Burger King cambia a sorpresa nome e logo

Liquidato in un tweet il simbolo che da più di 60 anni rappresentava l'azienda in tutto il mondo. Su Twitter i fan increduli sospettano il bluff.

Burger King rebranding

Dite addio al mitico Whopper, lo storico hamburger con cipolla che è da quasi 60 anni il simbolo di Burger King nel mondo, e salutate le patatine fritte zigrinate come nuovo logo della seconda catena di fast food d’America.

Burger King ha cambiato nome e logo e lo ha annunciato, mercoledì scorso, su Twitter:

Vi piace? No, vero? Ma forse c’è da stare tranquilli. Il rebranding pare sia in realtà una trovata pubblicitaria per lanciare le nuove patatine light Satisfries, il cui nome è il risultato della crasi tra le parole “soddisfa” (satisfies) e “patatine fritte” (fries).

La nuova invenzione di Burger King promette di lasciare intatto il gusto e la croccantezza delle vecchie junk-fries, ma di abbattere del 40% i grassi e del 30% le calorie. Il tutto con una nuova irresistibile e caratteristica forma zigrinata.

Secondo i piani della multinazionale americana,  le nuove patatine light dovrebbero risollevare il mercato di quelle tradizionali, ormai in declino. Oggi infatti soltanto la metà dei circa 100 milioni di clienti che ogni mese varcano la soglia di Burger King in giro per il mondo ordina french fries.

La campagna

Per il lancio delle nuove patatine, Burger King ha fatto davvero le cose in grande. Non solo ha realizzato questo spot:

Ma si è preso anche la briga di sostituire le insegne di una delle sue sedi e di cambiare tutto il packaging dei suoi prodotti.

Rebranding Burger King

Come vedete, all’ingresso di questo punto vendita campeggia l’insegna “Fries King”. Cambia il nome, ma rimane intatta la tagline: “Home of Whopper”. Qui, invece, il nuovo bicchierone per le bibite.

Rebranding Burger King

Nuove anche le t-shirt del personale.

Rebranding Burger King

L’anteprima alla stampa

Rebranding Burger King

Prima dell’annuncio ufficiale su Twitter, Burger King ha presentato in anteprima le Satisfries ad un gruppo di giornalisti selezionati. Un gruppo di assaggiatori accreditati sono stati invitati in un lussuoso albergo di New York all’interno del quale campeggiavano enormi fotografie di patatine e ketchup. Dopo aver firmato una clausola di segretezza, i giornalisti si sono visti distribuire due porzioni di patatine: le nuove irresistibili Satisfries e una porzione di patatine McDonald’s.

Alexandra Sifferlin, giornalista del Time invitata alla presentazione, ha raccontato che, dal punto di vista del gusto, le nuove patatine light sono identiche a quelle classiche, ma che, rispetto ad esse, sono più croccanti e hanno una maggiore leggerezza. Il che sarebbe confermato anche dalla confezione, in cui si trovano pochissime tracce di olio.

Gusto, croccantezza e leggerezza sono stati ottenuti modificando gli ingredienti della pastella nella quale vengono cotte le patate, in modo che queste ultime assorbano meno grassi. Riserbo assoluto sull’ingrediente che avrebbe reso possibile la svolta. Alcuni ipotizzano si tratti di amidi modificati o di metilcellulosa. Le fonti ufficiali chiaramente tengono la bocca ben chiusa per preservare il segreto industriale.

Le critiche

La mossa di Burger King ha spiazzato molti fan della catena, confusi sul senso complessivo dell’operazione. Alcuni utenti di Twitter hanno avanzato l’ipotesi del bluff a scopo promozionale, ma l’account ufficiale si è lanciato subito nell’opera di convincimento:

Secondo molti osservatori, il rebranding di Burger King potrebbe rivelarsi una “totale perdita di tempo” e forse anche un danno di immagine. Molti, infatti, ricordano l’infelice cambio di nome di Pizza Hut, che nel 2008 divenne per un po’ Pasta Hut, in occasione dell’introduzione di un nuovo menu. La trovata generò soltanto confusione e i consumatori si divisero tra chi si accorse rapidamente della trovata pubblicitaria e chi, invece, reagì negativamente di fronte ad una scelta che riteneva insensata.

Su Business Insider Matti Leshem, CEO dell’agenzia di marketing Protagonista, parla apertamente di fallimento della strategia di promozione. Dove ha fallito la comunicazione potrebbe però arrivare la bontà del prodotto. La trovata, infatti, potrebbe giovare a Burger King nel lungo periodo se le nuove patatine light si dimostrassero davvero più gustose e sane di quelle offerte dai concorrenti. Può essere funzionale ad uno scopo, ma non è certamente la promozione più brillante che abbia mai visto – ha dichiarato Leshem al giornale online.

Erich Joachimsthaler, CEO e fondatore della società di consulenza strategica Vivaldi Partners Group, accusa invece Burger King di aver fatto un errore ancora più grave, cioè di aver sbagliato completamente il target. L’errore sarebbe stato quello di mirare ai Millennials che popolano i social media piuttosto che alla base tradizionale di consumo del fast food, cioè le famiglie e i bambini.

Secondo Joachimsthaler, “Fries King” è l’esempio perfetto di una campagna fatta per il gusto di fare qualcosa di creativo, senza pensare a come generare un effettivo aumento delle vendite. Ma in questo caso non si trattava di vincere un premio ai Cannes Lions, né di ideare chissà quale campagna rivoluzionaria sui social media: si trattava di fare una nuovo promessa ai consumatori basata sulla bontà del prodotto.

Comunque la si veda, da giorni il nome di Burger King rimbalza su Twitter da un profilo all’altro.

Voi che dite, la trovata vi ha fatto venire voglia di provare le nuove patatine?

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