Marco Camisani Calzolari presenta Insurvisor, il marketplace delle assicurazioni

Il settore assicurativo presenta forti lacune in termini di feedback tra clienti e professionisti. Insurvisor cerca di colmare questo gap

Il 14 maggio scorso, a Milano, è stato presentato il portale Insurvisor. Si tratta di un marketplace digitale focalizzato sul mercato assicurativo. Scopo della piattaforma è quello di creare un contatto diretto tra i potenziali clienti e tutti gli attori che operano nel settore assicurativo (broker, compagnie, medici, meccanici) che potranno essere valutati attraverso delle recensioni e quindi scalare un ranking simile a quello di Tripadvisor.

Tra i membri del team c’è anche Marco Camisani Calzolari, uno dei massimi esperti in Italia sul mondo di internet e dei nuovi media. L’abbiamo intervistato per Ninja Marketing.

Perché creare un marketplace sul settore assicurativo? Che tipo di competizione esiste?

La verità è che esiste solo una forma molto limitata di competizione al ribasso, dominata dai siti di comparazione e confinata quasi solo all’RC auto. Nessun rating o feedback da parte degli utenti o pochi e in forma anonima, ai quali oltretutto non è possibile replicare. Nessuno spazio capace di comprendere tutti gli attori del processo – dai clienti alle compagnie, dai broker ai periti, dai medici legali agli avvocati, dai carrozzieri ai fisioterapisti –, così da offrire un servizio che abbracci tutto il ciclo di vita delle polizze.

Piattaforme come Tripadvisor dimostrano che per soddisfare le necessità di domanda e offerta è essenziale puntare a un coinvolgimento sia degli utenti che dei professionisti. Insomma Insurvisor nasce per creare relazioni durature tra operatori e clienti in una prospettiva di lunga durata, coinvolgendo tutte le parti lungo l’intero ciclo di vita della polizza, ben oltre la semplice firma o il settore auto. Uno strumento come questo non esisteva né in Italia né all’estero.

Si parte dall’Italia: come mai? Che piani di sviluppo internazionale avete?

Siamo partiti dall’Italia perché consideriamo questo mercato come un test. Ma stiamo già lavorando sull’apertura a molti altri Paesi. Non a caso la società è inglese e l’headquarter è a Londra, luogo strategicamente più importante per il mondo assicurativo. Pensiamo che la conoscenza dei territori e delle abitudini delle persone sia il valore aggiunto di questa impresa e lo sarà anche quando metteremo in atto il progetto di internazionalizzazione. Per questo stiamo lavorando allo studio dei mercati che andremo a penetrare in modo da arrivare preparati e con la giusta strategia.

Qual è il modello di business?

Il modello di business è molto simile a quello di Tripadvisor. Sono accessibili a tutti le modalità di comparazione dei prezzi, della ricerca geografica e delle recensioni. Ma gli operatori hanno a disposizione delle opzioni premium che consentono di rispondere alle recensioni, leggere analisi dettagliate sulle visite fatte al loro profilo e altre funzionalità indispensabili per l’elaborazione di nuove offerte e strategie di mercato.

Come gestite la garanzia sulla veridicità delle recensioni?

Innanzitutto, la garanzia sulla veridicità al 100% di tutte le recensioni è impossibile da ottenere. Ma detto questo, c’è chiaramente una differenza tra un prodotto curato e uno lasciato a sé stesso. Qui la differenza la fa la presenza di una redazione e il fatto che ogni iscritto goda già di una certa reputazione nel mercato. Insomma l’iscritto non è uno sconosciuto e viene gestito individualmente dalla redazione.

Recensioni diffamatorie sono eliminate a priori. Poi si passa al controllo della redazione che si sincera che le accuse non siano pretestuose o non si tratti di un fake. Quindi, se non si è ancora trovata una soluzione, si procede con l’arbitrato o “section 5” come lo chiamano qui nel Regno Unito. Una parte terza o un giudice convoca le parti, esamina le prove e perviene a una “sentenza”. Ma non mi aspetto che si arriverà spesso a quest’ultimo livello, per il quale le parti dovrebbero essere veramente molto motivate.

Il futuro del marketing digitale si giocherà su piattaforme verticali: come si integra (o integrerà) Insurvisor con gli altri social network?

Ci sarà evidentemente tutta la possibile integrazione con i social generalisti, in particolare Facebook e LinkedIn (visto che quest’ultimo è già un network professionale). Questo significa la possibilità di fare login, di mettere a fattor comune informazioni già registrate e di postare, se l’utente lo vorrà, contestualmente anche su Insurvisor.

Quanto all’integrazione con altre piattaforme verticali, Insurvisor si alleerà sicuramente coi siti di comparazione, coi quali è perfettamente complementare.

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