TheQ Camera: oltre gli smartphone, molto più di una social camera

Waterproof, super compatta, connessa e molto altro: andiamo alla scoperta di TheQ Camera

TheQ Camera: oltre gli smartphone, molto più di una social camera

TheQ Camera è la prima macchina fotografica veramente social, che permette l’upload di foto sul web in maniera automatica.

Una social camera dal design cool e colorful, nata per riportare in primo piano il piacere di fotografare il proprio mondo da un obiettivo diverso da quelli degli smartphone. L’anima friendly strizza un po’ l’occhio alle Lomo, anche per la possibilità di messa a fuoco manuale.

Il team di TheQ ha da poco ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Site of the day” su Awwwards: all’interno della crew ci sono anche alcune menti creative italiane.

Abbiamo incontrato Joe Lesina, uno dei fondatori del progetto.

1 – Da quale idea nasce il progetto TheQ Camera?

Come tutte le migliori storie, anche quella di TheQ nasce in un bar. È la storia di tre ragazzi che senza alcuna esperienza in business si tuffano di testa nel mondo delle start-up con una semplice idea, basata su design e innovazione. La fotografia e le macchine fotografiche sono sempre state in un modo o nell’altro parte della nostra vita e una sera ci venne in mente la pazza idea di crearne una. Ovviamente la nostra conoscenza in produzione di fotocamere era inesistente ma credevamo nel potere delle idee: mettendo insieme le nostre competenze siamo riusciti a trasformare un’idea in un progetto, un progetto in un business.

2 – Quanto tempo ci è voluto per realizzarlo?

Da quella sera nel bar, il primo anno è stato dedicato a lavorare la notte nella cucina di casa mia montando presentazioni e business plans alla ricerca di Skype calls con potenziali investitori. In quel periodo lavoravo come art-director in un’agenzia pubblicitaria e i miei due soci (Andrea Arcari e Brandon Ricci) erano anche impiegati a tempo pieno, il tempo e la disponibilità quindi non erano dalla nostra parte.

Dopo un anno di duro lavoro riceviamo il primo finanziamento da una società in Svezia: ricevuto l’investimento ci siamo trasferiti ad Hong Kong dove ci è voluto un altro anno per aprire la compagnia, sviluppare il prodotto, il brand e tutti i servizi online.

3 – Per realizzare un progetto così ambizioso è necessario un team molto numeroso, con personalità diversificate e complementari tra loro. Da quante e quali persone è composto?

Il team era composto da 5 persone fino a sei mesi fa. Le nostre conoscenze in quanto founders si limitavano principalmente a creatività, design e organizzazione quindi, quando abbiamo aperto l’ufficio ad Hong Kong l’anno scorso, abbiamo assunto un CEO che fosse in grado di portare avanti il progetto a livello strategico e un Product Manager che sapesse sviluppare il prodotto. Ora contiamo su una ventina di persone tra sales, development, hardware, software, marketing e design sparsi per il mondo.

4 -TheQ Camera è una delle prime social cameras (insieme alla Samsung Galaxy Camera). Però il suo design cool e originale, la personalità friendly, la tecnologia social e la fascia di prezzo fanno sì che i suoi diretti competitors siano forse più gli smartphone che le tradizionali fotocamere. Cosa ne pensate? E in questo caso, cosa ha TheQ Camera di veramente distintivo nel mercato?

TheQ Camera vuole posizionarsi in un mercato dove la fotografia non è più professionale, in cui tutti possono essere fotografi del loro mondo, ed il nuovo media si trova online. Una rivoluzione creata da social media e per l’appunto dagli smartphones, ma TheQ vuole riportare il piacere della fotografia senza la distrazione del social networking.
TheQ Camera permette la presenza istantanea su tutti i social networks senza il coinvolgimento diretto, condividendo istantaneamente le foto attraverso un semplice tasto.

Oltre il concetto di prodotto “connesso” abbiamo pensato di inserire caratteristiche che generalmente nessuno smartphone si può permettere, tra cui un ecosistema di servizi online chiamati TheQ LAB, la resistenza all’acqua, il flash anulare tanto usato nella moda e una messa a fuoco manuale.

5 – Che cos’è The Q Lab? Una sorta di Instagram Q-centered?

Da non confondere con un “altro” social network, theQ LAB è un servizio web con il quale TheQ camera comunica tramite connessione 3G. TheQ non è solamente una fotocamera bensì un ecosistema di prodotti diversi all’interno dello stesso brand: con TheQ Camera infatti si ottiene accesso ad una serie di servizi online che completano il sistema.
TheQ LAB è da considerare come una memoria infinita della macchina fotografica, come un album virtuale privato e come un pannello di controllo
allo stesso tempo.

Le immagini vengono salvate direttamente su TheQ LAB, per non doverle mai scaricare attraverso un cavo o addirittura perderle. Il sistema è assolutamente privato, in modo da avere totale controllo e sicurezza sulle foto. Lo spazio è illimitato, per non doversi mai preoccupare di cartelle e memoria nei nostri computers. Inoltre, gran parte dei settings della fotocamera sono gestibili online tramite TheQ LAB, disponibile anche sotto forma di applicazione su App Store, per lasciare nelle mani dei consumatori quello che realmente conta al momento dello scatto: la fotografia.

6 – Come avete deciso di essere Hong Kong based?  Motivi legati al business, alla tecnologia o al design?

Hong Kong è oggi il canale perfetto tra business e tecnologia, la sua vicinanza con la Cina permette il contatto diretto con la produzione mentre il suo volto internazionale agevola i rapporti con partners e potenziali contatti. In una sorta di pittoresca città del futuro dove tutto è possibile, Hong Kong ha gli strumenti giusti per trasformare le parole in fatti.

7 – Il cuore del progetto è italiano anche se il team è assolutamente multiculturale. Quanto c’è di made in Italy nella Q Camera?

Il team è assolutamente multiculturale, abbiamo sedi a Hong Kong, Copenhagen e Stoccolma e tutti insieme ricopriamo 10 paesi diversi in quasi tutti i continenti, per questo motivo ci tengo a specificare che il cuore del progetto non è italiano. L’Italia nel progetto gioca un ruolo semplicemente geografico in quanto al momento dell’idea noi founders ci trovavamo li, ma l’approccio nel design, le strategie di marketing e soprattutto la tipologia di business è tutt’altro che italiana.

Ci piace infatti definire il progetto come “made in Sweden” per l’influenza che questo paese ha avuto, in ambito creativo e ovviamente finanziario.

E voi amici ninja, la provereste?

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Scritto da

Gabriella De Stefano

Copywriter

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono ... continua

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