Le migliori (e peggiori) campagne di reclutamento

Dal soldato spaccone alla gamification, ecco le strategie di comunicazione più interessanti e divertenti che gli eserciti utilizzano per reclutare nuovi soldati.

Cosa succede quando le forze armate devono promuovere una campagna di reclutamento? Convincere una persona che arruolarsi sia una buona idea non è un compito facile. Si tratta di una sfida difficile per gli esperti di comunicazione, che hanno il compito di analizzare le motivazioni che possono spingere un giovane a sacrificarsi in duri addestramenti e pericolose missioni.

In questo articolo sono raccolti alcuni video tratti da campagne di comunicazione rivolte al reclutamento di nuove leve tra le file degli eserciti di vari Paesi del mondo. Non c’è da stupirsi se alcuni vi faranno storcere il naso o vi faranno sorridere, perché le motivazioni che possono spingere un giovane ad arruolarsi variano a seconda della cultura da cui proviene.

Nelle culture di stampo occidentale le motivazioni su cui la comunicazione fa leva più di frequente sono la ricerca dell’avventura, l’autorealizzazione, la possibilità di ottenere un impiego che permetta un futuro alla propria famiglia. In altri culture la comunicazione è maggiormente improntata su concetti come la difesa della propria Patria o l’ottenimento di un pubblico riconoscimento. In altre ancora, invece, si fa semplicemente leva sul machismo e sul fascino della divisa.

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Gioca al soldato

Una delle campagne di comunicazione più raffinate è certamente “Start Thinking Soldier” dell’esercito Inglese, in cui sono stati trasmessi dei video girati in prima persona  che propongono allo spettatore la risoluzione di una serie di situazioni delicate.

I soldati presenti nel video si rivolgono direttamente al protagonista, chiedendo “ora, cosa faresti?” e indicando delle alternative. Oltre al video è disponibile anche un minisito, in cui il visitatore è invitato a completare una serie di missioni di addestramento.

Come si può notare, il primo step del processo di reclutamento è addirittura ludicizzato: chiaro è il tentativo di attrarre l’attenzione dei più giovani utilizzando codici di comunicazione e strumenti che sono a loro familiari, invogliandoli a provare nella realtà ciò che li diverte nella finzione.

Impara un lavoro

Di tutt’altro piglio sono le campagne di reclutamento in Australia. Il focus infatti è sulla possibilità, per le giovani reclute, di imparare un lavoro e vivere allo stesso tempo delle avventure eccitanti. Nei video visibili sul sito non si mostrano scene di combattimento, ma testimonianze di soldati e missioni di addestramento che poco hanno a che vedere con l’adrenalina e la violenza del combattimento.

Lo stesso concetto, ma con un pizzico di “Bollywood Style” lo si può notare nel video delle forze armate indiane.

Guadagnati il rispetto della collettività

In Libano invece le campagne di reclutamento sono imperniate sul rispetto e sul pubblico riconoscimento che i militari hanno all’interno della società. Anche in questo caso nel video sono escluse scene di combattimento, si intravede soltanto un soldato che passeggia per le strade di una città, accolto con un sorriso ed un saluto da tutti i passanti che incontra.

In questo contesto il militare protagonista del video non è un feroce combattente, un professionista delle armi, ma una persona il cui compito è quello di far sentire tutti più sicuri. Non fa il militare per soddisfare la sua sete di avventura, ma per rendere il suo Paese un posto migliore.

Fai colpo sulle ragazze

La divertente campagna di comunicazione delle forze armate Ucraine è improntata invece sul famoso “fascino della divisa”. Il video, un misto tra trash, demenzialità e stereotipi, mostra delle avvenenti ragazze che vengono attratte da alcuni giovani in divisa a bordo di un mezzo militare.

Spaventa i bulli

Un’altra campagna divertente è quella dell’esercito Estone. Il video mostra un ragazzo che inavvertitamente danneggia le moto di una banda di motociclisti poco raccomandabili. I gangster si avvicinano minacciosi al ragazzo, ma appena notato che  fa parte dell’esercito, fanno retrofront, intimoriti dalla sola visione delle insegne cucite sulla manica della giacca del soldato.

Addestrati al ritmo di musica

Terribilmente divertente è invece il video di una campagna di reclutamento delle forze armate Russe, dove un sergente dall’aspetto apparentemente rude canta a ritmo di rock, mentre alle sue spalle scorrono immagini dei duri addestramenti dei paracadutisti, tra fuoco, sudore e fumo.

Al di fuori degli esempi divertenti è interessante notare la differenza nell’approccio alla comunicazione adottato dai diversi Paesi per attrarre giovani reclute. Voi cosa ne pensate? Quale esercito è sembrato più convincente?

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