Il futuro dello streaming musicale secondo Laura Mirabella di Deezer [JACKNROLL]

Una piattaforma di dimensioni mondiali, con 30 milioni di utenti in 180 paesi. Cosa Deezer ci rivela sul mondo dello streaming musicale.

Jack ‘n Roll back in action dopo la pausa estiva, e per dare un tono alla rubrica iniziamo la stagione con un’intervista ad una persona che di web e musica ne capisce davvero tanto, mica come me che in realtà volevo scrivere di cake design su giallozafferano ma non mi hanno preso.

Vi presento Laura Mirabella, Country Manager Italia di DEEZER, il primo servizio di streaming musicale di dimensioni mondiali, con oltre 26 milioni di utenti in 180 paesi.

Laura è stata così gentile da rispondere a qualche domanda sul presente e futuro del mercato della musica on-line.

Prima di questo importante incarico da Deezer sei stata responsabile dell’area musica di Telecom Italia e hai seguito tra le altre cose il lancio di Cubomusica, possiamo dire di avere di fronte una dei massimi esperti italiani di web e musica, a questo punto la prima domanda è: l’industria musicale ha finalmente trovato in progetti come Deezer il modo per ritrovare la propria strada nell’era post-Napster?

Ti ringrazio! Devo ammettere che, in ritardo rispetto ad altri paesi nel mondo, in Italia – ad oggi – l’industria musicale si trova ancora in un periodo di grande transizione.

I servizi di streaming sono la grande promessa per il futuro, ma l’attività di education del mercato all’utilizzo della musica secondo questo nuovo paradigma non è ancora concluso, anzi, abbiamo ancora molto da fare.

La strada è tracciata, ma il lavoro per percorrerla deve essere duplice, da un lato ci deve essere un interessamento maggiore da parte delle istituzioni per una più stretta regolamentazione relativa alla pirateria, dall’altro ci sono le nuove piattaforme – come Deezer – che, facendo leva sull’esperienza dei mercati esteri più maturi in cui operano, avvicinano e guidano i clienti all’utilizzo di forme di fruizione innovative.

Il Digital Music Report del 2012, il rendiconto dell’andamento del mercato della musica in ambiente digital, cominciava con “l’ottimismo è giustificato, l’autocompiacimento è da evitare” che suonava un’po’ come un “la strada è quella giusta, rimbocchiamoci la maniche e andiamo avanti così”. Come è andato questo 2013 per il Digital Music Market in generale, e in particolare per Deezer?

Il 2013 per Deezer sta mantenendo le attese, essendo l’anno in cui Deezer mette a frutto l’esplosiva espansione mondiale (siamo presenti in 182 paesi) che ha attraversato nei due anni precedenti.

I risultati hanno dato ragione a questa visione, la quota parte internazionale ha visto crescere notevolmente – soprattutto negli ultimi mesi – la sua rilevanza in termini di contributo alle revenue e ai valumi in generale.

Il modello di Deezer prevede, dal punto di vista dell’utente, di sostituire l’accesso al possesso del contenuto, come è il feedback da parte delle diverse generazioni, pre e post web, a questo importante cambiamento?

Il modello streaming richiede effettivamente un passaggio “culturale” dal possesso all’accesso. Per questo l’education di cui parlavo prima è così importante. L’innovazione tecnologica è uno strumento potentissimo se si riesce a metterla a disposizione del grande pubblico in modo semplice.

Questo è quello che proponiamo di fare ogni giorno in Deezer, renderlo un servizio semplice con un’offerta di musica accattivante e sempre aggiornata. Raggiunto questo obiettivo, non ci sono limiti di età per imparare ad utilizzare la musica in streaming e portarla sempre con se.

Secondo Nielsen gli utenti italiani sopra i 16 anni  che usano uno smartphone sono pari a quelli inglesi, un dato immagino rassicurante dato che l’UK è da sempre un benchmark di riferimento per il mercato della musica digitale. Questo vuol dire che grazie al mobile il mercato italiano può superare i propri limiti strutturali? E quanto è importante il mobile per Deezer?

