L'opera di Olek per il Little Italy Street Art Project a New York [INTERVISTA]

L'arte di lavorare con l'uncinetto diventa street e da voce ai diritti civili e alla libertà di esprimere se stessi

Photo by Rey Rosa for The L.I.S.A. Project

A little Italy, nel cuore di New York, Olek, street artist che non lavora con bombole spray ma con uncinetto e fili di lana colorati, insieme a Shir Lieberman, London O’Donnell e Whitney Spivey ha dato vita ad un’ installazione multicolore di oltre 18 metri realizzata con la collaborazione di Wayne Rada e RJ Rushmore di Little Italy Street Art Project – conosciuto come LISA project – progetto che ha portato moltissimi street artist in questa zona di Manhattan.

Photo by Rey Rosa for The L.I.S.A. Project

La sua opera – There is no such thing as part freedom – non si limita a portare colore e calore alla recinzione di un vecchio parcheggio nel quartiere newyorkese di Little Italy ma vuole anche lanciare un messaggio provocatorio: la libertà e l’uguaglianza in alcune parti del mondo non sono abbastanza, non esiste una cosa simile alla libertà parziale.

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Per saperne di più sulla partecipazione di Olek al LISA project, sul lavoro di questa incredibile street artist e su questo progetto nato nel quartiere newyorkese di Little Italy abbiamo fatto qualche domanda a Olek e a RJ Rushmore.

Ci racconti qualcosa riguardo il Little Italy Street Art Project?

RJ: L’obiettivo di questo progetto è portare nuova energia creativa a Little Italy. Abbiamo iniziato nell’autunno 2012 con una serie di murales realizzati in collaborazione con New York Comedy Festival. La comunità di Little Italy ha percepito il valore di questi murales e ne abbiamo progettati altri dando ufficialmente vita al LISA Project. Wayne Rada e Rey Rosa si occupano delle questioni logistiche mentre io mi occupo di selezionare, contattare e diffondere questo progetto dalla mia casa di Philadelphia. Quando posso mi sposto a New York per dare una mano sul campo.

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Quali artisti sono stati coinvolti in questo progetto?

RJ: Tristan Eaton, Hanksy, Bishop203 e gilf! hanno realizzato diversi murales con noi così come Chris RWK e Herb “Veng” Smith. Tra gli altri artisti con i quali abbiamo collaborato ci sono anche Ron English, ASVP, ND’A, Beau Stanton, Ripo, Sheryo, The Yok, Hot Tea, Meres One, Spud1 e NoseGo.

Olek, ci racconti qualcosa del tuo background?

Olek: Vengo da Silesia in Polonia, città industriale dalle vedute ristrette. Le persone in Polonia puntavano sempre il dito e ridevano di me perchè indossavo vestiti colorati, vivaci e fatti a mano, perchè l’espressione di me stessa sfidava le loro aspettative. Così ho lasciato la Polonia per New York, per maggiore libertà di espressione e tolleranza.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi lavori?

Olek: L’inspirazione viene dagli innumerevoli dettagli della vita di tutti i giorni. A partire dal 2002 ho realizzato all’uncinetto qualsiasi cosa, dagli alberi alle biciclette, ai messaggi di testo. Ho anche realizzato una scaletta avvolgibile perchè la mia ex ne aveva una. Tutto nei miei lavori viene da sensazioni, esperienze e intuizioni vere. Questi piccoli dettagli  costruiscono di per sè dichiarazione. Le mie installazioni sono e sono sempre state risposte immediate a informazioni, immagini, eventi, emozioni, parole e persino amanti. Queste repliche sono l’inizio della conversazione che arriva a toccare l’inconscio, sia mio che di ogni individuo che entra in contatto con le mie opere. Le idee sono una collaborazione tra l’ambiente ed il tempo. Uso come mezzo di comunicazione il filo per esprimere gli avvenimenti di ogni giorno, le ispirazioni e le speranze per creare metafore della complessità, di interconnesione con il proprio corpo e dei processi psicologici.

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Come è nata la collaborazione di Olek con il LISA project?

RJ: Lo spazio dove abbiamo installato il lavoro di Olek è una sorta di base delle nostre operazioni. Ci sono 3 murales dentro il parcheggio e attraversa la strada dove si trova il nostro murales più importante: Liberty di Tristan Eaton. Olek ed il suo team hanno preparato il pezzo nella cantina di una chiesa locale ed installato l’opera malgrado l’estremo freddo di New York. Sfortunatamente il lavoro di Olek è stato rubato pochi giorni dopo l’installazione e non abbiamo idea di chi sia stato.

Photo by Rey Rosa for The L.I.S.A. Project

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Olek: Credo che per fare cambiamenti positivi nella società la nostra fede deve essere constante e totale. Quando noi usiamo la parola “progresso” spesso implichiamo uno spostamento nel futuro: sempre in avanti, sempre lavorando un po’ alla volta quello che c’è di vecchio da migliorare. Ma il progresso tramonta e scorre, si muove in avanti ed indietro.

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Come ha detto Nelson Mandela, solo quando l’uguaglianza sarà totale si potrà davvero chiamare libertà. Noi abbiamo visto il mondo avanzare collettivamente dei confronti dei diritti civili della comunità LGBT negli ultimi anni. Per esempio all’inizio del 2014 Londra ed il Galles permetteranno i matrimoni omosessuali. Stato dopo stato gli Stati Uniti hanno legalizzato i matrimoni omosessuali, aprendo la strada all’uguaglianza nazionale. Allo stesso tempo il nostro movimento in avanti verso l’uguaglianza è stato ostacolato. Molti stati americani, come l’Utah, hanno recentemente imposto delle barriere ai matrimoni omosessuali. Nel 2013 il parlamento Russo ha approvato una legge che penalizza l’ostentazione del supporto all’uguaglianza sessuale, chiamandola “propaganda omosessuale”, punendola con il carcere. Molti russi appartenenti alla comunità LGBT sono stati aggrediti e arrestati solo per aver esposto una bandiera arcobaleno in pubblico. Anche lo stato democratico dell’India nel 2009 ha invertito una legge per criminalizzare gli omosessuali sotto il Codice Penale Indiano 377.

Photo by Rey Rosa for The L.I.S.A. Project

Con la morte di Nelson Mandela noi ricordiamo che la strada del progresso, la lotta all’uguaglianza per tutti, lo sforzo di una vita guadagnato attraverso perseveranza e fede, non vacilla mai. Ogni individuo deve partecipare a questo progresso attraverso ogni via disponibile, inclusa la pubblica manifestazione di solidarietà, la creazione di arte, l’affidamento ai sistemi legali nazionali o internazionali e l’influenza dell’opinione pubblica.

L’uguaglianza in alcune parti del mondo non è abbastanza, deve essere in tutto il mondo.

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Il recinto realizzato all’uncinetto per LISA Project, “there is no such thing as part freedom“, riflette il declino ed il flusso del cambiamento, ricorda la fede infinita richiesta per fare si che le cose cambino. Come Nelson Mandela ci ricorda, noi dobbiamo “impegnarci a discutere francamente e scrupolosamente.. e perciò svilupparci in modo forte. Con questo lavoro per LISA Project, mi sono sono impegnata a dare voce al mio supporto per l’uguaglianza totale.

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