Il lavoro nel Mezzogiorno, tra presente e futuro

Le posizioni più ricercate nel centro-sud e i possibili sviluppi occupazionali

Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Al sud è difficile trovare lavoro. Lo dicono i dati periodici diffusi dall’Istat che oltre a delineare una situazione critica per l’intero Paese, mettono costantemente in luce un’Italia a due velocità, con oltre il 40% della disoccupazione giovanile concentrata nel sud e nelle Isole.

Lavoro altamente qualificato e operatori elementari

Nonostante l’Italia, quanto a specializzazione, si trovi ancora al di sotto della media europea, la tendenza è quella di una netta separazione tra personale altamente qualificato e operatori elementari.

La recessione sembra aver acuito un processo di rinnovamento del sistema produttivo europeo verso produzioni, servizi e occupazioni ad alta intensità di conoscenze e competenze, cioè ad alto valore aggiunto. Page Personnel ha individuato e messo a confronto le figure professionali più richieste nel sud Italia, in una ricerca ripresa anche dal Sole 24 Ore e Avvenire.

I profili più ricercati rispondono esattamente a questa nuova tendenza professionale: controller, contabile generale, amministrazione del personale, operatore di sportello, assistente di direzione, customer service, key account GDO/GDS.
Crisi economica e cuneo fiscale a livelli altissimi. Questo il binomio che rende i profili più ricercati al centro-sud anche i peggio pagati d’Europa.
Un confronto davvero penalizzante dato che un key account di Foggia percepisce uno stipendio inferiore a quello che guadagna chi svolge le stesse mansioni a Brest.

In un Paese che in un anno “sforna” più di 21.000 avvocati e oltre 43.000 dottori in economia (come è possibile, poi, che il nostro Paese sia in crisi con questa super abbondanza di economisti?) sembra invece che si sia perso il valore formativo degli Istituti tecnici, in grado di avviare i giovani al mondo del lavoro già subito dopo il diploma.

E se da un lato la risposta al problema occupazionale dilagante deve essere cercata nello sviluppo dell’innovazione e delle nuove professioni, dall’altro la richiesta di personale meno qualificato è in aumento.
In un mondo che invecchia cresce la domanda di specialisti che si occupino di gestire la popolazione “anziana” e le esigenze personali e di salute, con il compito di mettere a punto soluzioni innovative in campo medico, farmaceutico, psichiatrico, protesico, e di trovare nuove proposte per l’alimentazione e per il fitness.

Lavoro e sviluppo sostenibile

Sebbene tra le professioni più richieste ci siano posizioni specifiche come il contabile generale e l’operatore di sportello, una visione che vada oltre le strette esigenze quotidiane del mondo del lavoro punta alla formazione di nuove figure che, in particolare al sud, rappresentano la vera svolta nella direzione dello sviluppo ecosostenibile di un territorio da sempre scarso di materie prime.

Accanto all’energy manager, figura addetta alla gestione e pianificazione dei consumi energetici, troveranno posto i tecnici specializzati nelle tecniche di riscaldamento e condizionamento, in grado di lavorare con le rinnovabili e gli addetti al riciclo e allo smaltimento rifiuti, con procedure rigorosamente green.

Nella stessa ottica, per garantire una efficace razionalizzazione delle risorse, si svilupperà la figura dell’operatore del turismo sostenibile.

Se per chimici industriali, dottori in scienze del farmaco per l’ambiente e la salute e laureati in scienze ambientali il tasso di occupazione a un anno dal titolo oscilla tra il 57 e l’80%, la specializzazione resta la chiave per il lavoro del futuro.