L'esperimento di Göteborg: lavorare meno rende più efficienti

Mats Pilhem: "La speranza è che i dipendenti pubblici, lavorando meno ore, si assentino di meno e siano mentalmente e fisicamente più efficienti"

Nella storia dell’umanità, il problema dell’efficienza organizzativa si è sempre limitata principalmente a tre aspetti: all’organizzazione degli organi statuali, all’organizzazione della religione e all’organizzazione degli eserciti. Con la rivoluzione industriale si è posto, poi, un nuovo problema. Con la crescita dimensionale delle imprese occorreva organizzare la forza lavoro, e più avanti, gli aspetti giurislavoristici connessi ai diritti dei lavoratori.

In questa prospettiva rientra la durata dell’orario di lavoro, questo elemento, tra l”altro, è uno dei cardini di ogni contratto di lavoro che stabilisce la durata della prestazione lavorativa e quindi la retribuzione dovuta. In genere la durata dell’orario di lavoro è di 40 ore alla settimana. È proprio su questo elemento che ci sono studi che mirano a verificare per quanto tempo il lavoratore mantenga un’efficienza ottimale a livello fisico e intellettuale, trascorso il quale si entra in uno stato di stanchezza che pregiudicherebbe la produttività.

È nota la teoria della curva dell’attenzione secondo la quale la soglia di attenzione è di 40-45 minuti, il consiglio di molti esperti infatti, sarebbe di osservare una pausa di 15 minuti nel corso della mattinata, in modo da preservare l’efficienza attentiva. Ad influenzare la durata dell’attenzione posso concorrere anche caratteristiche personalio alcuni aspetti del contesto lavorativo. Inoltre le capacità attentive non rimangono invariate nell’arco della vita, ma vanno inevitabilmente incontro a un processo di normale decadimento con l’avanzare dell’età.

A tal proposito un esperimento sarà presto avviato in Svezia dove viene portato alla ribalta il problema dell’inefficienza dei dipendenti pubblici ad opera del partito maggioritario della città di Göteborg. La giunta comunale, della città svedese, infatti, è convinta che lavorare meno ore al giorno possa permettere ai dipendenti comunali di essere più efficienti nello svolgimento delle loro attività lavorative. Orario di lavoro ridotto, ma senza decurtazioni in busta paga; è questa l’idea del vice sindaco e assessore al pubblico impiego Mats Pilhem che quest’anno darà vita ad un vero e proprio esperimento, per questo accusato di populismo dall’opposizione.

L’esperimento

Riguarderà solo una trentina di dipendenti comunali che godranno dell’orario ridotto rispetto ai loro colleghi, per un totale di 30 ore lavorative alla settimana. Quest’ultimi, invece, continueranno a lavorare secondo i ritmi tradizionali, percependo lo stesso stipendio degli altri. Al termine dell’esperimento, dal confronto fra le prestazioni dei due gruppi, si tireranno le somme. In caso di successo il nuovo sistema verrà generalizzato.

I sostenitori dell’orario lavorativo ridotto affermano che lavorare meno ore renderà i dipendenti più sereni e automaticamente più produttivi. Questa convinzione nasce dall’idea che turni meno lunghi ridurranno le imprecisioni, accelereranno le tempistiche e ridurranno il numero di assenze per malattia dei dipendenti. “Chi lavora meno e quindi si stanca meno – dice Pilhem – è al meglio della sua forma, è meno assenteista e quindi lavora meglio”.

La città di Göteborg non è la prima ad avviarsi in questa direzione. Esperimenti simili si sono già verificati in passato nella stessa città e in altre d’Europa con scarsi risultati. Perseguire l’efficienza è senz’altro auspicabile, anzi diventa indispensabile in un periodo di necessario e faticoso risanamento dei conti, ma sarà questa la via risolutiva al problema?

Questa strada non è la sola, ce ne possono essere altre, ad esempio predisporre pause più frequenti nel corso dell’orario standart di lavoro e favorire un clima disteso attraverso la predisposizione di apposite aree ricreative che permettano un ristoro e recupero dallo stress lavorativo.
Funzionerà? Staremo a vedere.

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