La Sdraio dell'Agnello: "Nonostante la mia rabbia sono sempre solo un topo in gabbia"

Confessioni di un (ex?) pubblicitario. Segui la Sdraio per conoscere un punto di vista diverso e privilegiato su cosa accade di bello e di brutto nelle agenzie di pubblicità. In Italia e nel mondo.

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    Bullet with butterfly wings ha un ritornello che fa rima anche in italiano.
    Despite of my rage/ I’m still just a rat in a cage, la traduzione la trovate nel titolo.
    Insomma ora leggete e ve la ascoltate. E vi dico oggi scrivo poco, non per fare lo splendido, ma perché vado di fretta.

    Lo scenario è questo.

    Prendi un numero dalle 4 alle 200 persone che vogliono fare i Pubblicitanti. Schiaffali dentro un ufficio o un edificio che poi è la stessa cosa. Metti che le persone che fanno questo lavoro hanno un ego abbastanza smisurato e stocastico, metti che la stragrande maggioranza ha problemi di adattamento, relazionalità, sessualità, psicosi traumatica lavorativa.
    Metti che queste persone per alcuni tratti si somigliano molto. Metti che si possono pure piacere a un certo punto.
    Metti che si piacciono. Metti un’ascensore, un parcheggio, una pausa pranzo di uno che lavora vicino.
    Metti tutte queste cose insieme dentro una gabbia.
    Metti che al 200% si scopa.
    E nelle agenzie si scopa sempre, da che mondo è mondo si scopa tutti.
    In un mondo ideale i pubblicitari dovrebbero stare due ore in ufficio a produrre e poi in giro a carpire idee dal ciò che li circonda.
    Dagli anni 80 ad oggi nelle batterie multinazionali di creazione creativa, vedi anche servizio assistenza schiavizzata clienti, vedi anche AGENZIE di stoca’,
    i pubblicitari scopano via la frustrazione.
    Scopano per festeggiare la cacciata di un mediocre direttore creativo.
    Scopano per festeggiare la gara vinta. O quella persa.
    Scopano e basta, perché è la cosa più pulita e naturale che possano mai fare in quel contesto.

    Proprio come dei criceti in gabbia.

    Buon Lunedì, fate ciao alle telecamere a circuito chiuso e sperate non vi abbiano beccato.
    Statemi assai bene bene.

    L’Agnello.

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