Wowcracy, la startup per il fashion crowdfunding

Una risorsa per designer emergenti in grado di anticipare la produzione, ottimizzare gli sforzi di marketing, comunicazione e sviluppo

Wowcracy, startup incubata da Nana Bianca, non è l’ennesima piattaforma di crowdfundig, Wowcracy è una sfida.

Lucas Vigliocco, Marco Torello, Andrea Gulisano e Davide Tronzano hanno un desiderio comune, riuscire a democratizzare la moda, scopriamo come insieme a loro.

1. Cos’è Wowcracy e come nasce?

“Wowcracy è una piattaforma digitale, che permette a fashion designers e brand di presentare progetti di comunicazione e vendita, al fine di coinvolgere l’utenza in una brand experience in grado di includere sia la pre-ordinazione di prodotti non ancora in commercio sia la partecipazione ad eventi o esperienze.

L’idea nasce alla fine del 2011 a Torino, da una lunga conversazione avuta con una mia cara amica e collega, con la quale collaboravamo presso una galleria d’arte del centro della città.

Era un periodo di forte disagio politico (come oggi), era anche l’inizio del mandato Monti e di tanto in tanto si sentiva parlare di morte della “democrazia”;è un po’ triste se l’establishment di un intero paese inizia a delirare e perde di vista gli obiettivi fondamentali della “cosa pubblica”;  così iniziammo a pensare ad una parola positiva che ci facesse sentire meglio.

Così nacque “Wowcracy” il cui concetto di fondo era semplicemente che se le persone provassero, con entusiasmo, a sostenersi ed a partecipare collettivamente ad un’obiettivo comune, ci sarebbe più positività.

Il web offre da sempre questa potenzialità, la moda si nutre di nuove idee e visioni, Wowcracy vuole essere quello spazio in cui questa filosofia e la natura creativa del fashion si incontrano.”

2. Moda democratica é…

“La moda democratica è la possibilità, per tutti, di sentirsi parte di un’idea, non unicamente attraverso l’acquisto di un capo, ma anche attraverso diverse e molteplici forme di contribuzione e partecipazione.”

3. Crowdfunding e moda, quali prospettive?

“Il crowdfunding applicato alla moda (e non solo), non si riduce alla cosiddetta colletta, ma può essere un banco di prova nel quale designers e brand possono permettere ai propri followers  di sbirciare e prendere parte a progetti futuri.

In prospettiva può diventare un’indagine qualitativa diffusa, in grado di far comprendere i propri pubblici in anticipo sulla produzione, ottimizzando gli sforzi di marketing, comunicazione e sviluppo prodotto.”

4. Come si posiziona Wowcracy all’interno del fashion system?

“Attualmente stiamo collaborando con Vogue Talents e per noi è un grande onore poter offrire il nostro servizio in collaborazione con un partner così importante; questo ci aiuta a posizionare il nostro servizio presso quei pubblici di giovani stilisti molto più attenti e lungimiranti sulle potenzialità che offre la rete.

In tutta onestà, ad oggi la nostra posizione all’interno del fashion system è in fase di sperimentazione, quello che vogliamo fare è comprendere a fondo questo sistema vivendolo dal suo interno, offrendo di volta in volta un servizio sempre migliore.”

5. Ci raccontate la storia di un designer che su Wowcracy ce l’ha fatta?

“Una delle case histories che ha avuto successo è quella di Judy Clark con il progetto “fashion a frok coat”, si tratta di una designer scozzese, la quale ha saputo giocare molto bene le sue carte, facendo parlare diversi giornali scozzesi del suo progetto su Wowcracy. Riuscire a concludere un progetto su Wowcracy è prima di tutto l’intenzione di voler raggiungere un obiettivo mettendo in campo creatività e concretezza, Judy Clark è riuscita molto bene in questo e ad oggi rappresenta una delle migliori case histories che abbiamo avuto.”

La stessa Judy Clark ci fa sapere che “”Wowcracy is the perfect platform to showcase my work to a global audience. Through the site, anyone can buy into my entire design process from start to finish.”