Lavorare al Google Campus fornisce ottimi argomenti per le cene [GUEST POST]

Un ninja guest ci racconta cosa accade tra le mura londinesi del Google Campus. Seguite la rubrica per scoprirne di più!

Di Francesco Buonaurio – Audience Development Manager presso BuzzMyVideos.

 

Lavoro al Google Campus di Londra, ma non per Google, anche se Google ha un ruolo fondamentale in quel che faccio…

Quando mi chiedono di cosa mi occupo esordisco in questo modo, sperando che nominare Big G possa catturare l’interesse all’inizio e possa aiutarmi a tenere l’attenzione alta, un po’ come si fa per un video su Youtube.

Al Google Campus, l’incubatore di start-up/co-working space di Google, ci lavoro veramente, ma per BuzzMyVideos Ltd, una startup appunto, che si occupa di “potenziare creativi e talentuosi creatori di contenuti […] con cui generare delle revenues attraverso Youtube ed altri canali”.

Da qui il sermone che di solito inizia con frase del tipo: “in origine c’è Youtube…” ed altre menate di un certo livello.

Volendo descrivere le ragioni del business in poche parole, si tratta di un Network di Youtube, e si occupa di aggregare e gestire dei canali che decidono di farne parte, e di mettere in piedi con essi progetti, strategie, cooperazioni ed ogni cosa che la fantasia possa suggerire con lo scopo di far crescere l’audience dei canali stessi.

Ed è un settore questo nuovissimo, nato in conseguenza del ‘partnership programme’ lanciato da Youtube nel 2006, attraverso cui chi ha un canale, raggiunta una certa audience, può decidere di lasciare che Youtube piazzi della pubblicità sui propri video dividendo con i publishers gli introiti derivanti dalla pubblicità.

Più un canale è conosciuto e più i video al suo interno vengono visti; più i video vengono visti più introiti producono in termini di entrate pubblicitarie. Io sono l’omino che si gratta il cervello a trovare modi per far crescere i canali. E sappiate che dietro ogni grande canale Youtube c’è un omino come me!

Il tutto avviene, nel mio caso, all’interno di questo Campus, che è una sorta di accademia dei pugni per nerd, in cui oltre a lavorare tutti in un grande open space con gente che lavora in chissà quale azienda, le persone ogni tanto camminano scalze, ed usano fermarsi from time to time in cucina, che si trova nello stesso ambiente in cui lavori, in cui c’è un frigo pieno zeppo di cibo. Gratis.

Ecco perché non compro latte, semplicemente arrivo presto la mattina a lavoro, e mentre accendo il Mac (trovare un pc in questo ambiente è dura), mangio il mio latte e cereali.

C’è spesso una musica di sottofondo: ultimamente vanno forte i SigurRos. E stando alla mia esperienza iniziare la giornata lavorativa con latte e cereali mentre si ascolta Vaka è un bell’incentivo.

Tornando a quando cerco di spiegare di cosa mi occupo a gente nuova, a chiosa arriva il solito primo micidiale feedback da parte dell’interlocutore in questione: “quindi guardi video su Youtube tutto il giorno. Bellissimo, in pratica non fai un c****!”.

E a poco valgono i vari tentativi di render più nobile la mia occupazione con argomentazioni quali: “In realtà ne devi sapere un po’ di web marketing; devi conoscere dinamiche tipiche del mondo di Youtube, ma senza perdere di vista ciò che succede nella società; perché Youtube in quanto new media anch’esso non fa che rifletterla [la società, n.d.r.].”

E comunque è vero che Gangnam Style ha superato da un pezzo il miliardo di visualizzazioni, ma Justin Bieber e Rihanna non scherzano, senza parlare del successo di Pulcino Pio in lingua spagnola (più di 240 milioni di views). L’ultimo periodo non ha molto a che fare con il resto, ma oltre ad esser parte di quel che faccio per vivere, indicizza!

Alla prossima!