Quando 140 caratteri sono pochi: Medium, la nuova creazione di un cofondatore di Twitter

Da Ev Williams una piattaforma per pubblicare dall'aspetto minimale, ma che offre tutto lo spazio ed il tempo necessari.

 

A qualcuno, la brevità di Twitter non piace e tra queste persone troviamo, ebbene sì, anche uno degli stessi fondatori di Twitter: Ev Williams, una delle menti che ha contribuito alla nascita di Twitter dieci anni fa, che oggi ha deciso di tentare un nuovo esperimento volto ad offrire creazione e fruizione più complete, ma altrettanto semplici.

Così è nato Medium, una piattaforma per pubblicare storie (e notizie).

Per farci un’idea più precisa di cos’è Medium usiamo le parole del suo creatore:

“A new place on the Internet where people share ideas and stories that are longer than 140 characters and not just for friends. […] Designed for little stories that make your day better and manifestos that change the world. […] It helps you find the right audience for whatever you have to say.”

“Un posto nuovo nella rete in cui le persone condividono idee e storie che sono più lunghe di 140 caratteri e non solo per amici. […] Progettato per piccole storie che rendono la giornata migliore e manifesti che cambiano il mondo […] Ti aiuta a trovare il giusto pubblico per tutto ciò che hai da dire”

Su Medium i contenuti hanno il tempo e lo spazio per essere pensati ed esposti e sono immersi in un’interfaccia che valorizza il contenuto al massimo. Questi vengono poi catalogati non in base all’autore, ma suddivisi in categorie ben precise. Ci possono essere le notizie, i racconti, i consigli e anche un po’ di Speaker Corner d’opinione.

Per valorizzarli adeguatamente se ne misurerà l’apprezzamento e la condivisione, che faranno anche da garanti alla qualità del contenuto (oltre ad un team di editor).

La piattaforma dimostra la sua innovazione con funzioni speciali: è già possibile commentare diversi paragrafi del post, al posto dell’entry intera come si è limitati a fare su praticamente tutti i blog.

Inoltre gli sviluppatori – dislocati in due uffici, uno a Los Angeles e uno a New York – stanno già progettando nuove funzioni come la possibilità di far contribuire più persone ad un post, un po’ come si può già fare con Google Docs.

I limiti di Medium si iniziano ad intravedere quando si considera la monetizzazione del sistema. Vista la volontà dei creatori di offrire contenuti e articoli di qualità, ci si chiede come si farà ad incentivare gli autori che faranno più traffico a continuare a scrivere. Nell’interfaccia non dovranno tassativamente essere presenti banner, quindi al momento l’unica soluzione sembra essere la richiesta di una sottoscrizione a pagamento per tenere ben oliato il sistema e per retribuire gli autori di talento.

Come andrà Medium? Si rivelerà un competitor di Twitter (pur con specifiche di sviluppo content differenti) altrettanto travolgente?

Al momento, per potersi scrivere, bisogna mettersi in lista d’attesa. Vedremo le mosse di Ev Williams quanto spalancherà i battenti a tutti.

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