Instabank: usa Facebook e Foursquare per saldare i conti con gli amici

Un mobile payment made in Russia che utilizza i dati di Facebook e Foursquare per le transazioni di tutti i giorni

La maggior parte delle principali banche hanno già lanciato le proprie applicazioni per smartphone per offrire ai clienti un accesso semplice ai loro conti.
Dalla Russia arriva un servizio che utilizza i dati di Facebook e Foursquare per rendere le transazioni più social e più virali.
Basta scaricare una app per iOS ed il vostro profilo viene associato ad una MasterCard virtuale, che può essere caricata e usata per effettuare transazioni online.
Collegando i loro account di Facebook, gli utenti possono inviare denaro direttamente agli amici, scegliendo destinatario e importo.

Si può anche inviare un messaggio o un immagine insieme al pagamento per far loro sapere in modo originale la causale di questa transazione.
L’applicazione consente inoltre agli utenti di raccogliere le quote da parte degli amici per un regalo comune oppure pagare un conto suddiviso tra tutti i partecipanti.
Tutte le attività finanziarie possono essere visualizzate in forma di infografica per fornire ai clienti statistiche utili sui loro redditi e spese relative, e grazie all’integrazione con Foursquare sarà possibile effettuare pagamenti in modalità wireless presso attività commerciali convenzionate.

Ma qual è il team che c’è dietro Instabank?

Roman Potemkin, Dmitry Feofanov e Valentin Kravtsov si portano in dote una ricca esperienza per un tipo di progetto del genere.
Kravtsov ha lavorato come ingegnere del software di Google e presso Haifa Research Lab di IBM.
Potemkin e Feofanov hanno avuto esperienze di lavoro con banche del calibro di Banca TCS, Home Credit Bank, UniCredit Bank e Nomos Bank.
Instabank ha già chiuso un round di investimenti con Life.SREDA, il fondo di venture capital del Financial Group Life (che rappresenta ben otto banche russe).

Sia chiaro, Instabank non è un sostituto delle banche tradizionali e per conquistare una fetta rilevante del mercato mondiale dovrà superare enormi potenziali problemi legati alla privacy e problemi di sicurezza sia percepita che reale.
Lo shopping online è in piena espansione e gli analisti prevedono che entro il 2016 sul pianeta ci saranno più smartphone che persone, ma queste stesse persone saranno clienti disponibili a fidarsi di un marchio bancario che non fa parte dell’establishment consolidato a cui tutti quanti ci affidiamo tutti i giorni?

Scritto da

Mauro D'Amico

Laureato in Marketing e Comunicazione d'Impresa a La Sapienza con una tesi sul rapporto tra Globalizzazione e Sostenibilità, lavora attualmente nel settore dell'Information ... continua

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