Le strategie social di Obama. A lezione da Michael Slaby

Il capo dell'Integration & Innovation Officer delle campagne elettorali del presidente degli Stati Uniti spiega come i social aiutano a vincere.

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Nel processo elettorale il finanziamento da parte dei privati è essenziale. 690 milioni di dollari sono stati raccolti per la campagna elettorale di Obama“, spiega Michael Slaby, capo dell’Integration & Innovation Officer delle campagne elettorali del presidente degli Stati Uniti. “Tutti gli aspetti dell’organizzazione hanno una loro importanza dall’editorial e content planning al mobile, passando per i paid media, ma l’elemento digitale non è solo la ciliegina sulla torta. Deve essere ovunque, dal fundraising al social“.

Mentre in Italia si continua a dibattere sulla legittimità dei mezzi attraverso i quali i partiti finanziano le proprie spese, negli States, in maniera del tutto trasparente, dati alla mano, il supporto economico delle campagne politiche parte dal coinvolgimento attivo degli elettori.

Slaby racconta che durante la campagna elettorale di Obama per le presidenziali del 2012, circa 500 persone erano impegnate per raggiungerne altre centinaia di migliaia attraverso internet. E nonostante questo altre risorse sarebbero state necessarie per coprire tutto ciò che andava fatto fondamentalmente in tempo reale.

La lezione che Slaby ha tenuto a Bari il 25 settembre presso il Palazzo delle Poste, in realtà, indica delle linee guida e dei modelli di comunicazione perfettamente applicabili a strategie di mercato per raggiungere la fidelizzazione del cliente attraverso la tanto desiderata interazione spontanea.

Reduce barriers to entry

Una notevole opportunità offerta dai media digitali è l’eliminazione delle barriere fisiche, per coinvolgere davvero gli elettori con la call to action. Conversation monitoring, community growth, influencer outreach, message delivery sono le fasi che completano questo processo di coinvolgimento dal basso attraverso i social media.

Agilità: è questa la parola chiave per un rapporto bidirezionale con un’utenza attiva. A differenza dei modelli politici nostrani, sempre più estranei alla gente comune, in America i social media sono diventati un’opportunità per le persone di avvicinarsi al mondo della politica e un’opportunità per i partiti di coinvolgere le persone.

Cosa c’è nel futuro dei media secondo Michael Slaby

Ci sono delle modalità di accesso che 10 anni fa non si potevano neanche immaginare“. Nel futuro un concetto di amplificazione della realtà sicuramente ci sarà e già i google glasses ci stanno portando in questa direzione, distogliendoci dalla stratificazione di informazioni per portarci ad una realtà amplificata. Da un punto di vista individuale bisognerà sicuramente guardare a come cambieranno le norme sulle privacy e per questo è fondamentale un dibattito pubblico su questo tema.

I media tradizionali non scompariranno, ma sicuramente avranno un ruolo diverso e oggi i giornalisti stanno faticosamente affrontando la ricerca di questo loro nuovo ruolo. E questo impatta anche il fatto tecnico, poiché probabilmente si smetteranno di stampare giornali, un sistema molto lento per dare informazione. Lo scopo dei giornali ormai dovrebbe essere diverso, perché spesso le breaking news vengono date da persone che non sono neanche giornalisti. In un’epoca in cui tutti possono pubblicare contenuti bisogna invece affidarsi ad un metodo di selezione e verifica di questi contenuti e delle fonti.

In Italia i partiti sono social?

Guardando all’Italia, la vera novità del Movimento 5 Stelle non sta nell’uso di internet, che presto sarà d’obbligo per tutti, quanto nell’aver accettato il voto dei propri utenti come elemento decisivo della campagna“, afferma Slaby. Resta il fatto che nella mole di informazione da cui siamo travolti quotidianamente è compito di ogni elettore crearsi la propria idea, selezionare e scegliere.