L’industria musicale guarda al futuro con gli analytics

Come cogliere strategicamente i segnali dai follower per lanciare le popstar di domani!

Cosa c’entrano gli analytics con la musica? Arrivarci è piuttosto semplice: ogni piattaforma web è misurabile. Attraverso gli strumenti di analisi è possibile tracciare tutti i comportamenti dei fruitori di musica in streaming.
Fino a qualche tempo fa, ascoltare una cassetta o il cd dei nostri beniamini era un fatto tutto sommato privato. I tuoi amici, i tuoi genitori, le persone che frequentavi sapevano che tipo di genere musicale ti piacesse o conosceva a memoria il tuo cantante preferito, perché magari indossavi con orgoglio la t-shirt col suo nome inciso.

Sono cambiati i modi di comunicare e ora si palesa qualsiasi preferenza a tutti attraverso i social media.

Dalla musica agli analytics

Con internet e lo strutturarsi del web e del mobile, c’è stata un’evoluzione: dapprima Myspace, poi Youtube, e ancora Spotify e Last.fm.  Si è giunti quindi alla possibilità di condividere i brani sui principali social network, trasformando un evento intimo, in uno pubblico.

Fino a qualche anno fa le major avevano solo una visione parziale dei risultati e delle performance di vendita dei cd dei loro artisti. Era peraltro, quasi impossibile stabilire con certezza i trend e i gusti musicali dei consumatori.  Così come non si poteva conoscere con esattezza, chi ascoltasse cosa e con che frequenza.

“Gli indicatori di performance tradizionali si limitavano a darci information relative aloe vendite di quel CD, ma non ci diceva su ciò che accadeva dopo”. Così chiosa Paul Smernicki, Direttore del dipartimento digital all’Universal Music UK.

Da una decina d’anni a questa parte però, la proliferazione dei big data da parte dei siti torrent e peer to peer (Torrent ed eMule ad esempio) e la natura virale delle piattaforme social hanno permesso alle industrie discografiche di accedere a questa mole di dati e di fare ciò che prima non sarebbe stato possibile: comprendere tutti, ma proprio tutti i consumatori,  anticipando trend e gusti per lanciare nuovi artisti.

Una domanda a questo punto, bisogna  porsela: quanto vale il business del Music analytics? Presto detto quasi 2 miliardi di euro all’anno.

Un nuovo approccio allo scouting di talent

Si trovano su Youtube e su SoundCloud. Sono gli artisti di oggi, che caricando i video delle loro performance, si mettono sulla piazza a suon di “mi piace”, o “condividi” e così si fanno conoscere dal grande pubblico digitale. E’ a loro che le major tendono l’orecchio.
Trovare l’artista più giusto e “cool” del momento: potrebbe essere proprio questo lo scopo degli analytics, che diventano un vero e proprio strumento di cool-hunting in ambito musicale.

Musicmetric fino ad ora ha tenuto traccia ed elaborato dati di migliaia di artisti che sono stati catapultati dal nulla al successo negli ultimi cinque anni.
Oggi, la maggior parte deI gruppi e dei cantanti si fa conoscere grazie al buzz che si genera attorno ad essi: hanno follower su Twitter, “mi piace” su Facebook e sono presenti con i loro progetti su BandCamp. E tutto questo buzz è misurabile grazie a MusicMetric.
Se un artista sconosciuto riesce a ottenere un certo seguito, questi tool analitici sono in grado di valutarlo e predire quasi al 100% che quell’artista scalerà le vette delle classifiche in meno di tre mesi.

La multicanalità delle informazioni

Oggi, un artista più o meno noto che sia, è in grado di distribuire la propria musica su diverse piattaforme. Misurare la sua popolarità e il successo legato a un suo suo singolo significa tenere in considerazione:

  • gli upload dai canali ufficiali e da quelli non ufficiali su Youtube;
  • i “play” su qualsiasi piattaforma musicale;
  • gli acquisti fisici o digitali su piattaforme come Google Play, iTunes andAmazon;
  • dove un artista è particolarmente apprezzato.

La vera sfida è trasformare questi dati in informazioni utili per un tour manager. Quando lanciare il prossimo tour? In quale paese conviene?

Gli strumenti di music analytics: Spotify, Next Big Sound e Music metrics

Rispondere ai quesiti appena posti mi offre il pretesto per presentarti i tool di analytics più utilizzati nel settore musicale:

  • Spotify: recentemente ha annunciato che avrebbe acquistato The Echo Nest, una società specializzata nel campo del music analytics per una cifra che si aggira attorno ai $100 millioni di dollari.
  • Next Big Sound, partner di Billboard realizza una classifica settimanale dei 50 artisti sconosciuti ai più, ma che hanno più successo sui social.
  • MusicMetrics, dal 2007, la prima azienda a fare analytics sulla musica, che ti permette di pianificare con anticipo il lancio del nuovo album di artista, ad esempio.

Strumenti di questo tipo non ti diranno certo che musica produrre, ma possono senza dubbio annunciare con una certa sicurezza, chi sarà la prossima popstar, ma non solo. Tracciare e misurare i dati provenienti dai siti che offrono musica in streaming aiuta le major non solo ad individuare le nicchie musicali, ma permette di definirne anche la componente sociologica.

Addio quindi ai vari Claudio Cecchetto e alla più recente Maria De Filippi? Forse no. In fondo c’è spazio per tutti.

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Scritto da

Emanuela Goldoni

Nasce nel cuore dell'Emilia, a Mirandola, per intenderci, la città del filosofo Pico della Mirandola. Per metà è partenopea, ma di mediterraneo ha preso solo il senso ... continua

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