Emergenza gioco d'azzardo: gli effetti economici e sociali

Il beneficio netto per lo Stato non è così positivo, mentre per i giocatori più accaniti il risultato è solo dipendenza e miseria

E’ inutile negarlo, gli Italiani hanno sempre avuto un buon rapporto con il gioco d’azzardo e con il rischio in generale, siamo un popolo di grandi giocatori.
Lo confermano i numeri del volume di gioco, che secondo il report Azzardopoli dell’associazione Libera, ammonta a circa 90 miliardi di euro facendo del gioco d’azzardo la terza industria nazionale e che rappresenta il 4% del PIL.

Fin qui apparentemente non c’è nulla di strano, si tratta di un fenomeno legale gestito direttamente dallo Stato per mezzo di autorizzazioni concesse ai privati.
I problemi sorgono nel momento in cui si analizza il fenomeno più approfonditamente perché si scopre che sono ormai in crescita esponenziale i casi di famiglie distrutte dai debiti di gioco procurati da padri, madri o figli che sono caduti nella morsa delle slot machine.

Ludopatia e costi sanitari

Per quanto le pubblicità recitino lo slogan scarica coscienza “Gioca responsabilmente” nella realtà si sta diffondendo questa grave forma di dipendenza da gioco chiamata ludopatia che richiede delle cure specialistiche per aiutare i soggetti che ne sono colpiti.
E proprio qui si apre un altro capitolo, quello della spesa sanitaria per curare queste persone.

Il dossier Azzardopoli quantifica in circa 6 miliardi di euro i costi sociali e sanitari che il gioco d’azzardo patologico comporta per la collettività, una cifra enorme! Pensate che per evitare l’aumento dell’IVA al 23% lo Stato ha bisogno di 2 miliardi.
Inoltre se li rapportiamo al gettito statale previsto nel 2012 per il gioco d’azzardo, pari a circa 8 miliardi, ci rendiamo conto come in fondo questo affare non sia poi così conveniente, senza contare l’evasione fiscale fortissima in questo settore.

Il coinvolgimento della criminalità organizzata

Al vertiginoso aumento del volume di gioco negli anni non è corrisposto un aumento delle entrate fiscali passate dal 29% del fatturato nel 2004 all’8% del 2012.

Di converso oltre 41 clan della criminalità organizzata sono attivi nel business che gli ha reso nel 2012 ben 15 miliardi di euro!

Quali possibili soluzioni?

A fronte di un quadro così allarmante, quali misure attendersi per tentare di attenuare gli effetti economici e sociali di questo business?
Certamente il proibizionismo non è la strada giusta, mentre potrebbe avere senso regolamentare il fenomeno con una serie di misure per controllare ad esempio l’accesso dei minori alle sale slot; per impedire che i dispositivi vengano scollegati dalla rete telematica generando evasione fiscale; evitando che le sale slot fioriscano a pochi metri dalle scuole e tutta un’altra serie di iniziative tese a rendere meno selvaggia la diffusione del fenomeno, sperando che il “Gioca responsabilmente” non resti un semplice slogan scarica coscienza.

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