Nasce 500 Combinators dalla fusione di Y Combinator e 500 startups

Dal 1 aprile nasce 500 Combinators, dalla fusione di 500 startups e Y Combinators

Unire sotto lo stesso tetto Dave McClure e Paul Grahm, fondendo i loro programmi di accelerazione per startup, rispettivamente 500 Startups e Y Combinator, è possibile, o almeno, è stato dichiarato con l’annuncio della nascita di 500 Combinators.

Tutto è possibile, anche la fusione tra Microsoft e Apple lo è, ma il tono di questo annuncio, e soprattutto la data in cui è stato scritto, fanno pensare ai simpatici animali che nuotano nelle acque terrestri e si palesano con l’arrivo del corrente mese.

La call to action di 500 Combinators “Make Something VCs Want” è l’emblema del tono ironico che è stato dato all’annuncio. Si scherza sul mito di “Zuck”, sulla ambrosia degli startupper (Blue Bottle Coffe a.k.a. Redbull) sulle maratone di 15 giorni senza sosta, e l’elevator pitch da 15 secondi.

La HBO ha addirittura fatto una serie televisiva sul mito delle tech startup alla Facebook, in onda dal 6 aprile. Si chiama Silicon Valley e questo è il trailer:

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Per non parlare della App of the week, siamo passati dal nerd, al geek all’hipster, dall’essere considerato uno smanettone, al diventare il CEO di una società, con Hipster CEO. 

Scherzi a parte, rientrare in un programma come 500 Startups, Y Incubators o Techstarts è diventato sinonimo di garanzia, marchio di qualità. Del resto sono proprio dei due fondatori, le più famose definizioni di startup utilizzate nell’ecosistema. Secondo Dave McClure “A ‘startup’ is a company that is confused about : what its product is, who its customers are and how to make money. As soon as it figures out all 3 things, it ceases being a startup and becomes a real business”; mentre secondo Paul Grahm startup è sinonimo di crescita, “A startup is a company designed to grow fast.”

Nel dubbio che un giorno si possano fondere i due diversi pensieri, seguiamo il loro consiglio, indossiamo i Google Glass e usciamo a berci qualcosa, in attesa che l’antitrust americano decida.

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