Le nuove frontiere dell’advertising dal SXSW

Wearable tech e Internet of Things presentano una grande opportunità ai brand: offrire un valore.

Infografica IDC

Ogni anno esperti ed appassionati di musica, cinema e comunicazione si riuniscono ad Austin per il South by Southwest. Il SXSW nasce nel 1987 come uno dei festival musicali più importanti degli States e dal 1994 ha ampliato i suoi temi con i temi Cinema e Interattività diventando uno degli appuntamenti fissi anche per i ninja digital di tutto il mondo.

Volete sapere di cosa si è parlato quest’anno? Con il tema mobile ormai old, le sessioni di marketing si sono soffermate su wearable tech, real-time marketing e Internet of Things.

Sebbene il concetto di Internet of Things faccia molto anni Novanta, negli ultimi tempi è tornato prepotentemente in voga. La nostra vita e gli oggetti che utilizziamo stanno diventando sempre più connessi ed è interessante scoprire come gli addetti al marketing reagiranno e, soprattutto, approfitteranno di questo cambiamento.

Più gli oggetti diventano smart, più crescono le opportunità per i brand di cambiare completamente il rapporto con la propria clientela. Rendere i prodotti parte della vita del consumatore è sempre stato un obiettivo del marketing, ma la sfida dei giorni nostri si fa sempre più stimolante. I brand raggiungeranno i consumatori in modo innovativo, meno invasivo e offrendo loro valore.

K-Yun Steele di Zenith Optimedia esprime questo concetto facilmente fornendoci l’esempio di Google, che si è evoluto da motore di ricerca a brand a cui si ha accesso in ogni momento.

Doug Hecht dell’agenzia pubblicitaria Digitaria, immagina un’app che monitori la frequenza cardiaca e l’apporto calorico e che cerchi di modificare il comportamento dell’utente, offrendo dei consigli mentre si fa la spesa, come “Sei davvero sicuro di voler comprare quella confezione di patatine?”.

L’Internet delle Cose offre anche la possibilità di rivoluzionare il ciclo di acquisto e ridefinire radicalmente la pubblicità. Quanto sarebbe utile avere una lavastoviglie che acquista automaticamente nuovo detersivo quando sta per finire? E se si potesse impostare di default una marca di detersivo in particolare? Pensiamo anche ad un frigorifero che invia una notifica sullo smartphone avvertendoci che il latte è quasi finito o sta per scadere.

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I marketer saranno in grado di catturare il proprio target d’interesse poco prima che si senta il bisogno di acquistare un prodotto. In un contesto del genere, avrà ancora senso spendere prezzi esorbitanti per 30 secondi di spot durante il Super Bowl?

Starbucks sta già facendo qualcosa di simile con le sue macchine da caffè smart che si collegano al cloud e tengono traccia delle preferenze dei consumatori.

Questo futuro iper-connesso rivoluzionerà completamente il  marketing tradizionale. Naturalmente, non c’è alcuna garanzia che ciò accada. I consumatori saranno disposti a rinunciare ad un’altra fetta della loro privacy? Staremo a vedere.

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