SEO on-page: i 10 errori più comuni

Scopri gli errori da non fare assolutamente per scalare la lista dei risultati di Google

Domanda da un milione di dollari: quali sono gli errori più comuni da evitare nell’ottimizzazione on-page? La SEO non è una scienza esatta, ma una somma di conoscenze empiriche che si nutre di continui test, aggiustamenti e prove. D’altronde l’algoritmo di Google è una tecnologia coperta da brevetto ed è il suo più grande vantaggio competitivo.

Ecco però alcune cose da non fare assolutamente e su cui tutti i seo specialist concordano.

#1. Title non univoci

Il tag title contiene il testo che verrà mostrato come titolo nella SERP e nella barra in alto del browser. Se il tuo sito ha lo stesso title per ogni pagina, sappi che non potrai mai scalare i risultati di Google. Ricorda che il title dovrebbe dire qualcosa sul contenuto della pagina e, naturalmente, contenere le keyword strategiche per il tuo sito.

#2. Title troppo lungo

Ogni motore di ricerca ha il suo limite di lunghezza, superato il quale il title viene troncato. Perché perdere informazioni importanti che potrebbero indurre l’utente a cliccare sulla pagina?

Molti seo specialist raccomandano di restare entro i 70 caratteri, ma i motori di ricerca considerano i pixel, non i caratteri per stabile dove tagliare. Quindi meglio stare dentro i 65 caratteri per esseri sicuri di non vedere tagliato il proprio title sul più bello.

Se usate WordPress installate Yoast SEO plugin: vi permetterà di avere una preview dei meta tag nella SERP.

#3. Meta description non univoca

La meta description non è un fattore decisivo per il ranking SEO, ma è una leva potentissima per aumentare il CTR.

Una descrizione informativa e accattivante può fare la differenza tra un sito e un altro e spingere l’utente a cliccare. Scrivi quindi meta description accattivanti in un linguaggio semplice e diretto e inserisci le keyword importanti all’inizio.

#4. Meta description troppo lunghe

La lunghezza della description è importante quanto la lunghezza del title. Cerca di tenerti entro i 150-160 caratteri per essere sicuro di non incappare nella mannaia di Google.

#5. Nessun tag H1

Una buona gerarchizzazione della pagina è fondamentale sia per l’organizzazione delle informazioni che per il posizionamento SEO. Il tag H1 è l’intestazione della pagina, dice al motore di ricerca l’argomento della pagina. Quindi bisogna essere concisi, ma esaustivi. Sembra facile, ma non lo è.

#6. Nessuna gerarchia con tag h2-h6

seo on page 10 errori comuni

Cosa hai contro titoli, sottotitoli, titoli di paragrafo e simili? Sono fondamentali per la leggibilità perché spezzano la monotonia del testo, ma anche per i motori di ricerca che riescono così a pesare l’importanza delle informazioni. Quindi inserisci le keyword strategiche e i loro sinonimi proprio nei vari titoli formattandoli con tag che vanno dall’h2 all’h6.

Il lavoro di un SEO specialist è anche quello di gerarchizzare le informazioni.

#7. Link non funzionanti (Errore 404)

Tra i doveri del SEO specialist c’è quello di scandagliare il sito in lungo e largo alla ricerca dei link non funzionanti.”Error page not found” non è solo una frustrazione per l’utente, ma anche un grosso errore SEO.

Quando c’è un errore 404 lo spider che scansiona il sito gira a vuoto. Troppi errori del genere convincono Google del fatto che il tuo sito non offre una buona esperienza di navigazione.

Chiaramente non si inseriscono link ciechi volontariamente. Ma siccome tutto cambia, e nel web ancor di più, capita spesso che la pagina a cui puntava il link venga spostata o cancellata. In una situazione come questa bisogna far puntare di nuovo il link alla pagina corretta e predisporre un bel redirect 301 dalla pagina che non esiste più alla pagina corretta. E il gioco è fatto.

Come si vede molto spesso usabilità fa rima con ottimizzazione SEO.

#8. Contenuti di scarsa qualità

Hai speso tempo e denaro per sviluppare il sito, curare il design, incrementare l’usabilità, ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, ma hai contenuti sciatti fatti di formule stereotipate e antipatico gergo di azienda. La classica montagna che partorisce il topolino. Cura più di tutto il contenuto: “content is the king”. Ancora di più dopo Google Panda e Knowledge Graph.

#9. Niente sitemap

Sì, i crawler dei motori di ricerca sono così affamati di contenuti che scansioneranno il tuo sito anche se non hai una sitemap XML nella root del sito. Ma perché non facilitare loro il lavoro e essere sicuri che ogni pagina del sito venga vista dagli spider? Online ci sono moltissimi tool per creare sitemap XML in pochi minuti come questo.

#10. Social sharing button

Il tuo sito spacca: la grafica è accattivante, i contenuti sono pieni di appeal, l’esperienza di navigazione è appagante, tutto è facile e intuitivo e non si perde tempo. E che fai? Dimentichi di servire ai tuoi utenti su un piatto d’argento la possibilità di condividere questa scoperta con il mondo? Inserisci subito i bottoni per la condivisione dei contenuti sui social.

Chiaramente l’ottimizzazione SEO on-site non finisce qui. Ma bisogna pur partire con il piede giusto.

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