Verso una nuova frontiera del CRM. Tesco sperimenta gli schermi a riconoscimento facciale

Minority Report non è più solo un film di fantascienza ma una realtà a cui ci stiamo avvicinando sempre più.

Si chiama OptimEyes ed è la nuova tecnologia digitale che la Tesco UK sta utilizzando per studiare i consumatori delle sue 450 stazioni di servizio nel Regno Unito.

Di cosa si tratta? Semplice, OptimEyes non è altro che uno scanner facciale in grado di capire sesso ed età delle persone e persino se e per quanto tempo queste hanno prestato attenzione ad uno stimolo visivo.

Per capire meglio come funziona, immaginate di trovarvi in fila alla cassa per pagare il rifornimento di carburante appena effettuato. Uno schermo posizionato in prossimità della cassa trasmetterà delle immagini commerciali a cui voi per interesse, per noia o solo perché si trova di fronte a voi, presterete attenzione.

Dietro quello schermo si nascondono delle videocamere in grado di capire se lo state guardando, in quanti lo stanno guardando e per quanto tempo, ed alcuni tratti demografici delle persone in questione.

Siamo già nell’epoca di Minority Report dunque o ci stiamo lentamente arrivando?

Olivier Duizabo, CEO di Quividi, la società Francese che ha sviluppato il software, rassicura i consumatori più preoccupati della loro privacy, spiegando che questa tecnologia è meno intrusiva di quanto si possa pensare.

OptimEyes infatti non è in grado di riconoscere una persona ma solo i sui tratti genetici principali ed una età approssimativa. Nessun dato personale o identificativo di un individuo quindi viene né registrato né utilizzato.

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Nulla di preoccupante quindi, solo una naturale evoluzione delle tecniche di audience measurement di cui le aziende si stanno fornendo per conoscere la propria clientela ed essere in grado di costruire offerte customizzate sulle esigenze di tutti.

Insomma, come vediamo la Customer Science è una disciplina sempre più in via di sviluppo e sempre più necessaria per districarsi nella giungla del mercato. E-commerce, digital marketing, social media sono solo alcuni degli strumenti che nel tempo si sono sviluppati per conoscere il consumatore e cercare di fidelizzarlo.  Oggi la tecnologia può aiutare le aziende a fare molto di più.

Entro il 2015 la multinazionale alimentare americana Mondelez International installerà sugli scaffali dei supermercati dei video display in grado di riconoscere i clienti e mostrare loro delle pubblicità ad hoc per stimolare gli acquisti di impulso.

Anche la Coca Cola e la Unilever hanno investito nel 2013 su una tecnologia di riconoscimento facciale per misurare le reazioni dei consumatori di fronte ad uno spot.

Insomma, forse il giorno in cui entreremo in un negozio ed un commesso virtuale ci chiamerà per nome è ancora lontano, ma forse non così tanto.

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Scritto da

Roberto Cipolletta

Nato a Napoli 32 anni fa, ho trascorso in viaggio gran parte della mia vita per motivi di studio e lavoro. Laureato in Scienze della Comunicazione e "masterizzato" in European ... continua

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