#StopWebViolence: i Ninja intervistano Alfredo Accatino

Con grande orgoglio oggi lasciamo la parola a uno dei padri della #RivoluzioneCreativa, Alfredo Accatino. Capiamo con lui come poter cambiare concretamente le cose, riprendendoci il web e liberandolo dalla cattiva educazione!

rivoluzionecreativa di Alfredo Accatino

La #RivoluzioneCreativa lanciata da Alfredo Accatino lo scorso Dicembre si è meritatamente conquistata ampio risalto sui social e sui media tradizionali, visto il nobile scopo che si propone: il riconoscimento della valenza strategica di creatività e ricerca tecnologica per il rilancio del Paese.

Un obiettivo ambizioso ed importante, che vede già oltre 160.000 firmatari della petizione su Change.org (se non avete ancora firmato, cosa aspettate?) e tantissime idee condivise e discusse sulla pagina Facebook ufficiale.

Qualche settimana fa vi abbiamo presentato il lancio di un’iniziativa che ci condurrà a produrre il nostro contributo concreto alla #RivoluzioneCreativa: un Manifesto della buona educazione online che ponga fine alla violenza di cui troppe volte siamo stati testimoni.

#StopWebViolence e #RivoluzioneCreativa insieme per cambiare il web.

Siamo quindi onorati di presentarvi l’intervista che abbiamo realizzato alla mente e al cuore della #RivoluzioneCreativa, Alfredo Accatino!

Ciao Alfredo! Partiamo dalle tue impressioni personali sugli avvenimenti che ci hanno spinti a lanciare l’iniziativa #StopWebViolence. Che cosa pensi dell’attuale situazione riguardante la violenza verbale sul web?

Penso che sia un’evoluzione normale della vita dei bar degli anni ’50, con il biliardo e le risse, la fatalona e il bullo. Il tutto, peggiorato dal fatto che la distanza, e in alcuni casi l’anonimato, fanno abbassare i freni inibitori e innalzare l’egocentrismo. Anzi, il celodurismo. Male digitale in forte crescita.

Pensi che questo problema possa essere arginato con il buon esempio? Magari dando responsabilità a tutti gli attori del web sull’importanza del ruolo ricoperto in rete?

Il web lavora nel concetto di socializzazione. Come i branchi di acciughe. Se un numero elevato di utenti si muovono insieme, segnalando o attaccando un soggetto che si comporta in modalità pericolosa, può funzionare come ottimo deterrente.

Pessimo il sistema applicato da Facebook, che fa applicare la censura a logaritmi, senza una verifica umana sulle pagine e sugli utenti. Gestisco una pagina di arte e sono costantemente denunciato per foto oscene, ad esempio perché posto opere di pittori espressionisti. Una censura che di fatto collega Facebook al nazismo. Ripeto, pessimo.

Come può, concretamente, un creativo o un operatore del web migliorare la rete e i contenuti che essa propone ogni giorno?

Concentrandosi nella sostanza e non solo nella forma. L’epoca della foto del panda con gli occhi storti mi sembra già preistoria. Servono contenuti, approfondimento, pensiero.

Iniziare a leggere post più lunghi di 2 minuti potrebbe essere un’ottima cura omeopatica.

Nella tua grande esperienza professionale ricordi casi di maleducazione o violenza online che ti hanno particolarmente colpito?

Sì, due. Il primo uno schizzoide che, con un profilo fake faceva commenti sulla fine del mondo e di tutti noi sulla pagina creativa. Ma era solo un poveraccio.

E poi una persona intelligente, un collega, con il quale era nata una discussione. Il quale invece di rispondermi su Facebook, dove volutamente lo avevo chiamato in causa per mantenere la polemica circoscritta e in toni più leggeri, anziché cavalcare altre tribune, ha voluto rispondermi pesantemente sul sito e su un blog molto seguiti, rilanciando anche su Twitter il suo attacco. Una mancanza totale di stile e di netiquette che mi ha addolorato, del quale non credo abbia neanche compreso la gravità.

Nel mondo della politica si dibatte molto, e già da qualche tempo, sulla necessità di una legislazione che argini il problema. Qual è la tua posizione al riguardo?

Per me la rete deve essere sinonimo di libertà. Ma non può essere neanche di abuso. Credo che il livello di tolleranza debba essere alto, ma occorre intervenire immediatamente in caso di abusi o reati, mentre applicherei un modello wiki per situazioni più semplici e controverse.”

Ringraziando Alfredo Accatino del suo tempo e per il lavoro che svolge ogni giorno per il web, ci sentiamo convinti di poter cambiare davvero le cose!

Contribuite a #StopWebViolence inviando le vostre esperienze o le vostre idee a stopwebviolence@ninjamarketing.it, oppure tramite la nostra pagina Facebook.

Lavorando insieme possiamo farcela!

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