2048: tra viralità e app addictive

Un gioco diventato virale e un giovane sviluppatore promettente

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Flappy Bird ormai è un ricordo, Candy Crash un preistorico evergreen: sia chiama 2048 ed è il puzzle game matematico che sta spopolando sulla rete. A crearlo un ragazzo italiano di 19 anni, Gabriele Cirulli, di un paese in provincia di Gorizia, profondo nordest della nostra penisola.  Uscito solo pochi giorni fa, il 23 marzo 2014, nato un po’ per gioco, sta riscuotendo uninsperato successo, con oltre 75 milioni di partite giocate.

2048: vincere è difficilissimo!

Essenziale è dir poco. Una scacchiera composta da 16 quadrati, quattro per lato. L’obiettivo è accoppiare numeri uguali, prima i due, poi i quattro, otto, sedici e avanti così. La vittoria si ottiene  accoppiano due 1024, per ottenere 2048. Semplice a dirsi, ma nella pratica molto più complesso, tanto che, stando alle dichiarazioni dello stesso Gabriele, “solo l’1% delle partite finisce con la vittoria”.

Un po’  Tetris, un po’ Sudoku, un po’ trial. Come sempre il divertimento sta nelle cose semplici, in quelle che credi subito di capire, di dominare ma che poi si rivelano le più complesse e ostiche.

“Dipendenza patologica. Talmente semplice e scarna che mi ritrovo costantemente a giocarci, Top”

scrive Davide sui commenti del Play Store.

”Crea dipendenza. Davvero un gioco non scontato e complesso al punto giusto”

replica Daniel poco sotto.

Poco più di 670 kb di gioco, grafica molto semplice e tanta voglia di vedere quel 2048 e condividerlo con gli amici.

I consigli per vincere si sprecano, ma noi vi suggeriamo quello che arriva dallo stesso sviluppatore

“Consiglio di usare solo tre direzioni alla volta e di cercare di isolare la casella con il numero più alto in uno degli angoli del tabellone. Questo permette di avvicinarsi alla vittoria”.

2048: come nasce un trend

Nasce quasi per caso. Alla base dev’esserci un’idea ma anche una buona dose di casualità e fortuna è fondamentale.

E di fortuna possiamo parlare se pensiamo che questa app, come è dichiarato chiaramente sul sito di Gabriele Cirulli, è basata in realtà su altri giochi già esistenti: ad iniziare da Three, puzzle game di discreto successo e con un design molto gradevole.  L’idea che sta alla base di 2048 è simile ma serviva un buon restyling grafico, qualche modifica strutturale e quel tanto di atmosfera matematica dettata dal multiplo di 2. E il successo è servito.

Non gridiamo al plagio, però. Gabriele ci tiene a sottolineare che

“ho sviluppato il gioco basandomi su altri giochi simili, non mi sembra giusto guadagnarci. Anzi, è open source: così chi vuole lo può migliorare”.

Il codice è disponibile su GitHub (piattaforma dedicata ai programmatori dove trovare parti di codice o programmi da poter utilizzare o rielaborare).

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Da qui i cloni non si sono fatti attendere: 2048, 2048 Number puzzle game,  2048 Number, 2048 mania, 2048 Evolved sono solo alcune delle numerose app pubblicate sugli store.

In sostanza: le versioni mobile sono quelle risultate dal codice open source offerto da Cirulli, la versione originale esiste ma è ancora esclusivamente desktop ( ve la ricordiamo, la trovate qui). Il gioco è gratuito e resterà tale, come ha dichiarato in molte interviste lo sviluppatore: il modo in cui attualmente cerca di monetizzare è esclusivamente quello della donazione volontaria ( trovate il link a Paypal in fondo alla home del suo gioco).

Giovani imprenditori (di se stessi) crescono

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Gabriele Cirulli

Il fenomeno delle app addictive come Ruzzle, Angry Birds, Flappy Birds e Candy Crush (che ricordiamo ha appena fatto il suo debutto a Wall Street) non ci stupiscono più: è ancora difficile definire realmente le caratteristiche indispensabili che un’app deve avere per creare dipendenza, però spesso dietro queste applicazioni mobile un ruolo importante lo giocano gli stessi appstore.

Nel caso di 2048 il successo è veramente inaspettato perché generato da un gioco desktop e nato dall’idea di un giovane sviluppatore che ad oggi sembra diffidente verso le interviste e la pubblicità creata intorno al suo nome. Probabilmente la sua diffidenza è anche il risultato delle ultime notizie che hanno riguardato il giovane sviluppatore di Flappy Birds, Dong Nguyen, e i suoi sensi di colpa per aver creato un’app che toglie tempo (e pazienza) a milioni di persone…

È da qui che possiamo iniziare a immaginare le cause di questo successo, dal suo stesso sviluppatore: Gabriele è un altro esempio di quei giovani che si affacciano al mondo ( del mercato, del lavoro, della vita in generale) come imprenditori di se stessi. Sviluppatori web, grafici, designer: un gruppo sempre più nutrito di questi ragazzi, a volte giovanissimi, si presentano da soli col loro lavoro, iniziando a volte con piccoli progetti.

L’evoluzione del lavoretto al vicino di casa, direte voi. Non proprio: sono giovani che hanno padronanza degli strumenti del web, conoscono (bene e tutti) i social network e sanno utilizzarli per farsi pubblicità, leggono riviste online specializzate, pianificano le loro attività future e non necessariamente passano dal mondo dell’università per accedere a quello del lavoro, anzi. È un fenomeno mondiale che ha creato personaggi come il 17enne Nick D’Aloisio, il genietto che ha venduto la sua app Summly a Yahoo! per 30 milioni di dollari ( se e come abbia raggiunto da solo questo traguardo, non ci soffermiamo… ).

Enfant prodige? Neanche. Sono sempre di più, dunque il fenomeno non è più un’eccezione. Di fatto sono giovani che vediamo anche qui in Italia e che sono figli del Web, delle startup, del Mobile Marketing.

Conclusioni e in bocca al lupo a Gabriele!

Ciò che succede con 2048 può essere un bel segnale per il nostro paese che può dimostrare ancora di poter contare sulle proprie forze e sulle proprie idee.

Dagli Usa (ne ha parlato anche il Wall Street Journal) alla Cina e al Brasile, centinaia di migliaia di utenti stanno giocando con un semplice puzzle game realizzato da un 19enne nella propria cameretta.

La forza della rete la sappiamo. La forza delle buone idee viene ulteriormente dimostrata. Spazio per innovazioni  c’è sempre, dal piccolo al grande, tutto non è stato inventato e magari quell’idea che ci frulla nella testa ha bisogno solo di venire alla luce.

Noi intanto facciamo un in bocca al lupo a Gabriele:  ci auguriamo che questa sia l’inizio di opportunità interessanti per il tuo futuro e speriamo un giorno di sentirti per farci raccontare di questa avventura con 2048 e dei tuoi progetti 😉