Role-playing: da Verne a Tolkien, dalle Università ai videogames

Cambiare i paradigmi dell'educazione? Con i videogames si può

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Nel corso del Salerno In Fantasy ho avuto modo di avvicinarmi ai giochi di ruolo in Second Life, ma ve ne parlerò nei futuri articoli.

Oggi, invece, mi preme raccontarvi di una particolare applicazione dei mondi virtuali (in questo caso LOTRO) in ambito universitario. Ci trasferiamo in America, alla Vanderbilt University, dove il professore Jay Clayton, docente di inglese, ha dato vita ad un corso che, partendo dalla passione degli studenti per i videogames, esplora come i racconti e i romanzi, come ad esempio Il Signore degli anelli, siano permeati attraverso i media e come le regole della narrazione si siano applicate a questi nuovi contesti virtuali.

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Infatti, Clayton, avvicinando il vecchio e il nuovo, partendo dalla narrativa del Romanticismo e facendo cioè convergere la Letteratura, la Scienza e la Tecnologia, approda ad uno dei più grandi mercati del mondo, vale a dire quello del gioco – che conta nel 2012, come lui stesso afferma, un fatturato di circa 64 miliardi di dollari e che coinvolge al suo interno un gran numero di scrittori, artisti, compositori, ingegneri informatici, teorici del gioco, produttori di videoe professionisti del marketing.

Clayton sostiene che occorre essere al corrente dei modi con i quali i nuovi mezzi alterano la comprensione delle narrazioni e invita chi ne abbia voglia, studenti e non, ad unirsi in quella che lui stesso definisce un’avventura intellettuale alla scoperta del patrimonio culturale dei giochi on line.

Gli studenti che si iscrivono al corso di Clayton possono servirsi di due percorsi: uno, rivolto a chi è in grado di ruolare on line usufruendo de Il Signore degli Anelli Online ™ (LOTRO), l’altro alle persone che vorrebbero approfondire la conoscenza dei videogiochi, di Tolkien, della tradizione romantica  ma senza ruolare.

Non trovate che sia molto interessante l’utilizzo dei mondi virtuali nelle tecniche narrative?

Io direi di sì!

Voglio, poi, proporvi un altro esempio, questa volta tutto italiano, di come il gioco e la narrativa possano confluire e concepire brillanti risultati. Mi riferisco al romanzo scritto da Chiara Listo e Giuseppe Vitale intitolato London calling: a tale from Norwich (Prospero Editore, 2013), nato quasi casualmente da una sessione del gioco di ruolo stile UrbanGothic con venature Steampunk, due generi che si mescolano ai canoni classici dell’horror con paesaggi futuristici e post-apocalittici e che, come affermano gli autori, si ispirano a Verne, il primo vero scrittore Retrofuture.

Da questi  esempi si evince chiaramente che è giunta l’ora di cambiare il paradigma dell’educazione, e a questo proposito vi invito a visionare quest’interessante video suggeritomi dalla docente virtuale  Jole Caponata:

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Ma cosa è successo a Salerno nell’ambito dei videogames?

Nel padiglione interattivo del Salerno in Fantasy, dove c’eravamo anche noi di Second Life, ecco l’incontro con lo IUDAV, l’Institute University Digital Animation and Videogames (attivato dal Link Campus University di Roma, Università non statale riconosciuta legalmente dal MIUR), il primo sul territorio nazionale, in grado di creare figure professionali capaci di competere con il mercato internazionale. Il corso, attivo da questo autunno, prevederà due possibili percorsi: Animation (produzione e realizzazione di contenuti audiovisivi animati) e Videogames (produzione e realizzazione di videogames).

Il corso prevede attività sia teoriche che pratiche attraverso la frequenza a laboratori e stage presso grandi marchi del settore come Sony, Nintendo e Microsoft.

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Insomma non c’è che da scegliere come, dove e cosa studiare! Buono studio e divertimento a tutti!