Cinema e social media: il caso Divergent

E' uscito nelle sale italiane l'attesissimo Divergent. Ma siamo sicuri che la promozione su Twitter sia gestita al meglio?

È uscito giovedì scorso nelle sale italiane Divergent, vero e proprio fenomeno letterario e cinematografico che sta appassionando milioni di giovani fan in tutto il mondo.

Questa trilogia ambientata in un futuro opprimente e alienante (tanto per cambiare!) ha preso vita dalla penna di Veronica Roth, scrittrice venticinquenne divenuta una celebrità al primo tentativo.

Brevemente la trama: gli abitanti della città di Chicago sono divisi in cinque fazioni (Eruditi, Abneganti, Intrepidi, Candidi e Pacifici) per garantire l’equilibrio e la pace sociale. Quando la sedicenne Beatrice Prior deve decidere con chi affiliarsi, scopre di essere una divergente, una persona cioè che non ha un tratto dominante più forte di altri, ma ben tre! La diversità di Beatrice sarà causa di numerose difficoltà, ma sarà anche la fonte del suo inevitabile successo.

I libri, così come i film, sono destinati a ritagliarsi un posto speciale nei cuori di tutti coloro che hanno divorato saghe come Hunger Games e Twilight: non mancano infatti neanche qui azione e storie d’amore.

Per darvi un’idea del film e spingervi ad andare in sala, vi proponiamo il trailer  ufficiale del film.

Ma come sono stati usati Facebook e Twitter per promuovere il film?

La fan page statunitense esiste dal 30 gennaio 2013 e può contare su oltre 1 milione e seicento mila fan; quella italiana, che ne segue le mosse, da oltre 46 mila appassionati.

I contenuti caricati sono pressappoco gli stessi (sebbene con un’evidente differenza nella qualità dei contenuti): featurette, teaser poster, trailer, locandine ufficiali, e scene di backstage.

Ma è su Twitter che si evidenzia la differenza più grande: su quello d’oltreoceano il film ha un seguitissimo profilo dedicato, mentre da noi si occupa della promozione Eagle Pictures.

Il traffico generato dal profilo è buono, considerato l’argomento e l’utilizzo che si fa dell’invenzione di Jack Dorsey nel Bel Paese.

È il modo scelto per aggregare che lascia perplessi: l’hashtag utilizzato, #divergenti, esisteva già dal 2011, creato da Divergenti Festival Internazionale di Cinema Trans.

Un solo hashtag per due argomenti così vicini e, al tempo stesso, agli antipodi!

Ancora più sconcertante risulta l’uso delle call to action: da settimane il pubblico viene invitato a dire la propria su argomenti generalisti e che molto poco hanno a che vedere con il film. Qualche esempio?

E ancora:

Ed esistono altre domande su tatuaggi, camere da lettooutfit e canzoni preferite divergenti che, se da un lato generano retweet, preferiti e risposte da un discreto numero di utenti, dall’altro portano spessissimo la discussione fuori dal tema fondamentale che è, o dovrebbe essere, il film e gli argomenti che tocca.

È senza dubbio più facile coinvolgere utenti chiedendo loro il genere preferito di musica, ma quando poi ti risponderanno “i Toto”, “Vasco” e “Rihanna”, si sarà davvero lavorato nel migliore dei modi possibili per la promozione del film?

Usare Twitter e i suoi “cancelletti” richiede uno studio che va un po’ più al di là del metodo “stiamo sul generale che qualcosa raccoglieremo”. Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.

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