Mondadori presenta la partnership con aNobii: quando la lettura diventa socialità

Il 18 marzo a Milano Mondadori ha presentato la partnership ufficializzata in questi giorni con aNobii, il social network dedicato al mondo dei libri.

Ieri, martedì 18 marzo Mondadori ha presentato presso il proprio multistore in piazza Duomo a Milano, la partnership ufficializzata in questi giorni con il Social Network di Hong Kong aNobii. C’eravamo anche noi Ninja in platea, e siamo liete di raccontarvi l’evento.

Riccardo Cavallero, direttore generale delle Edizioni Mondadori, è stato il moderatore della conferenza, la quale ha visto gli interventi di Edoardo Brugnatelli, editor e pop-publishing Mondadori, e di Greg Sung, fondatore di aNobii, 34enne di Hong Kong.

Cos’è aNoobi?

Nato nel 2006 a Hong Kong con l’obiettivo di creare una comunità mondiale di appassionati alla lettura, aNobii è un social network interamente dedicato ai libri, all’interno del quale gli utenti possono creare la propria libreria e condividere recensioni, commenti, votazioni, dati sull’acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso i gruppi.

Un po’ di numeri

aNobii conta un milione di utenti nel mondo, dei quali 300.000 solo in Italia (il 45,2% dei visitarori al social sono italiani). L’utente medio di questo social sono i giovani istruiti equamente distribuiti tra donne e uomini. E’ tradotto in 13 lingue.

Da dove arrivano i visitatori?

  • google.com (8,6%)
  • facebook (8,2%)
  • google.it (6,5%)
  • repubblica.it (3,1%)
  • googlereads (2,8%)

La partnership con Mondadori

L’obiettivo dell’accordo è di far tornare aNobii alle origini, quando la missione era quella di rendere la lettura una modalità sociale, e il social voleva essere vicino a chi ama i libri. Allo stesso tempo, però, la Mondadori vuole rendere l’esperienza dell’utente con aNobii più facile e divertente. Per raccogliere le idee degli utenti è stato aperto un blog in cui si chiede quali migliorie bisogna apportare con urgenza. Un modo per coinvolgere gli utenti e rassicurarli. I primi obiettivi che l’azienda si è posta sono:

  • rendere più veloce il sito Internet e aggiungere diverse funzionalità;
  • permettere l’accesso tramite i dispositivi mobile;
  • aprire aNobii ad altre piattaforme, attraverso lo sviluppo di app

Durante l’incontro si è aperto un dibattito sui nuovi scenari che porterà l’accordo.
Cosa ci guadagna Mondadori? L’azienda ha sottolineato più volte che non prevede ricavi diretti da questo social nei prossimi 3 anni, ma solo costi. aNobii si inserisce in un percorso di digitalizzazione del gruppo Mondadori, percorso che ha come obiettivo l’incremento della capacità di ascolto e di interazione con i propri lettori. Il gruppo Mondadori vuole, attraverso il social, sapere cosa pensano i lettori, come si muovono, quali sono i loro gusti: informazioni preziose per lo sviluppo di futuri piani editoriali. Citando le parole di Edoardo Brugnatelli: “aNobii è il paradiso di un editor”.

Ma cambierà aNobii? L’azienda assicura che non ci sarà alcun cambiamento, ma si lavorerà solo per implementare e migliorare il social. L’obiettivo è quello di trovare continuamente nuovi stimoli per un’avventura più divertente, così da riportare aNobii ad essere il numero uno del settore.

aNobii sarà un nuovo competitor social? Assolutamente no! Gli altri social sono attori diversi, con utenti diversi. Chi crea un account su aNobii non vuole distrazioni da “social” e crea interazioni con persone che non sono nella sua cerchia di amicizie, ma hanno gli stessi gusti.

Dopo la conferenza stampa, siamo riuscite a conoscere e scambiare quattro chiacchiere con Greg Sung, il fondatore del social network.

Ci racconti da dove è nata l’idea di aNobii?

L’idea mi è venuta perché amo profondamente leggere. Una volta, ero ad Hong Kong,  mia città natale e lessi un libro molto interessante, ma per nulla popolare: Gonzo Marketing di Christopher, un libro sugli albori del web 2.0. Ero davvero molto curioso di sapere chi altro avesse avuto l’opportunità di leggerlo ad Hong Kong, perché era un testo molto, ma molto di nicchia. Mi sono reso conto che la libreria connette principalmente i libri con i lettori, ma non i lettori tra loro. Mancava un mezzo per i lettori per connettersi, per trovarsi e scambiare opinioni. Ovviamente, ho pensato che se avessi voluto realizzare qualcosa del genere, quel qualcosa sarebbe dovuto essere online. Così è nata l’idea di realizzare una piattaforma dedicata alla lettura.

Quanti anni hai? Sembri giovanissimo!

Sembro giovanissimo, hai ragione. In realtà ho 34 anni ed ho fondato aNobii quando ne avevo 26.

Cosa ti aspetti dalla partnership con Mondadori?

Due cose sono molto importanti: una è la collaborazione, perché in questo modo possiamo tornare alle nostre origini: riscoprire e concentrarci sull’anima social e di community, più che esplorare strategie di e-commerce e della vendita di libri. La seconda cosa è l’ambizione internazionale. Il nostro sito non sarà dedicato solo all’Italia, ma continuerà ad essere di respiro internazionale.