Snapchat sarà la prossima frontiera del marketing?

L'app più usata dagli adolescenti non è solo sexting, ma anche couponing, story-telling e racconto del dietro le quinte

Dopo la stratosferica proposta d’acquisto di 3 miliardi di euro avanzata da Facebook e il gran rifiuto del ventitreenne CEO, si può dire a buon ragione che Snapchat, social app per inviare contenuti che si autodistruggono in 10 secondi, è senza dubbio la storia di successo del 2013.

Ma sarà anche la terra promessa dell’advertising? È presto per dirlo. Certo è che con 350 milioni di “snaps” scambiate al giorno, uno zoccolo duro di utenti fatto per lo più di adolescenti e i teenager in fuga da Facebook (scesi dal 76% al 56% secondo Global Web Index), i marketer dovranno presto fare i conti con la nuova piattaforma.

Il fatto è che non è stato chiaro fin da subito come sfruttare, al di là della pratica del sexting dilagata tra gli adolescenti, contenuti che vivono il tempo di un tap sullo smartphone. Eppure molte aziende hanno deciso di provare, nell’intento di guadagnare vantaggio competitivo.

Sfruttare la fama di app trasgressiva

Fin da quando è apparsa sulla scena, Snapchat è dilagata tra gli adolescenti come app per il sexting, l’invio di foto e video ammiccanti. Per la prima volta gli adolescenti di mezzo mondo hanno avuto a disposizione un’applicazione per inviare contenuti sessualmente espliciti senza il rischio di lasciarli nella memoria dello smartphone di un ex-fidanzato.

Molti brand, quindi, hanno coltivato mille cautele prima di avvicinarsi alla piattaforma. Non è stato così per MTV UK che, per niente intimidita dalla reputazione dell’app, l’ha sfruttata per promuovere la 6° edizione del Geordie Shore, clone britannico del Jersey Shore, trash reality americano ad alto contenuto erotico. Foto e video sono stati diffusi in anteprima attraverso l’app con ottimi risultati di visibilità.

Questo coupon si autodistruggerà

Contenuti che si autodistruggono in un intervallo di tempo determinato sono sembrati perfetti per un’altra attività di marketing che, per sua natura, è “a tempo” e con una scadenza: il couponing.

La catena di yogurterie 16Handles di New York è stata tra le prime aziende ad usare Snapchat per regalare agli utenti simpatici coupon che si autodistruggono in 10 secondi.

L’idea è venuta lo scorso gennaio quando il management si è accorto che i teenager, cioè gli hard consumer della catena, giocavano a fotografare i vari gusti proposti dai punti vendita. Hanno deciso allora di regalare un coupon con uno sconto, dal 16% al 100%, a chiunque avesse fatto uno “snap” in una delle yogurterie della catena e l’avesse inviato all’account ufficiale del brand. Il tutto ad un’unica condizione: 10 secondi di tempo per correre alla cassa e far scansionare il coupon.

Ma le possibilità di marketing offerte da Snapchat non finiscono qui.

Una storia lunga 24 ore

Forse fiutando i possibili utilizzi a fini pubblicitari, Snapchat ha lanciato lo scorso ottobre la nuova funzionalità Stories per dare la possibilità di creare contenuti che durano un giorno intero. Messaggi, foto e video vanno a comporre una timeline di 24 ore, possono essere visualizzati più volte in questo arco di tempo e vengono cancellati nell’ordine temporale in cui sono stati inseriti. Un modo, dunque, per dare un senso a snap in successione e raccontare la storia di una giornata.

Intuendo le possibilità narrative della nuova funzionalità, molti brand si sono lanciati nella sperimentazione. Lo scorso maggio Taco Bell, catena di fast food dedicata alla cucina messicana, ha usato le Stories di Snapchat per lanciare il suo Beefy Crunch Burrito. Un modo divertente per essere in contatto con i clienti e trattarli – secondo le parole di Tressie Lieberman, manager della divisione social e digital della catena – “come amici e non come consumatori”.

Ma Snapchat ha fatto capolino anche nel football americano I New Orleans Saints hanno usato le Snapchat Stories per raccontare ai tifosi il dietro le quinte degli incontri di campionato: scatti dagli armadietti dei giocatori, istantanee di viaggio, pre-partita e momenti di spogliatoio.

Cose da migliorare

Come è facile immaginare, la più grande sfida di una start-up del web è trovare il modello di business. Per Snapchat, Stories promette di essere la via più veloce verso la monetizzazione.

Un modo per monetizzare il successo della social app potrebbe essere quello di far pagare le aziende per promuovere le Stories al di fuori della base di fan abituali.

Prima che accada però, secondo molti osservatori, Snapchat dovrà apportare alcune migliorie alla sua piattaforma: prima fra tutte la qualità dei video che, secondo Todd Wasserman di Mashble, hanno attualmente una qualità davvero bassa per essere appetibili, per esempio, ai brand di moda.

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