vostre opere. Conosciamo la vostra intenzione di rimanere anonimi, quindi, senza rivelarci la vostra identità, come definireste “Dangerdust”?

Dangerdust è un progetto iniziato come due amici che volevano creare alcuni lavori per il loro portfolio e prendere una pausa dai progetti scolastici. È diventato una design partnership e adesso che ci siamo laureati siamo freelance sotto lo stesso alias.

2. Qual è il significato più profondo del vostro progetto?

Dunque, abbiamo iniziato perchè pensavamo fosse divertente e stimolante. Il gesso oltretutto era un materiale conveniente e avevamo molte quotes da condividere con il corpo studentesco. Volevamo che fosse qualcosa di leggero e non permanente, il gesso ci è sembrato un mezzo perfetto per rendere questo concetto.

3. Pensate che la passione per l’arte debba essere risvegliata anche nelle menti giovani e più fresche?

Sì, decisamente.

4. E poi: perchè il gesso? C’è una ragione particolare per utilizzare un materiale così particolare, anche complesso se vogliamo?

Sicuramente non consideriamo il gesso complesso. Infatti, ne siamo sempre stati molto attratti proprio per il suo carattere basic. Siamo stati a contatto col gesso sin dalla scuola elementare – gli insegnanti lo usavano per scrivere sulla lavagna – e quindi ci sembrava il materiale giusto per questo tipo di progetto, proprio perchè è sempre stato parte della nostra carriera scolastica.

5. Come scegliete le frasi, le vostre “chalk quotes”?

Prestiamo attenzione agli eventi di attualità, sia nel mondo reale che all’interno di quello scolastico e facciamo del nostro meglio per “incapsularlo”. La board su Nelson Mandela ad esempio era dedicata alla sua scomparsa. Quella su Julia Child invece era puro divertimento.

6. Cosa vi ispira di più quando disegnate?

Troviamo l’ispirazione nella musica, in altre opere d’arte, nei nostri amici.

7 – La classe in cui esponete è sempre la stessa o cambiate location ogni volta per sorprendere gli studenti?

Lavoriamo sempre sulla stessa lavagna, collocata in uno stesso luogo. Ci piace dare consistenza al progetto mantenendo lo stesso posto all’interno del campus. In questo modo le opere sono semplici da trovare, gli studenti e la facoltà si aspettano di vedere una nuova opera ogni lunedì.

8. Facciamo un breve confronto. State creando una sorta di “effetto Daft Punk” correlato agli studi artistici? Il vostro obiettivo è rendere l’arte virale e condivisibile anche all’interno di un’istituzione come un college?

No, tutto quello che vogliamo fare è dedicarci all’arte e continuare a lavorare liberamente, in forma di freelance.

9. Avete mai pensato a voi stessi come…ninja?

Certo. Ci piace immaginarci ninja! :)

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Scritto da

Gabriella De Stefano

Copywriter

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono ... continua

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