Milano Underground: storie dell'Italia che viaggia in metro [INTERVISTA]

Online dal 21 marzo, Milano Undergound è una serie web che racconta frammenti di vita di chi viaggia in metropolitana a Milano. L'intervista a Giovanni Esposito, direttore creativo della serie.

La ricerca Ninja che vuole proporvi progetti interessanti che lettori e appassionati del video non possono perdere approda dopo Roma e la Cmapania, a Milano.  Abbiamo notato che le web series raccontano spesso la società ma anche la quotidianità, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di incontrare, uno degli ideatori della serie cult del momento Milano Underground.

Con Giovanni Esposito, direttore creativo della serie, abbiamo parlato di fruizione del web, professionalità e soprattutto di come si è sviluppato il progetto online dal 21 marzo.

Qui di seguito l’intervista, buona lettura!

Milano Underground rappresenta la quotidianità della società italiana e, in particolare, di quella milanese: qual è però a tuo giudizio l’originalità del vostro punto di vista?

Presentiamo la metropolitana come un ambiente diverso da come lo si percepisce quotidianamente. Di solito la metro viene vista (e vissuta) unicamente come mezzo di trasporto, freddo, asettico, alienante. Non ci si sofferma mai a pensare al valore sociale che c’è dietro ogni viaggio, al potenziale umano che essa trasporta ogni giorno da una parte all’altra della città.

Magari viaggiamo ogni giorno affianco ad un potenziale amico, partner o collega, ma viviamo in una società che ci impedisce di rivolgerci al prossimo con naturalezza. che peccato! :(

Per noi la metropolitana è una sorta di ‘luogo/non-luogo magico’, dove tutto può accadere o essere raccontato. Il sottotitolo di Milano Underground è infatti STORIE METROPOLITANE perché siamo convinti che ci sia molto da raccontare, sulla vita di ogni singolo passeggero. Noi ne abbiamo inventate (sceneggiate) quattro di storie, ma si potrebbero realizzare centinaia di episodi ogni giorno…

A livello narrativo quale può essere la soluzione alla difficoltà di far intrecciare storie che sembrano vivere solo all’interno del vagone di una metropolitana?

Ogni personaggio negli episodi è, come la metro stessa, in continuo movimento, pertanto in fase di scrittura ci siamo trovati con 2 personaggi di 2 storie diverse nella stessa stazione e… abbiamo deciso di farli scontrare. Da lì abbiamo intrecciato ogni episodio generando un classico meccanismo di causa/effetto, in modo tale che ogni incontro apparentemente casuale determini uno sviluppo orizzontale in un’altra delle storie. E’ bastato far sì che tutte le storie fossero ambientate nello stesso giorno affinché potessimo avere piena libertà di movimento.

Tengo a sottolineare però che la fruizione della serie non è necessariamente orizzontale e continua. Voglio dire, ogni episodio è autoconclusivo, per tanto si può iniziare a guardare la serie direttamente dal terzo episodio, per poi passare al secondo, saltare al quarto e infine il primo. Il fatto che le storie siano intrecciate desta ulteriore interesse e curiosità in quanto, nel loro insieme, raccontano la città di Milano per quello che è oggi, ma ogni singolo episodio è puro intrattenimento.

Ogni regista ha trattato un genere diverso ma lo stile rimane comunque omogeneo grazie ad un ‘dogma’ che abbiamo inizialmente condiviso e che ci impegnava ad estrarre il set dalla vera realtà circostante.

Un esperimento tecnico molto stimolante, ma la vera prova è stata per gli attori, che si sono ritrovati a recitare tanto per la macchina da presa quanto per i passeggeri che, a mo’ di pubblico, circondavano le riprese.

Per il progetto vi siete serviti del crowdsourcing, negli Stati Uniti ormai è un modello che riesce a far produrre film, in Italia a che punto siamo?

Vorrei evidenziare che si tratta di crowdsourcing, e non crowdfunding… Ad ogni modo è stato davvero interessante, abbiamo ricevuto centinaia di adesioni di persone che volevano apportare il proprio valore al progetto. Ci hanno sottoposto storie, grafiche, foto, portfolio, in tantissimi hanno aiutato ad implementare il progetto per quello che è oggi.

In Italia non sono molti i progetti che utilizzano questa tipologia, anche se ci sono alcuni casi che, a mio avviso, potrebbero essere utilizzati come benchmark internazionali. La tecnologia messa a nostra disposizione è solo un mezzo, ma bisogna essere creativi ed ingegnosi in tutti i sensi per farla fruttare.

