La Sdraio dell'Agnello: "Fermi tutti. Siamo ancora umani!"

Confessioni di un (ex?) pubblicitario? Segui la rubrica dell'Agnello per conoscere un punto di vista diverso e privilegiato su cosa accade di bello e di brutto nelle agenzie di pubblicità. In Italia e nel mondo.

Due righe due.
Qualche giorno fa è uscito quel video dei primi baci e tutti, compreso me, con gli occhi a cuore perché facciamo delle vite del cazzo e non riusciamo più a innamorarci, troppo presi da meeting report, ordini, clienti, presentazioni, voli al bagno perché altrimenti nemmeno cacca possiamo fare.

Insomma si viene a sapere che era una pubblicità di un brand di vestiti per gente bella a cui piace la gente che piace.
E giù di: “Ma tu guarda, che palle, era una pubblicità, che fessi che siamo, siamo stati presi in giro ancora una volta, brutticattivi brutticattivi cattivoni oni oni!”

Fermi. Fermi un secondo.

Ora ditemi, se uno vende due panni e intanto manda un bel messaggio, che è tipo (azzardo eh) “MENO PIPPE PIU’ LIMONI, RIMANIAMO UMANI E AVVICINIAMOCI”
è tanto una cosa brutta?
Se oltre a farti comprare una valanga di merendine fatte con la kryptonite, farti fare seicento abbonamenti che ti legano alla compagnia per sempre finchè morte non vi separi, o che lo faccia un avvocato, se oltre al mero compito di spingere un acquisto di impulso la pubblicitanza si prende briga anche di lanciare un messaggio quantomeno umano, vogliamo darle un’altra possibilità?

Una sola, anche perché molte se le è bruciate per la strada.
Intanto Jack White ci dice pure come amare, quindi siamo a cavallo.

Forza su.
Statemi bene, buon lunedì.
Ora vado a litigare con tutti.

L’agnello.