Public Speaking: con Alberto Castelvecchi impara a comunicare chi sei e quanto vali!

Quali sono le tecniche da adottare per farti ascoltare ed amare dal tuo pubblico?

Ormai manca poco, i prossimi 27 e 28 settembre Ninja Academy vi accompagnerà in un percorso di crescita personale e professionale in Public Speaking & Personal Branding,  per imparare a comunicare chi sei e quanto vali,  sulle piattaforme online e nei contesti live.

Attraverso le due giornate full immersion del Corso in Aula in Personal Branding & Public Speaking, insieme ad Alberto Castelvecchi [linguista, editore e già Public Speaking Trainer presso LUISS Business School] e Luigi Centenaro [Personal Branding Strategist e fondatore di personalbranding.it], imparerai a costruire un’efficace immagine professionale sul web e a saper comunicare al pubblico nei contesti offline.

Ho avuto il piacere di confrontarmi con Alberto Castelvecchi, docente della lezione in Public Speaking, che mi ha dato qualche anticipazione sui temi che affronterà nella sua giornata ed ha risposto alle mie curiosità riguardo l’arte oratoria.

Lascio a voi il piacere di leggere la nostra intervista, ricordandovi che lo  SCONTO EARLY BOOKING  è valido entro OGGI 16 settembre!  Affrettatevi, ci sono ancora pochi posti disponibili!

Se avete partecipato ai corsi Academy, non dimenticate di dare un’occhiata all’interno della vostra area utente, per verificare i vostri sconti guerriero e bonus Ninja. E se siete una squadra, ci sono scontistiche di gruppo tutte da scoprire!

Buona lettura 😉

Ciao Alberto! Riusciresti a darci qualche anticipazione sugli argomenti che illustrerai nella tua giornata di corso?

Il metodo che applicheremo “smonta” i luoghi comuni triti e ritriti sulla comunicazione. Quindi: non esiste IL Public Speaking, ma esistono I public speaker. Le persone sono belle perché sono diverse. Ognuno ha una sua faccia e una sua storia. Un po’ come gli allenatori sportivi, io lavoro con l’atleta che ho. Anzi, visto che siamo tra Ninja, diciamo così: i più grandi artisti marziali sono quelli che hanno esplorato sé stessi in profondità. Hanno vinto “dentro” prima di vincere “fuori”. E non bisogna iscriversi a questo corso pensando che abbiamo qualcosa di “sbagliato” o “rotto” da aggiustare. Quando si sentono accolti e rispettati in questo modo, tutti i miei clienti riescono a dare il meglio.

 

Grazie mille, Alberto. Sono perfettamente d’accordo con te, la nostra unicità è la nostra forza, e dobbiamo conoscerci a fondo per poter emergere. Ci potresti dare qualche chicca sulle case history che illustrerai?

Ad esempio: come è possibile essere grandi comunicatori anche se si è timidi in partenza: il caso del Premier britannico David Cameron. Come è possibile essere bravi parlando lo stretto necessario: l’esempio di José Mourinho. Come si fa a non inimicarsi i media in conferenza stampa: e qui gli esempi (negativi) si sprecano.

 

Entrando nei dettagli del corso: con quali esercizi pratici impegnerai i nostri Ninja?

Faccio il docente, spesso, per grandi manager, politici e imprenditori. Ma mi sento veramente indifeso e “messo a nudo” quando mi guarda un bambino di 6 mesi. Quindi faremo esercizi di empatia visiva basati sullo sguardo dei bambini. Poi respirazione diaframmatica ispirata al Qi Gong cinese. Per la gestualità applicheremo un metodo di contatto “dolce” ispirato al modo in cui le mamme-delfino addestrano i loro cuccioli a muoversi sinuosamente. Per i contenuti, un nuovo modo di trattare i numeri ispirato a Steve Jobs e un piccolo breviario di comunicazione assertiva.

Hai citato Steve Jobs. Cosa possiamo imparare (ed applicare nelle nostre realtà quotidiane dai leader moderni come lui e Barack Obama e dai grandi dell’oratoria classica come Cicerone e Quintiliano?

Essere sé stessi è la chiave per comunicare bene. Tutti i grandi che mi hai citato puntavano a un modello integrale di persona attiva e realizzata. Il famoso proverbio latino “Vir bonus, dicendi peritus” di solito viene tradotto come “Un uomo valente, bravo a parlare”. Invece vuol dire “Se vuoi essere bravo a comunicare, devi essere una persona vera”.


Rendere un discorso memorabile: qual è la formula per risuonare empaticamente con il pubblico?

Toccare le emozioni in modo sincero, senza essere “fake”. Avere chiaro che il punto di vista del pubblico conta molto più dello speaker. Non amo i corsi per essere “vincenti” a tutti i costi. Il 100% del consenso grazie a Dio non esiste per nessuna merce e nessun prodotto. Però è importante che il pubblico pensi che sei una persona in gamba anche se non è d’accordo con te in tutto e per tutto.

Parliamo di carisma: è una qualità innata o si può sviluppare con un training ad hoc?

Demostene [ uno dei più grandi oratori della Grecia classica, n.d.r.], era bruttino, soffriva di balbuzie, e pare parlasse con la “zeppola”. Si allenò alla respirazione con bravi maestri, e pare che si esercitasse a declamare da solo davanti al mare in tempesta. Studiava e preparava meticolosamente ogni discorso. E divenne uno dei più grandi oratori di tutti i tempi.

Ultima domanda per te. Come affrontare la “paura da palcoscenico”? Puoi anticiparci qualche consiglio pratico?

La paura da palco è paura del giudizio degli altri. È il nostro “critico interiore” che ci fa degli scherzi e tenta di sabotarci. Ma non bisogna pensare di “tenere sotto controllo” le emozioni (prima o poi tutti i tappi di pentola saltano, se la pressione è troppo forte). Le emozioni vanno contattate e ascoltate, lasciate defluire e trasformate. Poi si lavora sulla respirazione, e si fa training autogeno su visualizzazioni positive. Questo ci porta a vedere negli altri non una minaccia, ma un gruppo di potenziali “amici” e “fratelli”. È il segreto di un ragazzo di Nazareth che si chiamava Gesù e che  (anche a prescindere  dalla religione) come comunicatore non era poi così male…

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