Le menti, italiane, dietro il video virale Woman’s Day ThroughGlass [INTERVISTA]

Come è nato il video che lo scorso 8 marzo ha colpito il mondo con un finale inaspettato

Qualche settimana fa, in occasione della Festa della Donna, mimose e cioccolatini sono stati messi in ombra da un video che in poco tempo ha fatto il giro del mondo, conquistando oltre un milione di visualizzazioni.

Parliamo, naturalmente, di Woman’s Day #throughglass, una produzione dell’agenzia inglese Banjo Eyes Film nata dalle menti di due italiani: Luca Corteggiano, creativo, e Davide Gentile, regista.

Il video, che sembra inizialmente mostrare una normale giornata dal punto di vista di una donna che indossa i Google Glass, prende una piega completamente inaspettata.

Ne abbiamo parlato con Luca Corteggiano.

Come è nata l’idea di associare un argomento così importante come la violenza sulle donne al progresso tecnologico ?

È nata a cena con Davide (NdR Gentile, regista del video). Lui voleva fare uno spot contro la violenza domestica girato dal punto di vista della vittima e gli serviva una storia. A me è venuto in mente di usare i Google Glass. Era una grande opportunitá: tutti ne parlano, a fine anno entreranno in commercio e su internet dilagano i video girati con i pochi esemplari disponibili.

Durante quella chiacchierata è nata anche la riflessione che poi è diventata il messaggio finale del video: possibile che con tutti i progressi che sta facendo la nostra società non siamo ancora riusciti a risolvere il problema della violenza contro le donne?

Secondo te qual è l’elemento che ha reso il vostro video così virale?

Direi che si è trattato di una combinazione di due fattori. Il primo è il fatto di usare un linguaggio, meglio un media, nuovo. Tutti questi video che proliferano su internet realizzati dagli utenti ma relativi a servizi e prodotti commerciali sono di fatto una novità. Basti pensare ai prototipi del prossimo modello di iPhone pensati e messi online dai designer indipendenti o appunto ai video fatti con Google Glass.

L’altro elemento è sicuramente la sorpresa. Noi siamo probabilmente la prima generazione che è cresciuta infarcita di comunicazione e quando vediamo i diversi tipi di contenuto (spot tv, virale su internet etc) capiamo subito dove si va a parare.

Questo video evidentemente é riuscito a prendere in contropiede lo spettatore: in quella che sembrava l’ennesima favola tecnologica ha “precipitato” un messaggio brusco e difficile da digerire. Penso che la sua forza sia stata quella. Peccato per tutti i blog che hanno pubblicato il video con titoloni tipo “donna brutalmente picchiata in in video shock contro la violenza domestica”. Hanno decisamente rovinato il percorso narrativo. Ma d’altronde con quei titoli hanno avuto molti piú click…

Quale, fra quelle che hai realizzato, è la campagna che preferisci e perché?

Questa é quella che mi ha sorpreso di più. Non pensavo che un video fatto “in casa” da due amici potesse avere una eco del genere ed essere pubblicato e visto in tutto il mondo. Un altro è uno spot che ho realizzato per LAKAI a Los Angeles, nominato miglior commercial del 2013  all’International Skateboard Film Festival di Los Angeles.

LAKAI: VENICE TO VENICE WITH GUY MARIANO from LAKAI LIMITED FOOTWEAR on Vimeo.