Instagrimm, quando le fiabe rivivono su Instagram

Le fiabe dei fratelli Grimm prendono vita in chiave social e moderna

"Erediterà il regno chi mi porterà il più bell'anello" - da "Le tre piume"

Avete presente le fiabe che le vostre mamme o i vostri papà vi leggevano da piccoli?
Ecco. Avete mai pensato a come rivivrebbero ai giorni nostri, dove sarebbero ambientate, quali fattezze e abiti avrebbero i protagonisti?

Alessia Menicanti, con il suo progetto Instagrimm, ha provato a fare proprio questo, guardando la realtà con un occhio diverso, con l’occhio delle fiabe.

Un progetto che nasce e si sviluppa su Instagram da fine ottobre 2013 e attualmente sta prendendo vita anche in una pagina Facebook dedicata.

Abbiamo incontrato Alessia virtualmente (con una lettera elettronica di una fiaba moderna, insomma) e abbiamo fatto due chiacchiere con lei.

Alessia Menicanti

1) Ciao Alessia. Innanzitutto…cos’è per te una fiaba?

Sono cresciuta leggendo tanto, e con tanta fantasia e tante storie che mi raccontava mio padre prima di dormire, storie vere di quando era ragazzo, ma anche storie inventate. La fiaba è uno spazio tutto tuo, dove tutto può succedere, dove puoi essere chi preferisci e fare cose incredibili. Alla fine, qualunque sia la storia, c’è sempre una morale e quasi sempre un lieto fine.

"..ecco sei cigni giungere a volo per l'aria. Ella vide che la loro liberazione era prossima e il cuore le balzò di gioia. Con rumor d'ali, i cigni calarono accanto a lei.." - da "I sei cigni."

2) Guardiamo più da vicino: in cosa consiste precisamente il tuo progetto Instagrimm?

InstaGrimm è un progetto nato per caso. Utilizzo instagram e i social network e leggo molto, sono curiosa e mi piace guardare le cose, così ho pensato di rivedere l’immaginario dei Grimm attraverso foto scattate con un’applicazione come Instagram e con uno strumento super digital come lo smartphone. Il lupo cattivo c’è anche oggi, ma sotto altri aspetti, così come la casetta dei nani di Biancaneve magari non è la casetta tipo baita persa nel bosco, ma qualcosa che si cela sotto spoglie più attuali.

"Errò per le foreste e non faceva che piangere e lamentarsi. Così per alcuni anni andò vagando miseramente." - da "Raperonzolo"

"...una volta la nonna le regalò un cappuccetto di velluto rosso..." - da "Cappuccetto Rosso"

3) C’è un motivo per cui hai scelto proprio le fiabe dei fratelli Grimm e magari non altre all’interno del panorama della tradizione popolare?

Le fiabe più conosciute, quelle a cui pensiamo per prime, sono quelle dei fratelli Grimm, senza nulla togliere a scrittori come Handersen o Lewis Carrol, Collodi o Calvino.
La prima volta che ho pensato a questo progetto, è stato quando ho scattato la foto di una casetta dall’autostrada a Bologna. Ho guardato l’immagine e ho detto a Marco (il mio compagno): “Pensa a come sarebbe illustrare le fiabe con le foto scattate con Instagram. Per esempio questa potrebbe essere la casetta della nonna di Cappuccetto Rosso, che non vive più nel bosco ma, ai giorni nostri, vive ai limiti dell’autostrada.”

"...ma la nonna abitava fuori, nel bosco, a una mezz'ora dal villaggio..." - da "Cappuccetto Rosso"

"C'era una volta un pover'uomo e una povera donna, che possedevano soltanto una capannuccia e vivevan di pesca... "- da "I figli d'oro"

4) Qual è secondo te il potenziale narrativo di un’immagine? Uno storytelling complesso può condensarsi in un frame o è il potenziale evocativo che fa il resto?

Le immagini hanno sempre un potenziale narrativo molto forte, tuttavia nel mio progetto, il testo serve a richiamare alla mente la storia a noi già nota.
Ad esempio, il post che ho pubblicato il giorno dell’Epifania rappresenta uno specchio: la citazione è la frase della matrigna di Biancaneve “dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?”. Nella foto si vede anche un estintore (la matrigna di oggi ha la casa in sicurezza), quindi il testo, nel mio caso, è fondamentale, perchè rafforza la scelta della foto, spiega che cosa ho visto io e che per InstaGrimm quello non è solo uno specchio.

Instagrimm Special 6 gennaio 2014

5) La fiaba può avere una “morale”, un insegnamento. Anche le “tue” fiabe ne hanno uno? Spostare lo scenario delle favole in tempi e location alternative ha l’obiettivo di far riflettere i tuoi followers o è un tentativo un po’ naïf di “ridisegnare” la realtà con uno sguardo diverso?

Le fiabe hanno una morale e io non intervengo sul testo del racconto, quindi non sono esattamente le “mie” fiabe: io mi limito a illustrarvele con gli strumenti di oggi, scegliendo Instagram. In questo modo, offro la possibilità di guardare le cose da un altro punto di vista, per qualche secondo, cambiando posizione, guardando con altri occhi. Inevitabilmente questo porta alle riflessioni su chi è oggi il lupo cattivo o come vestirebbe una Cenerentola contemporanea, ma in realtà penso che l’immaginario dei Grimm sia sempre intorno a noi, al passo con i tempi.

Instagrimm Special 25 dicembre 2014

6) Infine: qual è la tua fiaba preferita? Potresti immaginarla per noi con 3 scatti?

Non ho una fiaba preferita, non ne ho illustrata una in particolare. Il progetto va avanti un po’ leggendo il libro e un po’ fotografando quello che trovo interessante. Ora non ho pronti tre scatti in sequenza, ma per lo Special dell’8 dicembre ne avevo uploadati due: il bosco, visto dall’autostrada, con tanto di “bestie feroci” rappresentate dalla macchina che fugge via veloce, e la piccola abitazione dei nani, una modesta ma accogliente casetta.

Instagrimm Special 8 dicembre

E voi, ninja reders? Che ne dite di questa modalità narrativa decisamente unconventional?

Avete mai pensato alla realtà attraverso le righe di una favola?

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Scritto da

Gabriella De Stefano

Copywriter

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono ... continua

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