Con National Geographic il Selfie diventa Wild

Gli insoliti protagonisti della nuova irriverente campagna di National Geographic

Roberta Leone
Roberta Leone

Communication Executive & Copywriter

In principio si chiamavano autoscatti, poi Ellen Degeneres ha fatto in modo che il Selfie entrasse prepotentemente nella consuetudine, linguistica e mentale, di chiunque.

Da qui al mito il passo è breve, dal mito allo scimmiottamento grottesco ancora più breve fino a quando la creatività e il sarcasmo si inseriscono ed ecco venire alla luce una divertentissima campagna pubblicitaria.


E’ proprio questo il caso della nuova campagna di National Geographic, ideata da Silvio Medeiros e Heads, per celebrare il nuovo sodalizio con l’agenzia fotografica brasiliana Diomedia.

Ascensori, bagni, camere da letto, il background è lo stesso di ogni selfie che si rispetti peccato che al posto della bella e vanitosa di turno ci siano il gorilla macho, il panda pigro, la mamma canguro con il suo cucciolo e il koala insolitamente deciso e vanesio.

Tutti quanti sono uniti però dal claim: “There are lots of terrible animal picture out of there. National Geographic Collection. The best nature images are here“.

Il messaggio è chiaro: anche se la massiva diffusione degli smartphone e delle app di editing fotografico ci abbiamo reso tutti “fotografi” per trovare i migliori scatti di animali e natura non si può prescindere da National Geographic. In maniera sibillina sembra che tra le righe il messaggio sia anche sarcasticamente rivolto ai veri protagonisti dei selfie, come a dire: “E gli animali saremmo noi?”.

Diomedia ha reso la campagna virale lanciando su Instagram l’hashtag #thebestfromnature e invitando tutti a partecipare.

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