In attesa della web serie si poteva trovare sul vostro canale #Passengers ritratti metropolitani di “non attori”; i due progetti sono nati insieme o uno è a supporto dell’altro?

#Passengers è un estratto della serie, quello che in gergo si definisce spin-off, anche se in realtà bisognerebbe chiamarlo spin-ON visto che, a tutti gli effetti, introduce la serie di 4 episodi di cui Milano Underground è composta.

Sostanzialmente volevamo iniziare a diffondere pillole che mostrassero agli utenti che la metropolitana è realmente piena di storie. Per cui ciò che abbiamo fatto è stato armarci di videocamera andando in giro a chiedere ai passeggeri dove stessero andando e perché, e il risultato è stato davvero inaspettato.

Delle molte storie raccolte quale ti ha colpito di più?

Sicuramente quella di Sergio, un neo pensionato di origine sarda che, valigia alla mano, stava andando a ritirare il passaporto per andare a vivere definitivamente in India!

Il suo video ritratto è stato il suo ultimo saluto all’Italia. E’ strano pensare che magari, chi sta leggendo queste righe, ha viaggiato in metropolitana affianco a Sergio senza conoscerne la sua storia…Non vi nascondo che questa è un po’ la submission di tutto il progetto. voglio dire, in un mondo in cui si socializza solo dietro a un device, il contatto umano e la condivisione acquistano un nuovo valore.Ed è paradossale che, per raccontare tutto questo, abbiamo invece utilizzato dei social network!

Caro lettore, fai un test, nel prossimo viaggio che farai in metropolitana chiedi a chi ti è seduto affianco dove stai andando e perché. Se la persona ti apparirà intimorita dalla tua richiesta, puoi sempre dirle di aver letto di un progetto chiamato Milano Underground che stimola la condivisione di storie sui mezzi pubblici! :)

Già dal promo si nota che, oltre all’idea, anche a livello tecnico non avete nulla da invidiare a serie che si vedono in chiaro. Perché la scelta di proporla sul web? È stata forzata o voluta?

Assolutamente voluta! Crediamo fortemente nella rivoluzione mediatica in atto. Avremmo potuto realizzare MiUnd anche solo come programma radiofonico, ma sicuramente avremmo avuto un pubblico ristretto. Utilizzando il web invece avremo modo di mostrare le storie che vivono nella città di Milano al mondo intero. Per quanto riguarda il livello tecnico, oltre che ringraziarti, voglio dirti che il risultato è stato ottenuto lavorando con professionisti che vengono da diversi media, ma gran parte ha alla spalle esperienze cinematografiche, e il risultato si nota. Se l’intrattenimento del futuro correrà in rete, ci si aspetta anche di vedere un buon prodotto, o sbaglio?

I gattini che si schiantano su YouTube sono divertenti, ma non possono essere l’unica forma di intrattenimento in circolazione, non credi? :) L’equazione webserie=lowprofileproduction non deve più esistere!

E’ uscita la prima puntata di Milano Undergound. L’aspettativa intorno agli episodi è stata alta, sia da parte del pubblico che dei media. Come siete riusciti a richiamare l’attenzione?

Amici e parenti! Scherzo… è stato davvero curioso, un’onda anomala che ci ha trasportato dalle pagine dei quotidiani fino a DeeJay TV. E’ stato tutto molto inatteso, la nostra fortuna è stata quella di aver per primi creato buzz in rete, ed evidentemente siamo riusciti a toccare dei temi che alle persone interessano.

La città, le storie, la modalità di produzione, di fruizione, tutte domande che nascono spontanee attorno ad un progetto come Milano Underground, e questa intervista ne è l’esempio. Ora, quello che spero, e di poter mantenere alte le aspettative, e che Milano Underground piaccia agli utenti quanto è piaciuta a noi nel realizzarla

Dopo la metro di Milano altre città in cantiere?

In realtà per prima cosa ci piacerebbe che ‘il cantiere’ delle metro di Milano giunga a conclusione per poter girare un quinto episodio nella nuova linea, ma la verità è che abbiamo diverse città in mente, ma forse la prossima produzione avverrà nel posto più inaspettato, e non è detto che sia in Italia…

Di seguito la prima puntata di Milano Underground andata online il 21 marzo, vi consigliamo di non perderla e di dirci cosa ne pensate!

Buona visione :)