E se un giorno Twitter e Facebook diventassero obsoleti?

Il mondo dei social viaggia così veloce che la nostra memoria può fare brutti scherzi. Non dimentichiamo la storia, in questo modo non ci troveremo impreparati per affrontare il futuro.

Parlare di Twitter e obsolescenza appare paradossale. Un ossimoro gigantesco che ci fa sorridere e che riteniamo improbabile.

In realtà, come sempre, è la storia che ci insegna. E la storia del web è ricca di ascese luminose e catastrofiche cadute. Ce lo ricorda HubSpot in un bellissimo articolo che ripercorre la storia di alcune grandi start-up digitali.

Quello che ieri sembrava popolare ed unico per una strategia di web marketing oggi è totalmente stravolto, cambiato, spesso dimenticato. Ci concentriamo sul presente, pensando che ciò che è popolare oggi lo sarà per sempre. Ma abbiamo ragione?

La lezione di Second Life

C’è stato un tempo in cui essere su Second Life era quasi imprescindibile.

Colossi come IBM e Calvin Klein presentavano su Second Life i nuovi prodotti, i cantanti vi giravano videoclip, gli scrittori presentavano i loro libri e addirittura i Comuni investivano per avere una loro controparte fedele.

La piattaforma del futuro, un essenziale strumento di web marketing a cui le più grandi testate dedicavano articoli, approfondimenti, copertine. Un bagno di sangue.

Ed è incredibile che si parli appena del 2007. L’Italia aveva appena vinto i Mondiali in Germania e Twitter era ancora poco più che un progetto chiamato “twttr“.

Le cose cambiano

E lo fanno alla velocità della luce.

Altrettanto velocemente gli investitori sono pronti a riversare – mai come oggi, mai come in questo periodo di crisi – milioni di dollari in start-up potenziali, in cui la conversione utente-dollaro è tutt’altro che scontata.

Twitter e Facebook sono i massimi rappresentanti di una categoria di new company che hanno conquistato il web e che stanno crescendo alla velocità della luce, in un giro di soldi basato su un potenziale non ben definito e logiche commerciali di pura speculazione.

E non importa se Twitter ha difficoltà a monetizzare il suo audience, perché il suo valore è determinato dal fatto che tu, big company o piccola azienda, non puoi permetterti di non essere “social”. E devi pagare qualcuno perché curi tutto questo, e lo curi bene.

Il peso specifico di queste piattaforme è così incredibile che oggi pianificare una strategia di web-marketing che non preveda una presenza ben curata sulle principali piattaforme social potrebbe equivalere ad un suicidio, un fallimento certo. Se non ci sei non esisti.

La storia può cambiare con Twitter e Facebook?

Cos’è, quindi, che dovrebbe farci credere che Facebook non farà la fine di MySpace? Oppure che gli hashtag di Twitter non seguiranno la sorte delle keyword AOL? (Sì, alcuni di voi staranno sobbalzando pensando “esistevano davvero!”).

Qualcuno potrà obiettare dicendo che Facebook ormai conta le sue trimestrali a suon di miliardi e Twitter forse sfonderà il muro dei 600 milioni di dollari di fatturato, con un valore complessivo dei due colossi di circa 130 miliardi dollari.

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130 miliardi di dollari sembrano così tanti da far paura. Ma pensate che AOL aveva un valore di mercato di circa 222 miliardi di dollari.

Quando AOL era così enorme e potente da inglobare la Time Warner (con compresa, per capirsi, la CNN) a cifre da capogiro, io facevo il primo anno delle scuole superiori e Zuckerberg aveva appena compiuto 16 anni. AOL sembrava destinata a conquistare il mondo, senza sapere che il mondo l’avrebbe messa a dura prova.

Tutto ciò che ci circonda, e particolarmente in ambito web, viaggia alla velocità della luce. Velocità oggi doppie rispetto ai tempi in cui nascevano AOL o Second Life.

La soluzione è aggiornarsi sempre senza dimenticare l’obiettivo

La soddisfazione del cliente, o del tuo capo.

Se ieri eri un mago nel pianificare un evento su Second Life oggi dovrai essere un guru dell’hashtag. Domani chissà. L’importante è raggiungere il tuo obiettivo e preservare la tua professionalità.

I social network hanno generato un indotto da non sottovalutare. L’età media di chi lavora nel mondo del social media marketing è di 25 anni, ed è stata una manna per attenuare l’impatto devastante che la crisi economica ha avuto sui più giovani.

Ma la soluzione per non annegare in un mare in continuo mutamento è dimenticare l’essenza della filosofia esistenzialista: non c’è più il “qui ed ora“, ma c’è solo un costante cambiamento.

Aggiornati sempre e non cullarti mai su ciò che hai imparato. Impara tutto ciò che puoi su Pinterest, Instagram e Vine e poi impara ancora. E’ sicuro che il social network che dominerà la scena nel 2020 non sia stato ancora inventato. Probabilmente il suo fondatore sta prendendo lezioni di guida.

Impara l’arte e mettila da parte è un proverbio eccezionale, ed è esattamente quello che non dovremmo dimenticare mai per lavorare con successo in questo settore.

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