Instagram video: nuove emozioni per i brand e la community

La nuova feature di Instagram aumenta le possibilità di creare legami emozionali tra brand e community

Qualche giorno fa abbiamo dato l’annuncio che molti instagramers attendevano dall’uscita di Vine; che Instagram desse agli utenti la possibilità di condividere anche brevi video per raccontare in maniera dinamica le proprie emozioni.

Alcuni, più creativi di altri (o forse solo più stanchi di aspettare?) hanno utilizzato i loro scatti instagrammati per creare – con l’ausilio di prodotti terzi, come videoeditor, per esempio – dei video. Un esempio è la instagramer Rebecca Davis che per un anno ha fotografato i pendolari della metropolitana di New York, montando un piccolo capolavoro chiamato Commuters: 2012.

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Solo nei primi giorni di attività si parla di oltre 5 milioni di video caricati sulla piattaforma. Un vero e proprio boom che fa riflettere sulle possibilità di storytelling e di content curation per i brand che già sono operativi su Instagram e sulle nuove forme di relazione che si sviluppano con la community che, in maniera molto simile a quella di Tumblr, crea legami emotivi più forti rispetto ad altri social.

Filtri emozionali

Il founder di Instagram – Kevin Systrom – sembra particolarmente soddisfatto dei suoi nuovi 13 filtri per la versione video. Un po’ come “dimmi che filtro usi e ti dirò chi sei” i filtri restituirebbero a chi fruisce il video un’emozione.

Sembrerebbe, infatti, che ogni filtro (a cominciare dal naming) si riferisca ad un luogo o ad un “momento” in grado di evocare delle sensazioni. L’ottica con cui sono stati introdotti i video sulla piattaforma è proprio quella di “catturare i momenti e condividerli con gli altri”.

Semplicità, bellezza e velocità

Perché funziona ancora meglio, Instagram? Semplicemente perché non è cambiata, bensì migliorata.

Tutto è come prima, ma più di prima c’è la possibilità di registrare e condividere momenti ed eventi con gli altri facendo semplicemente tap sul nostro smartphone e registrare.

Migliorare l’immagine, far sembrare tutto più bello, modificare i video attraverso i 13 filtri che la piattaforma ci mette a disposizione è semplice e fa venire voglia anche ai più timidi di cimentarsi con la videocamera ed aggiungere una copertina selezionandola dai frame del video stesso.

Infine, la velocità: l’upload dei video è veloce (più o meno, il caricamento dipende dal numero di secondi registrati) come quando carichiamo su Instagram le nostre foto dei nostri momenti preferiti.

Legare con la community raccontadosi

Il concetto di community, con l’integrazione dei video, diventa ancora più forte: condividi, emoziona, mostra, racconta con e per gli altri. Ma non solo: Instagram vuole vedere gli utenti, far parte della loro vita, “aspetta con ansia” le vostre storie ed i vostri momenti.

E’ qui che i brand possono cominciare ad integrare la propria strategia di comunicazione, rendere la loro brand story ancora più viva, vera ed efficace e creare un maggior legame emotivo con gli utenti, raccontadosi attraverso brevi video.

Il dietro le quinte, il making of dei prodotti, la vita dei dipendenti, la storia e la vita di tutti i giorni del brand ha un grande appeal sulla community che si sente partecipe di quel flusso di immagini e ne quasi riconosce l’odore di biscotti appena sfornati se ne vede realizzare una teglia.

I primi a rompere il ghiaccio con la nuova funzione a raccontare qualcosa di sé sono stati Ben&Jerry, Quicksilver e  Tacobell (insieme a molti altri, ovviamente).

Storie semplici, istantanee del brand che si apre alla narrazione: ecco cosa potrebbe legare ulteriormente gli utenti al marchio.

Evitare spam e auto-promozione

Speriamo, come al solito con mille dubbi, nella buona fede dei marchi. Con l’introduzione di questa funzione, infatti, una volta che l’utente comincerà a seguire un brand sul suo feed cominceranno ad apparire – anche non richiesti – video e foto dell’account in questione. Starà al brand se scegliere di raccontarsi e quindi rendere l’utente partecipe della propria storia o lasciarsi andare all’auto-celebrazione e allo spam selvaggio dei propri prodotti con il risultato di spezzare la magia!

Nuove prospettive di storytelling o solita “fuffa” autopromozionale? Voi su cosa puntate? Fatecelo sapere! :)

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