National Geographic: camere robot per filmati naturalistici da 30 e lode

L'evoluzione della tecnologia permette di studiare la natura e le sue meraviglie senza rischi

National Geographic: camere robot per filmati naturalistici da 30 e lode

Belli i documentari del National Geographic, vero? Col tempo, gli amanti dei documentari naturalistici hanno saputo apprezzare la qualità dei servizi, la profondità con cui sono affrontate le tematiche e, non ultimo, le eccellenti riprese, spesso una spanna sopra la concorrenza.
Negli ultimi anni l’evoluzione della tecnologia ha permesso all’istituto di Washington di utilizzare camere-robot ad altezza animale per produrre filmati ancora più ravvicinati, quindi più intensi ed emozionanti.

“Gli animali odiano essere guardati dall’alto verso il basso” dice Michael Nichols, fotografo che ha passato anni a studiare i leoni in Tanzania. “Non sopportavo di fotografarli così, mi faceva star male. Così abbiamo usato un robot a livello del terreno, un mini tank controllato a distanza”.

Il drone di cui parla è stato creato dalla SuperDroid Robots, con sede in Carolina, specializzata nella creazione di robot per il disinnesco delle bombe. Contemporaneamente, il drone MikroKopter, costruito in Germania, scattava foto dal cielo, per avere un quadro completo della scena senza l’utilizzo di elicotteri; intanto Nichols con un collaboratore stazionavano in una Land Rover nelle vicinanze.

Non sono mancati i tentativi infruttuosi e i fallimenti – come aver scambiato una pila di rocce per un branco di zebre -, ma alla fine i risultati sono stati incoraggianti. I leoni sono apparsi dapprima un po’ spaventati, poi divertiti, infine, dopo pochi altri esperimenti, tranquilli tanto da dormire insieme ai droni. In ogni caso, il robot non è mai stato percepito come una reale minaccia.

I droni, inoltre, abbassano sensibilmente il rischio di infortuni per fotografi e cameramen: nel caso di un attacco, un conto è perdere un attrezzo meccanico, un altro è perdere la gamba…

Insomma, i robot hanno permesso di ottenere informazioni preziose senza mettere a repentaglio la sicurezza umana e senza disturbare eccessivamente gli animali. Come dice giustamente Kathy Moran, photo editor dell’istituto: “Il nostro obiettivo era sfatare i miti a proposito dei leoni, mostrare come i leoni vivono e cosa significa per la gente vivere con i leoni”.

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Scritto da

Ivano Steri

Web content writer, amo la letteratura fantasy, l'Inter e la scrittura a 360°. Nei miei interessi rientrano la musica indie, i documentari, l'universo digitale, i videogiochi, ... continua

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