Torna il disco in vinile, lo dicono Nielsen ed i Daft Punk [JACKNROLL]

Collezionismo, cultura DIY e social network dedicati sono tra i motivi del perenne successo dei vinili.

"il ritornoi del disco in vinile"

Personalmente mi mancano un pò i supporti analogici, intendiamoci siano sempre lodati Spotify e Deezer per la musica che mi concedono quasigratis tutti i giorni, però al rito di desiderare, cercare e scovare i dischi non riesco a rinunciare.

Ci sono sono poi oggetti che per una serie di ragioni irrazionali godono di un’ aura di fascino e sensualità che altri si sognano, e proprio grazie a questo riescono a guadagnarsi uno spazio di immortalità a dispetto della frenesia del processo tecnologico; io sono cresicuto con le musicassette ma non mi mancano per niente, mentre posso pagare 35 euro per il vinile di un live della PFM (che possiedo già in tutte le altre forme possibili) e sentire di essermi riappropriato di qualcosa di importante.

Ma per una volta tralasciamo le mie opinioni e vediamo 5 ragioni, reali e concrete, per le quali dovreste credere al fatto che il mercato del vinile non solo non è morto, ma è addirittura in crescita.

1 I dati lo confermano, anzi lo urlano

Il mercato della musica corre a tutto vapore verso il digitale, già da un paio d’anni in paesi come l’inghilterra l’mp3 supera di gran lunga il formato fisico, nonostante questo dal 2007 ad oggi le vendite dei vinili crescono esponenzialmente ogni anno, passando, secondo Nielsen Sound Scan, da 1 milione di copie vendute nel 2007, ai 5.8 milioni stimati nel 2013.

Ma gli esperti del settore dicono che i dati sono addirittura sottostimati, a causa del fatto che gran parte del business avviene nel mercato dell’usato e del collezionismo, impossibile da tracciare con precisione dagli istituti di ricerca; secondo queste persone (negozianti, collezionisti ecc.) la percentuale di mercato occupata dall’LP sarebbe del 10-15% !

2  I Daft Punk concordano

Il singolo “Get Lucky” dei Daft Punk uscito quest’anno è al momento il vinile più venduto su Amazon di sempre, il disco “Random Access Memories”, uscito in primavera, ha venduto più di 19.000 copie solo la prima settimana, quasi il 10% del totale delle vendite; il che vuol dire banalmente che non sono solo i vecchi hippy con la maglietta arcobaleno a comprare i vinili.

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3 C’è gente che ci sta facendo dei soldi

La Quality Record Pressings, fondata nel 2011 a Salina, nel Kansas, produce oggi circa 900.000 mila dischi l’anno, stampandone di nuovi e ristampando gente del calibro dei Nirvana (ecco la sola idea di campare stampando dischi in vinile mi fa venire le lacrime agli occhi).

Il proprietario sostiene che, pur non avendo mai speso un dollaro di pubblicità, l’azienda va benissimo e dal 2011 sono in costante espansione, il solo problema è rintracciare la macchine per incidere i vinili dato che sono fuori produzione da una trentina d’anni.

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 4 La tecnologia apre nuovi mercati

Avete presente i maker? Quelli che perdono la vista dietro alla stampanti 3D fatte in casa, che parlano con Arduino anche nel sonno e che si abbonano a instructable. I fissati con il DIY (Do It Yourself) insomma. Ecco da è proprio da una di loro, Amanda Ghassaei, che arrivano i primi tentativi di incidere i primi vinili in casa, al momento si sentono proprio male ma sono fichissimi da vedere.

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5 Il mercato del collezionismo è davvero vasto

Siti web per appassionati, guide, fiere internazionali, riviste che trattano solo LP da collezione, il mecato dei vinili usati è davvero vasto e pieno di sfaccettature, si passa dal malato che ne ha migliaia e non li ha mai ascoltati per non rovinarli, al semplice amante che gira per mercatini.

Per ovviare al limite principale del vinile, la trasportabilità, alcuni rivenditori particolarmente intraprendente oggi vende l’LP correlato della versione mp3, così che possa essere ascoltata anche outdoor.

Se cercate un vinile usato o volete solo farvi un’idea di che cosa stiamo parlando date un’occhiata a Discogs, importante community per appassionati, dove potrete trovare di tutto, da “I am the highway” degli Audioslave in versione originale per 16 euro, al promo originale di “Please, Please Me” dei Beatles che potete portarvi a casa con appena 21.000 euro.

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E anche stavolta è tutto, spero di avervi convinto quanto meno a correre nella cantina dei vostri genitori a cercare una copia originale di un singolo dei Beatles, io l’ho fatto circa vent’anni fa, ci ho trovato tutta la discografia dei Pink Floyd e da allora la mia vita ha preso una piega diversa…

Jack’n Roll