Social Street Italia: quando il web migliora la comunità

Un'idea per conoscere i propri vicini e migliorare il proprio quotidiano: un bel progetto nato a Bologna per costruire una community off line.

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Un’idea per migliorare, almeno un po’, la vita di tutti i giorni: questo è Social Street Italia, un progetto nato dall’esigenza di scoprire – letteralmente – chi siano i nostri vicini di casa.
Proprio così: quante volte avete guardato con sospetto chi abita di fianco alla vostra porta solo perché magari restio a parlare e lasciarsi andare a quattro chiacchiere? E quante volte avete pensato che un buon vicinato avrebbe notevolmente migliorato la vita del vostro quartiere?

Social Street Italia nasce proprio con questo compito: unire i vicini di buona volontà per creare piccole community… reali. Il tutto si sviluppa su Facebook, attraverso dei gruppi nominali della via/quartiere che si vuole “unire”. Il resto lo fanno gli abitanti, che cominciano a scoprire chi abita dietro la porta di fronte: un potenziale amico, prima che un buon conoscente.

Abbiamo parlato con Federico Bastiani, del team che ha pensato e messo in opera questo piccolo grande strumento.

Buongiorno Federico!
Ciao a tutti!

Da dove nasce l’idea di Social Street Italia?

L’idea l’ho avuta questa estate. Vivo in Via Fondazza in centro a bologna da tre anni e mi rendevo conto di non conoscere nessuno dei miei vicini, al massimo un buongiorno e buonasera, ma non si andava oltre. come spesso accade in città, la diffidenza prevale. Avendo un bambino di 20 mesi e la famiglia mia e di mia moglie lontana, il mio bimbo giocava sempre da solo e mi sarebbe piaciuto che invece giocasse con altri bambini della strada, ma come fare a sapere se c’erano altri bambini? come entrare in contatto con loro? Ho deciso cosi di aprire un gruppo facebook chiuso con l’obiettivo di socializzare.

Quali sono gli obiettivi che vi ponete con questa iniziativa?
L’obiettivo primario è costruire un rapporto di fiducia fatto di relazioni umane, con i propri vicini di casa tentando di ricreare quel senso di comunità che magari è normale in un piccolo paese ma che è più difficile da ricreare nella città. Via Fondazza vuole essere un modello per far si che il Social Street venga replicato in altre città e per questo abbiamo creato un sito www.socialstreet.it per fornire le linee guida a chi vuole tentare l’avventura visto che è molto semplice e gratuita ma con benefici per tutti. Per me adesso che ci salutiamo tutti per strada, è già una gran risultato.

Domanda “antipatica”, ma dovuta. Da dove deriva la sostenibilità economica di Social Street Italia?
Il Social Street non ha bisogno di sostenersi economicamente, perchè dovrebbe? Socializzare con i vicini richiede denaro? Chi mi sta dando una mano lo fa nel proprio tempo libero e le risorse le ho trovate in strada, anche per realizzare il sito internet non è stato necessario investire dei soldi perchè una persona di via fondazza si è offerto di farlo. Qua non si tratta di scambiarsi i favori, qua si tratta di fare qualcosa di utile per il vicino perchè a me non costa niente farlo. Tutto è iniziato con un post per quanto mi riguarda. Una giovane famigliola appena trasferita in via Fondazza e sulle spese, cercava un seggiolino per auto, io ne avevo uno in cantina che prendeva polvere, ho risposto al post, ho attraversato la strada e gliel’ho portato. Poi mi hanno invitato a cena ed abbiamo fatto amicizia. Questo è il meccanismo molto semplice direi. Poi questa persona in seguito mi ha dato una mano per fare il sito ma semplicemente perchè ha apprezzato la mia disponibilità iniziale ma ripeto, io non volevo niente in cambio, era un gesto che non mi costava nulla fare.

Vi appoggiate a Facebook per far “socializzare” gli abitanti di una strada: avete in cantiere l’idea di sbarcare su altri social network?
No. Ho scelto Facebook perchè è gratuito e lo usano tutti, quindi diffondere la mia idea usando questo veicolo era la soluzione più semplice e veloce.

Quali possono essere le evoluzioni del progetto? Pensate che Social Street possa diventare un vero e proprio hub per generare attività di community che dall’on line passano all’off line?
Potrebbe succedere. Al momento c’è molto interesse a livello nazionale ed internazionale, le social street aumentano di giorno in giorno e può darsi che tutta questa energia positiva sfoci in questa direzione ma al momento non so dirlo. Io sono già felice di ricevere messaggi che mi dicono “grazie al Social street sto conoscendo gente meravigliosa che vive a 5 metri da casa mia e che ho sempre ignorato”.

Grazie per la tua disponibilità!
Un saluto a tutti i lettori di Ninja Marketing!

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