Questa domanda è molto appropriata. L’utilizzo in mobilità del servizio è una feature chiave per costruire un’esperienza realmente soddisfacente per il cliente. L’accesso in mobilità è una fetta importante nei nostri dati di utilizzo, così come è un elemento importante per il tasso di conversione, in altre parole, il poter ascoltare tutta la musica che si vuole sullo smartphone rappresenta un elemento molto rilevante nella scelta di abbonarsi al servizio.

In Italia, paese in cui lo smartphone ha una penetrazione particolarmente alta rispetto ad altri strumenti tecnologici, questo è ancora più vero.

Quale tipo di musica funziona di più su Deezer? C’è spazio anche per generi come classica e jazz, o è il regno di rock e hip hop?

I dati di utilizzo di Deezer non finiscono mai di stupirci, c’è infatti spazio per i generi più disparati, sia quelli mainstream che quelli più di nicchia, negli ultimi tempi il genere RAP, ma nche l’HIP HOP a cui fai riferimento tu, godono di un grande seguito e questo si rispecchia nella nostra classifica, dove sono sempre presenti anche dei grandi classici della musica italiana.

Generi più complessi come la classica ed il jazz sono i nostri punti di forza in termini di ampiezza del catalogo, quindi siamo noi stessi che ci lavoriamo per proporli ai nostri clienti e con ottimi risultati, un catalogo così ampio richiede necessariamente una gestione attenta e quotidiana dei contenuti proposti ai clienti, per guidarli nella scoperta di nuova musica oltre a rispecchiarne i gusti con la giusta logica di raccomandazione.

In che cosa Deezer è meglio di Spotify?

Deezer è l’unico servizio di streaming che ha un’estensione mondiale, con il più ricco catalogo di brani grazie proprio agli accordi stipulati con le label indipendenti dei 182 paesi in cui opera.

La filosofia di Deezer è Glocal, nonostante il cospicuo numero di paesi in cui fa business, l’attenzione agli usi, costumi e tradizioni dei paesi in cui opera è altissima, per questo motivo anche la nostra offerta editoriale è ritagliata sul paese, con un editor locale che la cura quotidianamente, inoltre, le nostre attività di offerta e partnership si distinguono da un paese all’altro, a questo proposito, noi sviluppiamo soluzioni “tailor made” per i nostri partner.

Nel 2012 Deezer ha aperto le API agli sviluppatori, cosa significa questo per voi e quali progetti interessanti puoi segnalarci?

Il sistema di Open API è uno strumento molto importante per Deezer, perchè consente di ampliare le possibilità di partnership e di integrazione del nostro catalogo.

La possibilità di embeddare nel sito del partner il player Deezer con la musica selezionata dal nostro catalogo, ad es., ha avuto grande interesse in Italia, citerei primo tra tutti il caso di Vanity Fair, che ha lanciato la sua Radio Vanity attraverso il nostro sistema di API, ma le idee per giocare o costruire un servizio con la musica possono essere infinite, lo provano le tante app che nostri partner hanno sviluppato e che sono disponibili sullo store del nostro sito, l’App Studio.

Ne abbiamo avuto, infine, ulteriore conferma all’Hack Italy, primo Hackaton italiano a cui abbiamo partecipato, dove gli sviluppatori hanno creato in pochi giorni app originalissime, come la sveglia a distanza, presenteremo le più curiose agli MTV Digital Days.

Cos’è Deezer4Artists e cosa significa per gli utenti finali?

Deezer4artist è lo strumento che consente agli artisti e alla case discografiche di gestire un proprio spazio con cui entrare in diretto contatto con i fan, pubblicando i propri contenuti, siano essi brani presenti su catalogo o file esterni, ma non è tutto, la vera caratteristica chiave di Deezer4Artist è quella di avere a disposizione dell’artista gli analytics della propria pagina, così da poter misurare autonomamente quali brani sono stati ascoltati e in che misura, in altre parole quali contenuti sono piaciuti ai proprio fan.

Jack ‘n Roll