I brand festeggiano la nascita del Royal Baby

Considerazioni su come i brand globali si siano mossi sui social media per accogliere il piccolo Principe di Cambridge

Il Regno Unito si è letteralmente fermato. Da Vauxhall si osservava il London Eye colorato a festa, mentre in Canary Wharf e Wapping si lavorava incessantemente per riportare la notizia ai quattro angoli della terra.

Il Royal Baby è nato ed è maschio. I sudditi di Her Majesty hanno così modo di refrigerare le loro menti e superare un’estate che da quelle parti non era così calda dal 1976. L’anno scorso le Olimpiadi, quest’anno il piccolo principe di Cambridge. Sia benedetto.

Dovranno cambiare l’inno al maschile e meno musicale “King” per tre generazioni di monarchi. Poverini. Questa era stata la prima cosa che ho pensato. La seconda è stata osservare come aziende britanniche e di tutto il mondo hanno provato ad intercettare la notizia e riportare contenuti sui social media che creassero engagement.

Newsjacking

La prima considerazione da dover fare è che il cosiddetto newsjacking dovrebbe essere compiuto quando la breaking news è appena stata “sfornata” e non è ancora nella fase di picco. Da quel momento in poi, così come viene presentato nel grafico, l’interesse del pubblico scema e il content perde efficacia.

Questo è il motivo principale per il quale le aziende non sono riuscite a creare contenuti virali per l’occasione. Fatta eccezione per qualcuno, banalità a iosa.

Magnum

Starbucks

Coca-Cola

La stessa Coca-Cola poteva fare di meglio. D’accordo insistere sulla, a mio avviso, geniale democratizzazione del sacro logo. Tuttavia un po’ più di creatività sarebbe stata ben accetta.

Oreo

Oreo, laureata all’Università del Super Bowl in newsjacking, pubblica istantaneamente questa immagine che su Twitter ha superato i 700 retweet. Il pay-off “Long Live The Creme” che richiama un verso dell’inno britannico è assai catchy.

P&G

P&G la fa grossa e con Charmin, il suo brand leader nella carta igienica, compie un’opera di lesa maestà giocando con una toilette/trono d’oro ed il Royal Baby. A noi fa tanto ridere. Per molti utenti (non solo inglesi) la loro è una “repulsive ad strategy”.


La stessa azienda riesce, invece, a veicolare un bel messaggio con un altro dei suoi brand. Pampers lancia un video ancor prima della nascita del pargolo di Buckingham Palace in cui dichiara che qualsiasi bimbo nato nel mondo è un principe o una principessa. L’operazione si conclude con un invito a condividere su Facebook foto di tutti i Royal Baby del mondo.

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Carling

Carling gioca in casa poiché è una delle birre più bevute dagli inglesi. Il video creato per l’occasione è divertente e riesce ad incollare la tipica ironia anglosassone alla marca. Un bottino di 150mila views in meno di 24 ore consacra la loro mossa.

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The Sun

Chi ha indovinato la combinazione della cassaforte è proprio una testata giornalistica. The Sun dimostra tutto il suo british-DNA e cambia per un giorno il suo nome in The Son. A momenti mi veniva quasi voglia di leggere un loro articolo. Ora si aspetta solo che Il Foglio di Giuliano Ferrara cambi nome ne Il Figlio. Win!

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